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Giovedì 17 Settembre 2009, 0:00

Avvocati, sì alle tariffe minime

Di di Gabriele Ventura

Italia Oggi

Sì alle tariffe minime per gli avvocati, ma sotto stretta vigilanza. Per il ministero della giustizia la conditio sine qua non per reintrodurre i minimi inderogabili nella riforma dell'avvocatura è che la legge preveda espressamente il ruolo di tutela e controllo del Guardasigilli sull'ordine

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forense.
Perché solo così si potrebbe evitare il disco rosso dell'Unione europea. Questa la posizione del governo sul testo di riordino della professione predisposto dal comitato ristretto della Commissione giustizia del Senato, che dall'altro ieri ha iniziato l'esame degli otre 270 emendamenti presentati. Lo ha spiegato a ItaliaOggi il sottosegretario alla Giustizia Maria Elisabetta Alberti Casellati, che si appresta a incontrare il presidente della II Commissione, Filippo Berselli, per far presente la presa di posizione dell'Esecutivo sul nodo minimi tariffari. «Sulle tariffe minime si aprirà un confronto in Commissione giustizia», ha detto, «perché renderle inderogabili significherebbe incorrere in infrazioni da parte dell'Unione europea. Secondo la giurisprudenza, però, si possono prevedere i minimi obbligatori per i professionisti solo quando è evidente il ruolo di tutela e vigilanza del ministero della giustizia sugli ordini nei rapporti con la collettività». «L'impostazione data dal comitato ristretto invece», ha continuato il sottosegretario alla Giustizia, «prescinde dalla tutela del Guardasigilli dando piena autonomia al consiglio nazionale forense. È chiaro che in questo contesto l'inderogabilità dei minimi non può sussistere». «Detto ciò», ha concluso la Casellati, «è utile aprire un confronto per comprendere meglio la ratio della normativa, con la volontà precisa che la riforma vada avanti spedita, dato che il governo considera il riordino delle professioni una priorità». Si annuncia quindi un autunno infuocato per la riforma dell'avvocatura che, toccando il tasto dolente del decreto Bersani, ha aperto una problematica la cui soluzione difficilmente metterà d'accordo tutte le parti in gioco. E che potrebbe bloccare l'iter legislativo del testo che già procede col freno tirato. Sulla questione delle liberalizzazioni degli ordini professionali, infatti, ha messo gli occhi anche l'Antitrust, che ha invitato l'Esecutivo a intervenire sul comparto per far applicare il Bersani dalle professioni. Mentre la riforma elaborata dal comitato dei nove della Commissione giustizia, dopo un lungo tira e molla con la categoria forense, ha previsto, nella sua ultima stesura del luglio scorso, al comma 5 dell'art. 12, l'inderogabilità dei minimi tariffari. Cancellando però il comma 9 del testo presentato dal Consiglio nazionale forense, che aboliva le disposizioni del decreto Bersani per gli avvocati. Fra le altre novità del testo, importanti modifiche attendono l'accesso alla professione. Per mettere un freno alla crescita numerica di una categoria che ha già superato le 200 mila unità. L'articolato del ddl, infatti, riscrive a 360 gradi l'esercizio della professione partendo proprio dal tirocinio per il quale è previsto un test informatico di ingresso per l'iscrizione all'apposito registro. Tirocinio che resta di 24 mesi ma che prevede la contestuale frequenza obbligatoria di corsi di formazione di almeno 250 ore complessive. Tra i numerosissimi emendamenti presentati ce ne sono tre dell'Unione delle camere penali, che chiedono di inserire, all'art. 2 dopo il comma 2, che «l'iscrizione a un albo circondariale comporta, per chi versa nelle condizioni soggettive previste dalla legge, l'applicazione delle norme contenute nel T.u. 26 marzo 2001 n.151, secondo le modalità che saranno stabilite con decreto del ministero della giustizia su proposta del Dipartimento delle pari opportunità della presidenza del consiglio». Poi, all'art. 8 dopo il comma 4, per l'Ucpi va inserito che: «Gli avvocati che abbiano conseguito il titolo di specialista sono tenuti, ai fini del mantenimento del titolo, a curare il proprio aggiornamento professionale secondo le modalità stabilite con regolamento del Cnf».



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