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Mercoledì 19 Agosto 2009, 0:00

Appalti, 17 milioni per gli arbitrati

Di di Andrea Mascolini

Italia Oggi

Gli arbitrati nel settore degli appalti pubblici di lavori sono costati alle amministrazioni 17 milioni (per 98 arbitrati liberi); l'arbitrato amministrato risulta sempre marginale; il contenzioso determina un aumento del costo finale dell'opera pari al 28 per cento; più è grande l'appalto più è frequente il contenzioso (fino ad un contenzioso su due per gli appalti più elevati). Sono questi alcuni degli elementi più rilevanti che si desumono dalla Relazione annuale al Parlamento dell'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici relativamente agli arbitrati e al contenzioso nel settore dei lavori

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pubblici.

Il dato di fondo che emerge è che le controversie durante l'esecuzione degli appalti di lavori pubblici caratterizzano, molto spesso, l'andamento dei lavori e la qualità delle opere realizzate.
I dati del monitoraggio dell'Autorità sugli appalti conclusi nel periodo 2000-2007, mostrano che il 3,8% degli appalti di lavori è stato oggetto di contenzioso in fase di esecuzione dei lavori.

Inoltre l'Autorità ha efficacemente dimostrato che al crescere dell'importo dell'appalto aumenta il contenzioso con una incidenza di circa il 2% negli appalti di importo compreso tra 150 mila euro e 500 mila euro, del 46% negli appalti di importo superiore a 15 milioni di euro. Negli appalti di importo elevato si registra un contenzioso ogni due contratti. L'esistenza di un simile contenzioso comporta ritardi nell'esecuzione dei lavori con riguardo ai tempi previsti, superiori, mediamente superiore all'11 % rispetto ai ritardi registrati negli appalti eseguiti in assenza di contenzioso.

Inoltre in presenza di contenzioso si registra un notevole incremento delle rescissioni contrattuali (+ 5,2 % a fronte dell'usuale l'1,4 %).

Dai dati rilevati nel corso del 2008 si osserva una elevata incidenza, molto superiore alla media, del contenzioso in Valle d'Aosta, Liguria, Abruzzo, Puglia e Calabria. Per quanto riguarda le stazioni appaltanti l'incidenza maggiore si rileva negli appalti dell'Anas (13,3%) per una percentuale quasi 4 volte superiore alla media (3,8%), anche se con il nuovo contratto di programma l'Anas non può più ricorrere ad arbitrati ma devolve le controversie direttamente al giudice ordinario; rilevante la percentuale di contenzioso anche negli appalti degli ex Istituti autonomi per le case popolari (6,1%), negli appalti dei concessionari di lavori pubblici (5,6%) e negli appalti dei soggetti operanti nel settore ferroviario (5%).

É interessante anche notare quali siano gli oggetti più ricorrenti degli arbitrati: mancata o errata contabilizzazione dei lavori (131 casi), danni subiti (130); andamento anomalo dei lavori (73), sospensione illegittima (63), risoluzione contrattuale (56), errata applicazione delle penali (41), lavori oltre i tempi contrattuali (37), errata valutazione dei nuovi prezzi (30) e carenza/errore progettuale (24).

Dal punto di vista della soccombenza, sulla base dell'analisi di 196 lodi su un totale di 400 lodi depositati presso la Camera arbitrale, è emerso che le stazioni appaltanti risultano soccombenti per 173 casi, le imprese in 4 casi, entrambe le parti in 11 casi e nessuna delle parti in 20 casi.

Dalle analisi e dal monitoraggio svolto dall'Autorità emerge il carattere del tutto marginale dell'arbitrato amministrato rispetto a quello cosiddetto libero: attualmente, le controversie di maggior valore sono nella gran parte dei casi decise da collegi arbitrali “liberi” anziché in arbitrati amministrati. Per l'organismo di vigilanza si tratta di un “dato che dovrebbe indurre a qualche riflessione»; il destinatario del messaggio non può che essere il parlamento, oltre al governo che, in fase di recepimento della nuova direttiva ricorsi, con la legge comunitaria 2008, sta per mettere mano ad una riforma complessiva dell'istituto.

La relazione evidenzia infatti, premesso che la scelta per l'arbitrato libero passa per l'accordo della stazione appaltante sul nominativo del terzo arbitro, evidenzia che, la percentuale di soccombenza della pubblica amministrazione, elevata in entrambi i casi, è, comunque, in qualche misura minore negli arbitrati amministrati. Dal punti di vista della durata del contenzioso anche in questo caso il trend è simile: quella degli arbitrati amministrati è stata in media, sia nel 2007, sia nel 2008, minore rispetto a quella degli arbitrati liberi (addirittura, nel 2008 i secondi hanno avuto una durata media pari al doppio di quella dei primi).

Viene confermato il rapporto diretto fra contenzioso e aumento del costo delle opere, dal momento che i dati elaborati dall'Autorità nel corso degli anni hanno mostrato un maggior costo complessivo delle opere pari al 28%, come conseguenza del contenzioso.

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