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Lunedì 17 Marzo 2008, 21:39

Wall Street evita il peggio e chiude a due velocità

Di Alberto Susic

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Grazie ad un recupero realizzato nella seconda parte della giornata, Wall Street riesce ad evitare un crollo, chiudendo in maniera contrastata, ma con una flessione decisamente più contenuta rispetto a quella che si era intravista sin dalle prime battute. Ancor prima dell'avvio degli scambi i futures avevano segnalato un ribasso superiore ai due punti percentuali, che in realtà nell'intraday è stato registrato solo dal Nasdaq Composite (NASDAQ:

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notizie) e dall'S&P500.
La sessione è stata fortemente condizionata dalla mossa a sorpresa della Federal Reserve che nel pomeriggio americano di ieri ha tagliato il tasso ufficiale di sconto dello 0,25%. Un intervento di emergenza deciso per offrire al sostegno al mercato, ma che di fatto non ha avuto l'effetto sperato, alimentando i timori degli operatori sull'entità della crisi che potrebbe essere stata sottostimata fino a questo momento.
A rendere ancora più pesante il clima è stato l'annuncio di JP Morgan che ha deciso di acquisire Bear Stearns (NYSE: BSC - notizie) , offrendo appena 2 dollari per azione. Un'operazione che da una parte ha provocato il crollo del titolo, dall'altra ha spinto il mercato a temere nuovi possibili fallimenti da parte di altri grandi gruppi a stelle e strisce.
Di fronte a questi temi così rilevanti, sono passati un po' in secondo piano gli aggiornamenti dal fronte macro, che pure hanno evidenziato una riduzione del deficit delle partire correnti in riferimento al quarto trimestre del 2007. A deludere è stato invece il New York Empire State Index che ha evidenziato un crollo dell'attività manifatturiera, con una discesa a -22,2 punti, a fronte di un recupero atteso a -6 punti. Poco incoraggiante inoltre l'indicazione relativa alla produzione industriale che a febbraio è scesa di mezzo punto, mentre gli analisti puntavano ad un calo più contenuto dello 0,1%.
Un aiuto è arrivato invece dalle quotazioni del petrolio che dopo aver segnato un nuovo record storico ad un passo dalla soglia dei 112 dollari, hanno ripiegato bruscamente lasciando sul parterre oltre quattro punti percentuali. La risalita degli indici è stata in parte sostenuta anche dall'attesa per l'importante appuntamento di domani, quando la Banca Centrale americana annuncerà la sua decisione ufficiale sui tassi di interesse.
A fine giornata così il Dow Jones (notizie) si presenta in pole position, con un frazionale progresso dello 0,18%, diversamente dall'S&P500 che dopo aver tentato di riconquistare la parità ha ceduto lo 0,9%. Più significativo il ribasso del Nasdaq Composite che si è fermato a 2.177,01 punti, cedendo l'1,6%, dopo aver segnato un minimo a 2.155 e un massimo a 2.200 punti.

Tra i titoli del Dow Jones, protagonista JP Morgan che ha messo a segno un rialzo a due cifre con un rally del 10,32%, premiata dopo l'offerta lanciata su Bear Stearns che invece ha ceduto l'84% a poca distanza dai 4 dollari.
Tra i finanziari si salvano anche American Express (NYSE: AXP - notizie) e Bank of America, in salita dell'1,46% e dello 0,76%, diversamente da AIG e da Citigroup (ASFZ.PK - notizie) che hanno accusato un ribasso rispettivamente del 3,35% e del 5,86%. Ben intonati i telefonici con Verizon Communications e AT&T (NYSE: T - notizie) in crescita del 2,37% e del 2,17%, mentre chiudono in rosso i petroliferi, con Exxon Mobil (NYSE: XOM - notizie) in lieve calo dello 0,14%, preceduto da Chevron (NYSE: CVX - notizie) che ha ceduto l'1,35%.
Nelle ultime posizioni del listino troviamo Alcoa (NYSE: AA - notizie) con una flessione di oltre tre punti, mentre ad indossare la maglia nera è General Motors (NYSE: GM - notizie) , arretrata del 7,39%.

Sul tabellone elettronico del Nasdaq Composite, si muovono in controtendenza Microsoft (NASDAQ: MSFT - notizie) e Intel (NASDAQ: INTC - notizie) , in salita dell'1,22% e dello 0,92%, insieme ad Applied Materials (NASDAQ: AMAT - notizie) e ad Apple (NASDAQ: AAPL - notizie) , cresciuti dello 0,44% e dello 0,09%.
Si fermano a ridosso della parità Dell (NASDAQ: DELL - notizie) e Cisco Systems (NASDAQ: CSCO - notizie) , mentre eBay e Oracle perdono rispettivamente l'1,83% e l'1,23%. Più ampia la flessione di Yahoo (NASDAQ: YHOO - notizie) e di Google (NASDAQ: GOOG - notizie) che hanno lasciato sul parterre il 3,22% e il 4,12%, ma ad avere la peggio sono stati Adobe Systems (NASDAQ: ADBE - notizie) e Baidu.com, in discesa del 5,58% e del 7,82%.


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