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Venerdì 18 Settembre 2009, 0:00
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Ma anche quella in cui il governo deciderà con un'apposita direttiva su quali strumenti gli enti devono investire. In questo modo il ministro del lavoro Maurizio Sacconi, ieri a confronto con i rappresentanti della previdenza privatizzata/privata, cercherà di mettere le casse sul giusto binario. Soprattutto dopo che un documento del nucleo di valutazione della spesa previdenziale ha rilevato il precario equilibrio di alcuni enti. Il documento riservato (che ItaliaOggi ha anticipato il 2 settembre), infatti, rileva che le casse di avvocati, ragionieri, agenti di commercio, giornalisti, consulenti del lavoro e medici non avrebbero la sostenibilità a 30 anni richiesta dalla Finanziaria 2007. Una situazione che esporrebbe gli enti al rischio commissariamento, così come previsto dal comma 4 dell'articolo 2 del dlgs 509/94 (la legge che ha privatizzato le casse), e che ha anche fatto insorgere i presidenti degli istituti. I quali hanno denunciato il fatto che i ministeri vigilanti tengono nel cassetto, senza approvarle, quelle riforme presentate in certi casi oltre un anno e mezzo fa e che sono vitali per la sopravvivenza. I correttivi proposti, non a caso, permetterebbero a tutti gli enti di poter garantire prestazioni per almeno tre decenni come vuole la norma. Sacconi ha, comunque, ieri smentito «qualsiasi possibilità di un immediato commissariamento» secondo le indicazioni fornitegli sia dal nucleo di valutazione sulla spesa pensionistica ne' dalla direzione generale del Ministero. Ma l'incontro di ieri, al quale hanno partecipato anche Giovanni Geroldi, direttore generale per le politiche previdenziali; Lucrezio Monticelli, capo di gabinetto; Alberto Brambilla, presidente del nucleo di valutazione della spesa previdenziale; Maurizio de Tilla, presidente dell'Adepp; oltre ad una nutrita schiera di presidenti di casse, è andato oltre la questione sostenibilità. E sul piatto, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, sono finite una serie di problematiche sulle quali i rappresentanti istituzionali del comparto si interrogano da tempo. Prioritaria, per esempio, risulta una interpretazione della nuova normativa circa il calcolo della sostenibilità a 30 anni. Va chiarito se il punto di equilibrio è da ricercarsi nel saldo contabile o in quello patrimoniale. Va, inoltre, compreso in che modo è possibile aumentare il contributo integrativo (gli enti più giovani nati con il dlgs 103/96 per esempio hanno attualmente le mani legate) e come utilizzarlo ai fini pensionistici. C'è poi l'annosa questione della doppia tassazione (sugli investimenti delle casse e sulle prestazioni erogate), anche se viste la difficile congiuntura economica la questione sarà rimandata a tempi migliori. Dall'altra sponda, il ministero, però, vuol vederci chiaro su cosa accade dentro gli enti. Va quindi studiato un modo per armonizzare la stesura dei bilanci di esercizio per poterli così comparare. Ancora, con una direttiva il ministero del lavoro definirà i criteri di rischio degli investimenti. Infine, la questione vigilanza e controlli. Le casse, per il ministero di via Flavia, è l'unico settore in Italia privo un organismo specifico di controllo. |
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