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Venerdì 18 Luglio 2008, 12:13

La prudenza è d'obbligo, ma è il momento di realizzare nuovi acquisti

Di Alberto Susic

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S&P/Mib
Mibtel: migliori e peggiori
Di seguito riportiamo l'intervista sull'indice S&P/Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte Davide Biocchi, trader privato e analista tecnico indipendente. Fondatore e amministratore del sito www.tradingweek.net.


Nelle ultime due giornate i mercati hanno attivato una fase di recupero, con un rimbalzo molto deciso soprattutto in America. Ritiene che sia stato raggiunto un minimo di periodo dal quale

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ripartire?


La mia idea è che ci troviamo in un contesto di mercato in cui la paura e il nervosismo danno vita ad ulteriore paura e tutto è tale per cui si generano idee di un pessimismo acuto. In quest'ultima settimana siamo finiti nuovamente sulle prime pagine dei giornali che sono tornati a parlare insistentemente dell'andamento dei mercati.
A titolo di esempio vorrei segnalare che sulla copertina di “Borsa & Finanza” del 7 maggio 2007, comparivano le foto di diversi gestori ed esperti dei mercati che in coro parlavano di un'economia stabile e di un futuro roseo. In quel periodo l'indice S&P/Mib era quasi sulla soglia dei 44.000 punti e ci si chiedeva se lo stesso sarebbe arrivato a quota 50.000. Questo per dimostrare che quando c'è euforia tutto muove verso l'identificazione di target sempre più elevati.
Sabato scorso invece lo stesso quotidiano indicava in prima pagina tutte le strategie per guadagnare con un'operatività di tipo short. Ciò è un segnale evidente di come la stampa cavalchi l'euforia o il pessimismo dilagante a seconda del periodo in cui ci troviamo, essendo questi di volta in volta i temi dominanti.
C'è un nervosismo alle stelle che ci ha portato a guadagnarci le prime pagine dei giornali anche non finanziari e si parla anche molto di riscatti dei fondi. Questo significa che le gestioni, pur rendendosi conto che i prezzi attuali siano bassi, sono costrette a vendere per reperire liquidità con cui far fronte ai riscatti.
Si generano così situazioni perverse che portano ad affossare i mercati anche oltre misura: ci sarà sicuramente una contrazione degli utili insieme a tutti gli altri problemi che si registrano a livelli macro, ma ci sono dei titoli che sono arrivati a dei price/earnings molto interessanti, basti pensare ad Unicredit e a Intesa Sanpaolo (Milano: ISP.MI - notizie) che quotano meno del loro valore di libro.
Questo lascia pensare che sul mercato si sia creato qualche eccesso e di conseguenza la reazione che abbiamo visto mercoledì scorso poteva venire in qualsiasi momento. In America alcune banche hanno consegnato dei risultati migliori delle stime e se anche le altre trimestrali saranno superiori alle aspettative, unitamente ad un ritracciamento del petrolio, si creeranno i presupposti per un rimbalzo anche corposo.
Il recupero del mercato, che non bisogna confondere per ora con un'inversione di tendenza, può essere legato ora soprattutto al fenomeno delle ricoperture. Vorrei segnalare che negli Stati Uniti lo short aperto è su livelli record da diversi decenni, e si capisce bene quindi che se scattano le ricoperture i mercati potrebbe risalire la china e non di poco.

Nel precedente intervento aveva segnalato un supporto a 26.150 punti per l'S&P/Mib, al quale guardare dopo la rottura dei 28.500/28.700. Ora che il livello è stato quasi raggiunto con il minimo di mercoledì scorso, ritiene che il mercato porterà avanti il rimbalzo avviato da quest'area?

Al momento l'area più importante per l 'S&P/Mib è quella dei 26.000 punti, e in caso di discese al di sotto di tale livello, il quadro tecnico tornerà ferocemente ribassista. Se invece le quotazioni si manterranno al di sopra, potremmo avere ancora una fase di volatilità e i minimi di mercoledì scorso potrebbero essere considerati una sorta di bottom di breve periodo, fermo restando che siamo ancora in una situazione in evoluzione.
Quando il mercato era fortemente al rialzo più di un anno fa, suggerivo di acquistare ma con prudenza, con la consapevolezza che la tendenza si sarebbe invertita in un qualunque momento. Oggi invece, essendo il mercato ancora ribassista, la prudenza è legata al fatto che quando si interviene in contesti simili a quello attuale ci sono vantaggi e svantaggi. Da una parte si compra molto bene dal punto di vista dei fondamentali, ma al contempo si opera contro il trend principale.
Se in ogni caso il rimbalzo del mercato sarà confermato, l'indice potrebbe ritornare anche in area 30.000/30.500 che rappresenta già un target interessante, perché una risalita su questi livelli porterebbe molti titoli ad apprezzarsi in maniera significativa.
Siamo arrivati ad un livello di pessimismo così dilagante tale da rappresentare l'opposto di quelle fasi di grande euforia, motivo per cui si può pensare che siamo ormai vicini ad un contesto sempre più interessante nell'ottica di nuovi investimenti.


Alla luce di queste considerazioni, ritiene che quello attuale sia un buon momento per tornare a fare acquisti? Quali strategie ci può suggerire in merito?

A mio avviso il momento attuale si può sfruttare per iniziare a fare qualche acquisto, consapevoli che la volatilità durerà ancora e che il mercato potrà registrare un movimento altalenante nel breve, con un'alternanza di sedute positive e negative. Sappiamo che siamo ancora lontani dalla fine della crisi, ma i mercati azionari di solito si riprendono prima della conclusione della stessa.
Il suggerimento è quello di puntare in ogni caso su titoli solidi che fanno utili, pur sapendo che è reale il rischio di vedere anche un minimo inferiore a quello già realizzato. Ci sono alcuni ingredienti che mi fanno pensare che la situazione possa essere ad un bottom di periodo.
La mia opinione è che siamo approdati ad un contesto di stress molto simile a quello che abbiamo vissuto a marzo scorso, quando il mercato ha avviato un rimbalzo corposo. Se il recupero avverrà in maniera così rapida, allora si tratterà di un semplice rimbalzo tecnico, mentre per poter parlare di un'inversione di tendenza, bisognerà assistere ad una fase di accumulazione successiva, gettando le basi per un conseguente movimento rialzista.

A quali titoli guarderebbe in particolare in questa fase di mercato? Su quali consiglierebbe di impostare nuove operazioni al rialzo?

Consiglierei di intervenire solo su titoli molto solidi dal punto di vista finanziario e su quelli che hanno dei fondamentali interessanti. Tra i bancari sceglierei sicuramente Unicredit e Intesa Sanpaolo, ma non mi dispiacciono neanche Banco Popolare e Banca Popolare di Milano (Milano: PMI.MI - notizie) . Si tratta di titoli molto allettanti sul piano dei fondamentali e hanno tutte le caratteristiche per realizzare un corposo rimbalzo.
Tra le blue chip inserire in portafoglio anche Enel (Milano: ENEL.MI - notizie) che quota su multipli interessanti e guarderei anche a Generali in area 22,5 euro, che rappresenta un supporto molto importante per il titolo.
Non dimentichiamo che il mercato è ribassista e di conseguenza la volatilità è piuttosto elevata, per cui può accadere che subito dopo aver acquistato ci si può trovare già con una posizione in perdita. L'obiettivo di questi acquisti però non è di breve ma almeno di medio periodo, perché siamo in presenza di prezzi importanti, anche se è bene non intervenire con tutto il capitale. Qualcosa si potrà acquistare magari anche a prezzi migliori, e l'idea sarebbe realizzare uno shopping mediando al rialzo.

Fiat (Milano: F.MI - notizie) è sceso ad un soffio dall'area dei 9 euro, salvo realizzare un netto recupero che ha riportato le quotazioni oltre un euro più in alto. Consiglierebbe lo shopping su questo titolo ora?

Nel precedente intervento avevo segnalato che per Fiat i 9,3 euro avrebbero rappresentato un 'area di “strong buy”. Sono intervenuto su quei livelli sul titolo, ma mi rendo conto che non tutti siano riusciti ad entrare a ridosso dei minimi e credo che molti stiano anche pensando che ora a 10,3 euro Fiat possa essere caro.
Non dimentichiamo però che neanche un mese e mezzo fa il titolo quota oltre quota 14 euro, e di conseguenza non si può certo dire che ora non siano buono sui livelli attuali. Psicologicamente è molto difficile entrare in un mercato di questo genere per vari motivi e sono gli stessi per i quali gli investitori fanno fatica a rientrare quando le Borse si girano sui minimi.
Per molti era più facile pensare di aver comprato bene Fiat a 20 euro, perché c'era ancora la sensazione di euforia che il titolo avrebbe avuto la possibilità di salire a 25 anche in poche sedute. Oggi invece c'è il terrore che il titolo da 10 possa scendere a 8 euro



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