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Energia: Ortis, In Bolletta Ridurre Oneri Impropri
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(ASCA) - Lecce, 16 mag - Intervenendo a Lecce alla prima
delle 3 giornate del Festival dell'Energia organizzato
dall'Aris (Agenzia di ricerche, informazioni e societa'), il
presidente dell'Authority per l'Energia, Alesssandro Ortis,
ha spiegato che ''gli oneri impropri presenti in bolletta, un
8% scarso che si aggiunge al costo di approvvigionamento vero
e proprio(65%), al trasporto (14%) e alle imposte (13,9%),
sono al centro dell'attenzione dell'Autorita'. ''Abbiamo
sollecitato piu' volte Parlamento e Governo ad intervenire.
Sul punto noi abbiamo esercitato pressioni continue con
relazioni ed atti. Abbiamo anche vinto una causa al Tar per
il contenimento degli oneri impropri del Cip6 portando a casa
600 milioni di euro e non sono pochi.Continuera' la nostra
azione di controllo per essere sicuri che quegli oneri di
sistema che sono in bolletta vadano effettivamente a buon
fine a sostegno di energie veramente rinnovabili per cui la
nostra azione continua nei fatti e nei controlli ed in piu'
nelle segnalazioni. Tra gli oneri vari vi sono anche quelli
fiscali e per questo abbiamo segnalato alcune posizioni
probabilmente non appropriate''.
Questi cosi' detti ''oneri impropri'' vengono da lontano
come ha documentato ieri Il Sole (Milano:
S24.MI - notizie) 24Ore (vecchi impegni come
le centrali dismesse delle Fs, stabilimenti di alluminio,
smantellamento del nucleare, etc.) e forse andranno ancora
lontano. Perche' in quell'8% c'e' del positivo e del
negativo, ci sono cioe' gli oneri per l'innovazione e la
ricerca, gli incentivi per le fonti energetiche alternative,
ma anche impegni pregressi, storicamente datati. E anche
quelli positivi potrebbero diventare molto pesanti. ''Lo
sviluppo delle energie rinnovabili avra' un impatto sulle
bollette che occorre verificare-avverte Enzo Gatta,
presidente di Assoelettrica. Insomma se si vuole raggiungere
l'obiettivo di ottenere il 17% di energia dalle fonti
alternative questo ha un costo. In Italia (stima Gatta) quasi
8-9 miliardi di euro l'anno che andranno sostenuti: quindi ai
vecchi oneri legati alle convenzioni a suo tempo concluse per
l'introduzione sperimentale della tecnologia a ciclo
combinato ed ormai 'quasi concluse', dice Gatta, se ne
aggiungeranno altri per scopi ugualmente necessari''.
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