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Mercoledì 19 Marzo 2008, 22:58

La Fed non basta a sostenere i mercati. La crisi delle Borse durerà ancora

Di Alberto Susic

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Dopo essere stato caricato di aspettative, l'atteso appuntamento di ieri con la Federal Reserve, non ha portato gli effetti sperati sui mercati. La Banca Centrale americana ha tagliato i tassi di interesse dello 0,75%, con una manovra meno aggressiva di quella prevista, visto che in tanti si erano spinti ad ipotizzare una riduzione più corposa di un punto percentuale. Nello Statement consegnato ieri si è parlato di rischi al ribasso per la crescita, accompagnati da accresciute incertezze sul fronte dell'inflazione. La Fed si è detta pronta però ad intervenire, se necessario, per assicurare da una parte lo sviluppo della congiuntura e dall'altra garantire la stabilità dei prezzi.

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Indicazioni che però in un primo momento non sembravano aver spaventato in alcun modo Wall Street, protagonista di un rally che si è rivelato il migliore degli ultimi cinque anni. Un effetto positivo però di cui non hanno beneficiato in alcun modo le Borse europee che oggi hanno ceduto alle vendite, seguite dai listini a stelle e strisce che hanno annullato oltre la metà della salita di ieri.
Sembra quindi che neanche la Fed sia riuscita ad offrire un sostegno ai listini che sono tornati a meditare su un quadro complessivo che resta ancora improntato alla negatività. Neanche le positive trimestrali diffuse da alcuni grandi gruppi del settore bancario, come Goldman Sachs (NYSE: GS - notizie) , Lehman Brothers (NYSE: LEH - notizie) e Morgan Stanley (SPU - notizie) , sono riuscite ad allentare le tensioni sul fronte del credito.
Il problema sarà ora verificare se quello odierno possa aver rappresentato solo una pausa del rally della vigilia per la piazza azionaria americana, o se piuttosto andremo incontro a nuove ondate di vendite, sulla scia di quanto accaduto nelle ultime giornate.
Del resto non è facile prevedere quando le turbolenze in atto possano considerarsi prossime alla conclusione e a tal proposito il numero uno di Unicredit ha dichiarato quest'oggi che è molto difficile dire se sia stato raggiunto l'apice dell'incertezza sui mercati finanziari. Profumo ritiene che il problema principale sia l'assenza di liquidità su alcuni strumenti, prospettando ancora un'elevata volatilità per un po' di tempo. Per il giurista Guido Rossi la fine della crisi non è vicina, ed è necessario mettere in conto ancora un periodo negativo e piuttosto duro.
Non è molto diversa la posizione degli analisti di Union Investment per i quali la situazione del mercato americano resta molto difficile, specie alla luce della lieve recessione attesa, della crisi del comparto finanziario e delle previsioni negative relativamente ai dati aziendali futuri.
Il prezzo del petrolio in continua ascesa è un ulteriore fattore di preoccupazione e il panorama di incertezza rischia di frenare gli operatori. Gli esperti aggiungono inoltre che le banche emittenti stanno cercando di attuare una politica fiscale che sia di sostegno al vacillante mercato, e la Fed da parte sua ha lasciato la porta aperta ad altre possibili riduzioni dei tassi d'interesse.
Le valutazioni sull'opposta sponda dell'Atlantico sono decisamente allettanti, ma nel breve termine non si possono escludere nuovi movimenti correttivi. Queste flessioni però offrono buone opportunità per entrare nel mercato azionario americano con risultati a lungo termine positivi. Visto che per la fine di quest'anno Union Investment si attende una ripresa dei listini a stelle e strisce, il consiglio è di approfittare delle attuali potenzialità di sviluppo dei corsi azionari.
Spostando l'attenzione in Europa, anche da noi si continuerà a vivere una fase di grande volatilità, con una tendenza al ribasso che però dovrebbe essere meno evidente di quella attesa negli Stati Uniti. Tra i fattori che peseranno maggiormente sulle Borse del Vecchio Continente, troviamo i preoccupanti tassi di inflazione e le revisioni in negativo delle stime sui profitti aziendali, senza dimenticare l'elevato costo del petrolio e la perdurante forza dell'euro.
Gli analisti però sono convinti che queste fasi di rinnovata debolezza dei corsi offrano interessanti possibilità di entrare nel mercato per quegli operatori che sono orientati a fare investimenti a lungo termine. Le valutazioni sono modeste e una parte dei riflessi negativi sono già stati assorbiti dalle attuali quotazioni.



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