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Venerdě 16 Maggio 2008, 20:41

Energia: Ortis, In Bolletta Ridurre Oneri Impropri

Agenzia ASCA

(ASCA) - Lecce, 16 mag - Intervenendo a Lecce alla prima delle 3 giornate del Festival dell'Energia organizzato dall'Aris (Agenzia di ricerche, informazioni e societa'), il presidente dell'Authority per l'Energia, Alesssandro Ortis, ha spiegato che ''gli oneri impropri presenti in bolletta, un 8% scarso che si aggiunge al costo di approvvigionamento vero e proprio(65%), al trasporto (14%) e alle imposte (13,9%), sono al centro dell'attenzione dell'Autorita'. ''Abbiamo sollecitato piu' volte Parlamento e Governo ad intervenire. Sul punto noi abbiamo esercitato pressioni continue con relazioni ed atti. Abbiamo anche vinto una causa al Tar per il contenimento degli oneri impropri del Cip6 portando a casa 600 milioni di euro e non sono pochi.Continuera' la nostra azione di controllo per essere sicuri che quegli oneri di sistema che sono in bolletta vadano effettivamente a buon fine a sostegno di energie veramente rinnovabili per cui la nostra azione continua nei fatti e nei controlli ed in piu' nelle segnalazioni. Tra gli oneri vari vi sono anche quelli fiscali e per questo abbiamo segnalato alcune posizioni probabilmente non appropriate''. Questi cosi' detti ''oneri impropri'' vengono da lontano come ha documentato ieri Il Sole (Milano:

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S24.MI - notizie) 24Ore (vecchi impegni come le centrali dismesse delle Fs, stabilimenti di alluminio, smantellamento del nucleare, etc.) e forse andranno ancora lontano. Perche' in quell'8% c'e' del positivo e del negativo, ci sono cioe' gli oneri per l'innovazione e la ricerca, gli incentivi per le fonti energetiche alternative, ma anche impegni pregressi, storicamente datati. E anche quelli positivi potrebbero diventare molto pesanti. ''Lo sviluppo delle energie rinnovabili avra' un impatto sulle bollette che occorre verificare-avverte Enzo Gatta, presidente di Assoelettrica. Insomma se si vuole raggiungere l'obiettivo di ottenere il 17% di energia dalle fonti alternative questo ha un costo. In Italia (stima Gatta) quasi 8-9 miliardi di euro l'anno che andranno sostenuti: quindi ai vecchi oneri legati alle convenzioni a suo tempo concluse per l'introduzione sperimentale della tecnologia a ciclo combinato ed ormai 'quasi concluse', dice Gatta, se ne aggiungeranno altri per scopi ugualmente necessari''.

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