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Telecom Italia: potrebbe essere cominciato il recupero
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Gli scivoloni di Telecom Italia (Milano: TIT.MI - notizie) dovrebbero per il momento essersi arrestati con il nuovo minimo a quota 1,148 euro raggiunto oggi. Lo suggerisce una semplice considerazione di analisi
tecnica.
Il titolo era inserito in un canale ribassista discendente dai massimi del settembre 2005 fino allo scorso 22 febbraio. Non essendoci supporti validi a questi livelli è stato necessario duplicare il canale verso il basso e porre un nuovo target ribassista. Il nuovo canale aveva questo nuovo target nel suo lato inferiore e oggi questo obiettivo è stato raggiunto proprio a quota 1,14 euro, livello sul quale le vendite di oggi si sono arrestate portando come reazione il titolo a limare le perdite (che comunque superano in chiusura i sei punti percentuali). Detto questo la brutta notizia proveniente da Deutsche Telekom (Xetra: 555750 - notizie) (ha ridotto del 4-6% le stime sugli introiti della telefonia fissa tedesca nel 2008) ha pesato su tutto il comparto a livello europeo e quindi è forse possibile che l'emergenza sia stata momentanea e contingente. I problemi di Telecom Italia sono però numerosi e, come noto, sono rimasti in gran parte sul tavolo anche dopo la conference call di presentazione delle strategie avvenuta lo scorso 7 marzo. Sicuramente pesa anche il fatto che ieri Merrill Lynch (NYSE: MER - notizie) abbia abbassato il rating sul titolo da buy a neutral. Di certo però fa bene il sostegno giunto ieri da Giovanni Perissinotto alla società. L'amministratore delegato di Generali (che di Telecom è azionista) ha ribadito che il settore della telefonia è strategico e ha un cash flow interessante, ricordando anche che se Telefonica (Madrid: TEF.MC - notizie) ha pagato tanto il proprio ingresso nel gruppo un motivo ci sarà. Le parole di Perissinotto sono giunte proprio nel giorno in cui informalmente Julio Linares, ad di Telefonica, incontrava a Piazzetta Cuccia gli altri azionisti di Telco, la holding che controlla Telecom Italia. All'ordine del giorno i nomi del consiglio che eleggerà il futuro management di Telecom Italia, ma anche le strategie che il management appronterà per fronteggiare un debito da 35,7 miliardi di euro che pesa troppo. Il taglio del dividendo non basterà infatti a sostenere la compagnia in questo momento di difficile competizione sia in Italia che all'estero. Servirà la cessione di Alice France e del 19% di Telecom Argentina (1,25 miliardi di euro circa) e probabilmente altro ancora. Deluso chi sperava in un aumento di capitale (è stato smentito oggi ai microfoni di Reuters dal presidente Gabriele Galateri di Genola). Contraddittorie intanto le interpretazioni del piano presentato al mercato. Se molti lo hanno visto come conservativo, Credit Suisse ha da poco sostenuto che poi tanto conservativo non è, mentre Standard&Poor's, nell'abbassare il suo rating sul debito a lungo termine del gruppo a BBB si spinge a definire "ambiziose" le guidance fornite dalla società per l'esercizio in corso. Nel frattempo, se fino a pochi giorni fa il titolo sembrava nonostante tutto trattare a multipli in linea con quelli del settore (ma non per il debito ovviamente) le forti perdite dell'ultimo periodo potrebbero avere portato il titolo ad essere sottovalutato. Se si aggiunge questo alle considerazioni di analisi tecnica di cui sopra, si può persino ipotizzare che finalmente torni qualche acquisto su Telecom.
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