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L'ondata xenofoba che danneggia l'industria
Di Business-is
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Facendo di tutta l'erba un fascio, si rischia di espellere quei lavoratori stranieri (la gran parte insostituibili dal personale italiano) che producono più del 9% del nostro Pil. La campagna televisiva voluta dal centro-destra (mi rifiuto di chiamarlo Partito delle libertà) contro la figura dell'immigrato delinquente ha centrato nel segno. La Lega ha colto il malumore e la nostra necessità di avere "nemici" per risultare una società più coesa: l'ebreo con Hitler e il comunista (oggi il terrorista) con gli USA. L'attuale governo si è creato la figura del nemico e si è innalzato ad unico paladino in grado di salvare l'Italia dallo sfacelo: è proprio la stessa tecnica che ha sfruttato G. W. Bush per mantenere il potere e Hitler per conquistarlo in quel tremendo 1933. Ma tutto questo rischia, al contrario, di produrre dei danni incalcolabili all'industria italiana. La minaccia di sciopero da parte di alcuni lavoratori immigrati in Francia ha fatto tremare l'industria del paese, che fino ad ora ha lucrato sulla clandestinità. Lo stesso potrebbe accadere anche in Italia. Sarebbe preferibile un sistema che faciliti la regolarizzazione di chi già lavora in nero, consentendo all'impresa di agire nella legalità e all'immigrato di non delinquere per
sopravvivere.
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