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Stmicroelectronics: da Nokia qualche timido segnale di ripresa del comparto
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C’è attesa per il prossimo 29 aprile, quando Stmicroelectronics pubblicherà i dati del primo trimestre 2009 e farà il punto sulle proprie prospettive sul difficile mercato dell’hi tech in generale. Nessuna conference call, ma solo un comunicato stampa atteso da coloro che seguono la più grande casa di microchip
europea.
Il titolo della società oggi è stato fortemente influenzato dalla pubblicazione dei dati di Nokia (Xetra: 870737 - notizie) , principale cliente di Stm. Il colosso finlandese ha praticamente azzerato gli utili trimestrali a 4 milioni di euro, ma ha comunque fornito risultati al di sopra delle attese. Soprattutto Nokia ha previsto i primi segnali di ripresa del comparto della telefonia a partire dal trimestre in corso: previsti in questi tre mesi volumi di vendita stabili o addirittura in lieve crescita dopo gli scivoloni dettati dalla crisi e dal calo della domanda.Si tratta di una notizia assai importante per Stm che negli scorsi mesi ha creato una joint venture paritetica con Ericsson per lo sviluppo di prodotti per la telefonia (praticamente le due società producono tutti i chip dei telefonini e i dispositivi connessi fuorché le memorie). L’operazione è stata una delle più importanti realizzate dal colosso franco-italiano nell’ultimo anno almeno e mette su una società da circa 3,6 miliardi di dollari di ricavi annui nel 2008. In pratica il legame con Nokia e con la telefonia mobile si rafforza ulteriormente.Il caso di Nokia non è però l’unico che ha smosso il settore: già ieri Intel aveva pubblicato i suoi dati sul primo quarto del 2009 e la più importante casa del chip per pc del mondo aveva dovuto archiviare il periodo con una flessione dei profitti del 55% a 647 milioni di dollari. I dati si sono mostrati però, anche in questo caso, migliori delle stime degli analisti sebbene le indicazioni sull’anno in corso si siano dimostrate poco precise.D’altra parte il settore hi tech in generale e le case dell’hardware in particolare hanno subito pesanti contraccolpi da questa crisi e il calo della domanda globale di prodotti tecnologici ha inciso pesantemente sui risultati di tutte le società principali.La stessa Stm ha dovuto promuovere interventi decisi sulle scorte di magazzino e ha abbassato notevolmente la propria produzione interna operando anche tagli dolorosi sul personale (in Italia migliaia di persone sono finite in cassa integrazione). Anche gli azionisti hanno dovuto compiere dei sacrifici e proprio ieri l’assemblea ha approvato il taglio del dividendo a 0,12 dollari contro gli 0,36 dollari del 2007.Insomma la crisi si sente, ma forse la luce fuori dal tunnel si inizia a intravedere. Labili segnali senz’altro: intanto, però, il titolo di Stmicroelectronics oggi quota sopra i 4,8 euro e, soltanto a marzo, era scivolato fino a quota 3 euro. Non resta dunque che intrecciare le dita per un concreto recupero del comparto che potrebbe trovare Stm posizionata sempre meglio nei mercati globali della telefonia.
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