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L'angolo del trader - 16/10/2009
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Prosegue senza soste la stagione delle trimestrali. Ieri è arrivata forse la prima vera grande delusione dopo una striscia ininterrotta di utili oltre le attese. Il colosso dei telefonini Nokia (Xetra: 870737 - notizie) ha riportato la prima perdita degli ultimi 10 anni che ha affossato il titolo in quel di Helsinki. Perdita dovuta a svalutazioni per oltre 1 mld di euro, mentre a livello “adusted” il gruppo finnico è riuscito a riportare utili per azione superiori alle attese. L'effetto Nokia non ha però influito più di tanto sugli umori del mercato. Oggi sono tornati a prevalere gli acquisti sulle orse europee dopo la seduta piatta della vigilia. Acquisti che fanno seguito al rush finale di ieri da parte di Wall Street sospinta dagli energetici. Il Dow Jones ha aggiornato i massimi a 12 mesi chiudendo a 10.062 punti, in rialzo dello 0,47%. Nella prima parte di seduta sugli indici Us avevano tentennato anche ito del calo superiore alle attese dell'indice Philadelphia Fed di ottobre (sceso a 11,5 punti dai 14 del mese precedente). Dopo la chiusura dei mercati sono arrivati i conti trimestrali di Google (NASDAQ:
GOOG - notizie) e IBM (NYSE: IBM - notizie) , con entrambe che son riuscite a battere le attese. Oggi sarà il turno, prima del'avvio di Wally, di Bank of America (NYSE: IKJ - notizie) e General Electric (NYSE: GE - notizie) . A Milano oggi riflettori sul settore Energy. Ieri sera il petrolio ha superato di slancio a New York quota 77 dollari al barile /nuovi massimi a 12 mesi) in virtù del calo a sorpresa delle scorte di gasolio (-5,23 mln di barili, flessione maggiore dal settembre 2008). Rally che sospinge il comparto. Inoltre oggi Eni (Milano: ENI.MI - notizie) ha annunciato un'mportante scoperta di idrocarburi avvenuta perforando un pozzo esplorativo nel giacimento denominato Perla, localizzato nel blocco Cardon IV, nel Golfo del Venezuela. Il giacimento, si legge nella nota diramata oggi da Eni, potrebbe contenere una quantità di gas superiore ai 160 miliardi di metri cubi (pari a 1 miliardo di barili di petrolio equivalente) precedentemente stimati. Il gruppo del Cane a sei zampe prevede che la produzione di gas in condizioni normali superi 1 milione di metri cubi al giorno. Il blocco Cardon IV è attualmente operato da una Joint Operating Company, 50% Eni e 50% Repsol (Madrid: REP.MC - notizie) , denominata Cardón IV S.A. La compagnia di stato venezuelana PDVSA detiene il diritto di entrare nella joint venture durante la fase di sviluppo con una partecipazione del 35%. Qualora PDVSA eserciti questo diritto, Eni e Repsol manterranno entrambi un interesse del 32,5% nel progetto.
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