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Giovedì 18 Giugno 2009, 8:52
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Dall'inizio di questa settimana i mercati azionari stanno facendo i conto con il ritorno delle vendite, frenati dal minore ottimismo sulla futura crescita economica. Cosa aspettarsi ora nel breve alla luce anche dell'attuale quadro macroeconomico? Da lunedì scorso stiamo assistendo a quello scenario che gran parte dei commentatori aveva indicato come il più probabile. Mi riferisco ad una pausa di correzione che sembra essere iniziata e il problema principale è ora capire dove questo movimento potrà condurre nel breve e ovviamente è meno facile rispondere a questo interrogativo. Fino ad ora comunque i mercati azionari si stanno muovendo secondo le previsioni e in particolare a Piazza Affari abbiamo vissuto una fase laterale sempre più stretta che è sfociata da lunedì scorso in un ribasso di circa 1.500 punti per l'indice FTSE Mib in sole tre sedute. Dal punto di vista grafico notiamo che molti dei rialzi visti negli ultimi mesi hanno condotto non solo diversi indici ma anche numerosi titoli a ridosso della media mobile a 200 giorni. Alcune azioni si sono spinte anche leggermente sopra, ma la gran parte si è fermata poco al di sotto, dando vita così alla discesa cui stiamo assistendo da lunedì scorso. Ricordiamo che negli ultimi tre mesi di rialzi non ci sono stati consolidamenti intermedi, per cui il mercato è passibile anche di flessioni molto rapide, come quelle viste in questi tre giorni a Piazza Affari. Sotto il profilo dei fondamentali i dati che escono continuano ad essere negativi in generale e quei pochi positivi che sono stati enfatizzati fino ad ora hanno riguardato soprattutto la fiducia, come lo Zew in Germania e quelli sulla fiducia in America. Non si tratta però di dati reali sulla produzione e ciò che mi lascia perplesso è che le aziende continuano ancora a licenziare, per cui si perdono ancora posti di lavoro. A livello fondamentale dunque non ci sono stati grandi miglioramenti e personalmente sono convinto che il peggio non sia ancora alle spalle. Sui mercati ora ci troviamo alle prese con una correzione che non dovrebbe esaurirsi nell'arco di poche sedute, ma svilupparsi in un arco temporale più lungo, con un'alternanza di sessioni positive e negative. Il problema sarà capire dove si fermerà questa correzione e quale sarà il quadro che ne verrà in seguito, con un'attenzione rivolta al modo in cui cambierà lo scenario. Negli ultimi tre mesi abbiamo assistito a diversi aumenti di capitale, insieme al record di emissioni obbligazionarie. Il sistema finanziario nel suo insieme si è così rafforzato, ma tutto questo avviene con conseguenze sugli utili societari, perché anche a parità di utili, le nuove azioni emesse vanno ad erodere quello dei titoli già presenti sul mercato. In considerazione di ciò ritengo che le quotazioni di molte società oggi non siano assolutamente giustificate. La correzione dunque è solo agli inizi. A questo punto cosa ci si può attendere nel breve? C'è il rischio di un ritorno o di un avvicinamento dei minimi di marzo scorso? Personalmente non credo che gli indici possano tornare sui minimi di marzo e probabilmente ci fermeremo sopra quei valori. In base allo scenario che si andrà a delineare nelle prossime giornate andremo a fare nuove valutazioni, ma in ogni caso oggi non trovo motivazioni per nuovo shopping. Ci deve essere una proporzione tra l'ampiezza del rialzo realizzato fino ad ora e quella della correzione appena iniziata. Parlando del nostro Ftse Mib ad esempio, abbiamo visto che dai minimi in area 12.000 siamo arrivati fin quasi ai 21.000 punti, per cui per poter pensare a nuovi acquisti bisognerà attendere che il mercato ritracci quantomeno metà di questa strada realizzata in salita. Ieri il nostro indice si è fermato in area 19.000, e non dimentichiamo che al di sotto di questa fascia di prezzo c'è il vuoto, perché la salita è avvenuta senza correzioni intermedie. Ciò non significa che da domani si continuerà a scendere senza soluzione di continuità, ma è probabile che la discesa si sviluppi da qui ad un mese. Il vuoto che si nota al di sotto dei 19.000 punti rende difficile l'individuazione di livelli tecnici da indicare come validi supporti nel breve. E' probabile che strada facendo il mercato possa costruire dei livelli intermedi che consentiranno di fare vita a dei supporti che però mancano al momento. Qualsiasi previsione ora potrebbe rivelarsi errata, perché non ci sono dei livelli sui quali il mercato ha costruito delle basi durante la salita partita dai minimi di marzo. Nelle ultime settimane abbiamo avuto in rialzo alimentato da notizie meno negative del previsto e non gài positive. Come è cambiato lo scenario nell'ultimo periodo? Di fatto ci troviamo a mio avviso nella stessa situazione degli ultimi tre mesi, visto che non è cambiato nulla di significativo. A ciò si aggiunga che forse al netto degli utili delle banche americane, per i quali è difficile fare raffronti con quelli dello scorso anno visto che sono cambiati i criteri contabili, probabilmente avremo nuovi cali dei profitti e che quelli stimati siano un po' troppi generosi. Ieri FedEx ha riportato una netta flessione degli utili e se di fatto i grossi operatori che muovono merci sono fermi, vuol dire che si muove molto meno di quello che dovrebbe. Da non trascurare inoltre il dato della Cina che sta vivendo un boom interno accompagnato però da un crollo delle esportazioni e proprio queste ultime riguardano il mercato mondiale, dunque anche la Cina sta risentendo della crisi. E' in ogni caso importante fare una distinzione tra il piano finanziario e quello reale: probabilmente quello finanziario il peggio lo ha visto, perché i vari interventi dei Governi e delle autorità iniziano a fare effetto, sono stati superati gli stress test e alcune banche americane proprio ieri hanno restituito i soldi ricevuti nell'ambito del programma Tarp. Sul piano dell'economia reale invece non abbiamo ancora segnali di miglioramento e a mio avviso ci avviamo verso una fase delicata del mercato. Verso la metà di luglio inizieranno ad essere diffusi i nuovi risultati societari e se fino ad ora la gente ha comprato senza guardare molto alle varie situazioni, quando si avranno invece dati che riporteranno alla realtà, allora avremo una riprova dei rapporti tra i prezzi dei titoli e gli utili aziendali. Almeno fino all'ultimo trimestre di quest'anno non vedo come le società possano mostrare profitti in miglioramento e nel corso del tempo questo sarà uno degli elementi che farà un po' aprire gli occhi al mercato. La questione è che un recupero dai minimi di marzo era inevitabile, ma secondo me i listini si sono spinti forse un po' oltre. E proprio questo rialzo che è andato più in là è anche servito molto ai mercati, perchè ha offerto un forte sostegno alle ricapitalizzazione che non sarebbero state portate a buon fine in presenza di un mercato più debole. Uno sguardo anche alle commodities che sono state protagoniste anch'esse di un forte recupero: la parte industriale ci dice che non c'è richiesta aggiuntiva di materie prime, mentre la parte finanziaria ha enfatizzato degli aspetti che non hanno nulla a che fare con l'economia reale. In questa direzione credo vada letto il monito lanciato nei giorni scorsi dal ministro Tremonti che parlato di un ritorno della speculazione. Alla luce di quanto detto sino ad ora, quali strategie suggerirebbe di adottare? Quali i settori su cui puntare l'attenzione in questa fase di mercato? Se il quadro delineato sino ad ora sarà quello che si andrà a concretizzare, sarà meglio non avere azioni in portafoglio, a prescindere dal settore di riferimento. Nessuno ha interesse che i mercati scendano ancora e se la correzione si limiterà solo a qualche seduta di incertezza, allora lo scenario potrà cambiare, anche se si tratta di un quadro che non ha nulla a che vedere con i fondamentali. Se però il mercato imboccherà la china discendente, di solito finisce per penalizzare, seppure in maniera diversa, un po' tutti i titoli, ed è difficile pensare che qualcuno possa salvarsi. Il problema è che non c'è una visibilità di medio termine, basti pensare ad esempio al settore automobilistico che di recente è stato fortemente acquistato. Il mercato dell'auto però è in condizioni molto difficili, e on stupisce che alla prima incertezza dei listini, i titoli più penalizzati siano stati proprio quelli legati al comparto delle quattro ruote. In generale consiglierei di assumere un atteggiamento di prudenza, rimandando nuovi acquisti solo ad un momento successivo a quello in cui si svilupperà la correzione appena iniziata. Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
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