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Hopa studia la cessione di Sorin
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Il consiglio d'amministrazione di Hopa ha deciso di batter cassa avviando l'iter per la cessione della quota in Sorin. Si tratta di una quota del 25,93 per cento, che agli attuali corsi vale circa 202,5 milioni di euro, ma che comporta anche il controllo di fatto della società di apparecchiature
mediche.
Lo scopo di tale cessione è da ricercarsi nel tentativo di rafforzare la posizione finanziaria di Hopa in previsione della dura lotta con il fisco che la società ha deciso di intraprendere. La società manterrà stretta,invece, la quota in Telecom, in quanto considerata partecipazione strategica. Come noto la scorsa estate il fisco italiano ha comminato alla società una maxi multa da 1,6 miliardi per il mancato pagamento delle imposte sulle plusvalenze ottenute dalla vendita di Telecom a Tronchetti Provera nel lontano 2001. Si tratta di un'operazione avvenuta tramite Bell, una controllata lussemburghese di Hopa, che al tempo non dichiarò la plusvalenza e quindi non pagò le relative imposte. L'Agenzia delle entrate ha però deciso recentemente di contestare alla finanziaria bresciana il mancato pagamente di queste tasse. I tributaristi di Emilio Gnutti, patron di Hopa, hanno però deciso di non tentare alcuna transazione e di ricorrere direttamente contro la decisione del fisco sul presupposto che Bell fosse una società lussemburghese e non italiana. Nel frattempo dovrebbero riprendere i colloqui con Palladio, la finanziaria veneta in via di fusione con Hopa. Il piano prevede un'aggregazione di Fingruppo, la holding che controlla la società bresciana con la stessa Palladio, tuttavia le nuove difficoltà legali rischiano di mettere a repentaglio l'operazione. Palladio ha in corso la due diligence su Fingruppo, ma la sensazione è che il tutto si risolva con una fumata nera. In questo caso Hopa potrebbe riprendere le trattative con Mittal, la società finanziaria che fa riferimento a Giovanni Bazoli e che in passato aveva tentato senza successo di acquisire Hopa. Proprio ieri la stessa Mittal ha nominato Giovanni Giorno Tempini nuovo direttore generale. La trattativa in ogni caso avrà una base diversa di confronto, proprio a causa della maximulta, ma la ripresa della stessa appare ora sempre più probabile.
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