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Mercoledì 16 Aprile 2008, 18:34

Petrolio in ritirata dopo nuovo record. Le scelte di investimento nel settore energy

Di Alberto Susic

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La mattinata non ha riservato particolari sorprese per i prezzi del petrolio che si sono mossi all'interno di un range molto ristretto di circa un dollaro. Questo però non ha impedito alle quotazioni di spingersi ancora in avanti in mattinata, arrivando a segnare un nuovo record storico a 114,53 dollari al barile. La pressione al rialzo però è progressivamente rientrata e gli acquirenti sono tornati sui loro passi, in attesa di conoscere il report sulle scorte strategiche americane. L'aggiornamento dell'ultima settimana però non ha riservato notizie positive, visto che le riserve di petrolio hanno segnato una flessione di 2,3 milioni di barili, precedute da quelle di benzina che sono calate in maniera ancora più decisa di 5,5 milioni di barili. Solo gli stocks di distillati si sono mossi in controtendenza con un frazionale rialzo di 0,1 milioni di barili.

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Questo però non è bastato a frenare nuove tensioni sui prezzi dell'oro nero, che hanno subito ripreso la via dei guadagni, arrivando a segnare un nuovo record a 114,95 dollari. Da questo livello però sono scattate una serie di prese di beneficio che hanno riportato quasi due dollaro più in basso. Negli ultimi minuti infatti si registra un prezzo a 113,19 dollari, con una flessione di circa mezzo punto rispetto alla chiusura di ieri.
Permane comunque uno scenario caratterizzato da una notevole tensione, legata anche ai timori sugli approvvigionamenti dopo la chiusura di alcuni impianti in Messico, che minacciano le esportazioni verso gli Stati Uniti.
Intanto l'Opec resta ferma sulle sue posizioni, palesando la sua contrarietà ad aumentare la produzione per frenare la corsa dei prezzi. Proprio quest'oggi il ministro iraniano ha dichiarato che l'offerta è già superiore alla domanda, aggiungendo che la crescita delle quotazioni dipende da altri fattori, quali ad esempio la debolezza del dollaro, insieme alle tensioni geopolitiche e ad una buona dose di speculazione.
Ieri il Cartello ha fatto sapere di aver mantenuto invariate le sue stime sulla domanda mondiale di materia prima per quest'anno. Da una parte i prezzi elevati porteranno ad una contrazione dei consumi nei Paesi avanzati, ma dall'altra continuerà a crescere la richiesta di petrolio in altre realtà, come quella dei Paesi emergenti.

Questo dovrebbe contribuisce a mantenere i prezzi su livelli ancora decisamente alti e di ciò ne potranno approfittare in particolare i titoli del settore energy. In questi giorni gli analisti di Dresdner hanno confermato la view positiva sul comparto a livello europeo, consigliando di sovrappesare in portafoglio. Gli esperti ritengono che le quotazioni dei titoli siano ancora convenienti e una scommessa su tali azioni potrà offrire una buona copertura contro la minaccia di una riduzione degli utili societari a livello generale.
Anche i colleghi di Ubs (Virt-X: UBSN.VX - notizie) sono ancora ottimisti sul settore e in particolare su quello dei servizi all'industria, convinti che ci sia ancora upside nel capital budgeting delle compagnie oil. La banca elvetica ritiene inoltre che i prezzi saranno poco condizionati, almeno fino al 2010, da nuova capacità nell'industria dei servizi. In questa direzione si inserisce la view positiva su Saipem (Milano: SPM.MI - notizie) che resta un titolo da acquistare con un prezzo obiettivo decisamente interessante a 35 euro.
Una promozione è arrivata quest'oggi per Eni (Milano: ENI.MI - notizie) da Hsbc che ha confermato il rating “overweight”, alzando il target price da 31 a 32 euro. Per gli analisti il titolo vanta un valore nascosto che potrebbe essere valorizzato e rivelato dal nuovo Governo e dalle pressioni sempre più significative dell'Ue in direzione dell'unbundling.
Anche Jp Morgan scommette sulle azioni della società del cane a sei zampe, suggerendo di sovrappesare con un fair value a 26 euro. Un invito all'acquisto arriva anche da Citigroup (ASFZ.PK - notizie) che però ha ridotto il fair value da 29 a 27 euro sulla scia dell'attesa di un ulteriore indebolimento del dollaro.
Tra le blue chips, sempre nel settore energy, segnaliamo Terna (Milano: TRN.MI - notizie) che per Cazenove resta “outperform” con un prezzo obiettivo a 3,15 euro. Il titolo offre una delle equity storie meno rischiose del comparto, oltre ad alcune buone opportunità di crescita e ad un dividend yield decisamente interessante.
Indicazioni positive anche per Snam Rete Gas (Milano: SRG.MI - notizie) che è da acquistare secondo Deutsche Bank con un target price a 4,75 euro. In attesa dei conti del primo trimestre che saranno diffuso il 23 aprile, la banca tedesca si aspetta che proprio nei primi tre mesi dell'anno siano stati registrati i più alti volumi di gas trasportato.
Guardando alle società a minore capitalizzazione, segnaliamo Erg (Milano: ERG.MI - notizie) per Natixis (Parigi: FR0000120685 - notizie) è da aggiungere in portafoglio con un fair value migliorato da 13,7 a 14,45 euro. L'anno in corso dovrebbe essere caratterizzato da un recupero della performance operativa, senza trascurare inoltre il potenziale appeal speculativo del titolo.
A bocciare Erg sono stati i colleghi del Credit Suisse che hanno abbassato la raccomandazione da “neutral” ad “underperform” con un target price fermo a 13,9 euro. La banca elvetica ritiene che il titolo tratti in maniera ingiustificata a premio rispetto agli altri protagonisti del comparto.
Anche Saras compare tra i preferiti di Natixis che però riduce il prezzo obiettivo da 4,15 a 4 euro, sebbene non sia escluso un potenziale re-rating dopo l'ascesa del principale competitor quale Erg. A promuovere Saras (Milano: SRS.MI - notizie) nei giorni scorsi è stata invece Merrill Lynch (NYSE: MER - notizie) che ha alzato il rating da “neutral” a “buy”, fissando un fair value a 4,2 euro. Nonostante una valutazione storica a premio rispetto al settore, il titolo ora tratta a sconto rispetto ai peers di riferimento, senza dimenticare l'elevata qualità degli utili e il ristretto range delle stime di consensus che lo rende ancora più appetibile in termini valutativi.


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