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Mercoledì 19 Marzo 2008, 11:24

La crisi delle borse e la disperazione di Bernanke

Di Finbrokers.it

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Le ultime mosse della Fed evidenziano un atteggiamento al limite tra la disperazione e la schizofrenia, con Bernanke che continua a sforbiciare per cercare di salvare il salvabile, o forse solo per dire un domani che comunque lui le ha provate tutte.
Nel 2000 mi recai ad un convegno in cui si trattava della crisi finanziaria giapponese in cui, voglio ricordarlo ai lettori, con i tassi di interesse prossimi allo zero non si avevano segnali di ripresa dei consumi e quindi dell'economia. Un relatore pronunciò una frase ad effetto che mi colpì profondamente:"Ormai il Premier giapponse ha una sola strada per far ripartire i consumi: prendere un aereo e buttare sacchi di banconote sulla città di Tokio...". La storia giapponese comincia ad avere analogie anche sulla attuale crisi americana in cui i tassi sono prossimi al 2% e, a breve, se non ci dovessero essere segnali di ripresa, la stessa Fed potrebbe trovarsi con le mani legate e potremmo trovare Bernanke a regalare bigliettoni verdi nelle strade di New York. Il vero problema è che al momento non si conosce la profondità della crisi che ha colpito i mercati finanziari, dato che nessuno può immaginare se ad esempio il caso Bear Stearns (NYSE:

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BSC - notizie) rimarrà isolato o se assisteremo ad un drammatico domino che coinvolgerà altri istituti o se il prezzo del petrolio troverà una resistenza che ne bloccherà l'impressionante ascesa e questa incertezza porta gli investitori a farsi da parte in attesa che passi la tempesta. Non voglio iscrivermi alla squadra dei catastrofisti ma è ormai evidente che questa crisi deve essere digerita dai mercati e, nonostante non si possono fare previsioni sui supporti che la calmieranno, certamente non possiamo aspettarci rally improvvisi.
Da un punto di vista tecnico sarebbe già molto incoraggiante un trend laterale che ingabbiasse lo S&P Mib (Milano: notizie) nell'area 30.200-32.500, dato che lo sfondamento del supporto citato aprirebbe la strada ad un down trend di almeno 1.500 punti.
La drammatica situazione degli indici fa segnare un inizio 2008 da dimenticare per molti titoli. Dal primo Gennaio ci sono perdite a due cifre tra gli altri per Fiat (Milano: F.MI - notizie) (-25%), Seat Pg (-63%), Unicredito (Milano: UC.MI - notizie) (-20%), Alitalia (Milano: AZA.MI - notizie) (-73%), Intesa San Paolo (-18%), StMicroeletronics (-34%), Telecom Italia (Milano: TIT.MI - notizie) (-39%), Italcementi (Milano: IT.MI - notizie) (-16%), Prysmian (-18%), Atlantia (-26%), Eni (Milano: ENI.MI - notizie) (-12%), Impregilo (-40%), con una lettera generalizzata che non salva alcun settore.

Dott. Manolo Riddei (quarto classificato Toptrader 2007 - Per maggiori informazioni visita il sito www.finbrokers.it)

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