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Mercoledì 19 Marzo 2008, 8:49
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Segnaliamo il recente successo editoriale di Valerio Clicca qui Potrete incontrare personalmente Valerio Peracchi, all' ITF di Rimini del 15/16 maggio, presso lo stand della SIAT I mercati stanno cercando di reagire dopo essere arrivati a segnare i nuovi minimi dell'anno. Quali riflessioni si possono fare sull'attuale situazione dell'equity? Per l'indice S&P/Mib, ritiene ancora possibile il raggiungimento del target a 30.000 punti da lei indicato nell'ultima intervista intervista? O si può sperare in una ripartenza dall'area dei 30.500? Il mercato – è evidentissimo – ha vissuto una fase di estrema paura in un global sentiment di negatività che non si vedeva da almeno dieci anni, ma estremamente palpabile… forse anche troppo. Persino l'attentato alle Twin Towers del 2001 non aveva esasperato così gli animi, non in termini di volatilità intendo, ma proprio di sentiment. Lei più che giustamente mi chiederà perché! Ebbene, tenterò di chiarirlo per il mio modo di vedere i mercati, in poche parole. Allora eravamo già “abituati” a 18 mesi di ribasso, peraltro assai profondo. Eravamo passati da 1527 punti di S&P500 ai 1080/1070 (mi sembra di ricordare) “pre-torri”. Questa volta ci siamo arrivati dopo quattro anni e mezzo di uno dei rialzi più “sonnolenti” della storia. È stato questo l'elemento “sconvolgente”. Personalmente a questo punto ritengo che 30.500 o 30.000 punti per l'S&P/Mib siano pressoché la stessa cosa e per ora possa bastare. Del resto, con la volatilità degli ultimi giorni, ha poco senso soffermarsi su pochi tick. Dunque direi, obiettivo raggiunto! Le confesso che non credevo – e non credo – molto a questo ribasso così “annunciato” e mi sono dovuto adeguare soltanto a quanto il mercato stava dicendo, più per un aspetto puramente psicologico piuttosto che strettamente “tecnico puro”, contornato da quel global sentiment di cui sopra, persino esageratamente pessimista, quasi maniacale. E come il global warming, il surriscaldamento del pianeta, può provocare reazioni inaspettate, ora a parer mio sarebbe anche lecito attendersele dal mercato. Prima di tutto diventerà molto importante valutare anche il comportamento di altri indici come il DAX (Xetra: notizie) e lo S&P500. Per quest'ultimo, un recupero dei 1.320/1.325 punti, confermato per due/tre sedute, contemporaneamente a una dollaro sotto gli 1,57 (verso gli 1,52/1,50), fornirebbe spunto per recuperi anche sensibili, a meno di sorprese provenienti dalla riunione FED, proprio in programma per stasera. Se non succederà nulla, se il clima si manterrà solo tranquillo, i 1.400/1.420 punti, l'indice li ha tutti nelle gambe. La conferma del recupero dei 6.380 punti per l'indice tedesco sarà elemento basilare per una reazione veritiera e duratura di tutti i mercati europei che – nonostante i problemi siano o sembrino più in America – hanno perso circa mediamente un 20%, da inizio anno, contro il 10% dell'America, se si eccettua il Nasdaq (NASDAQ: notizie) . Anzi, per il DAX allora potremo dire di avere assistito a un vero “bear trap” e la contro reazione solitamente è violenta. Per assurdo poi, ma nemmeno troppo, sono convinto che l'uscita della notizia del default “mascherato” in acquisizione di Bear Stearns (NYSE: BSC - notizie) possa soltanto giovare ai mercati. La paura era data dalla certezza/incertezza che potesse uscire “qualcosa”… adesso che il “qualcosa” ha un nome, i mercati saranno più sereni, salvo che non si accodino altre situazioni davvero e ancora più gravi. Venendo al nostro caro S&P/Mib tanto sacrificato proprio per la forte presenza di titoli finanziari, il livello più importante sarà rappresentato dalla fascia tra 32.150 e 32.500 punti. Fino a lì, non dovrebbe faticare a giungere, anche perché dovesse fallire allora si aprirebbe uno scenario davvero triste (che a oggi, escludo). Sulla riconquista della fascia indicata, ci si potrà avventurare poi in area 34.500/35.000, con step intermedi a 33.300 e a 33.900. È ovvio, la strada sarà piena di piccoli ostacoli ma ogni passo compiuto ci potrà indicare la vera propulsione reattiva del mercato che potrà avere rialzi a più ampio respiro solo sopra i 35.750, così come per il Dax potrà parlarsi di vera negazione del bearish scenario soltanto ed esclusivamente sopra 7.300 punti. Lo so… è ben oltre un 10%... ma mi sembra di averglielo già palesato, in un'intervista dove si diceva “Per ora la crisi è stata regalata all'Europa”, tecnicamente abbiamo di fronte due universi diversi! La recente flessione del mercato ha interessato ancora una volta in particolare il settore bancario, sulla scia delle cattive notizie dal mondo del credito. Qual è il suo giudizio sul comparto? Quali strategie ci può suggerire per alcuni titoli come Unicredit e Intesa Sanpaolo (Milano: ISP.MI - notizie) ? Oltre questi ci sono altri bancari interessanti da seguire? So che molti suoi lettori sono investitori fedeli in questi titoli, così importanti per il nostro listino. In questo caso, se prima avevo consigliato di rimanere sottopesati di finanziari, dopo aver sofferto tanto vale la pena davvero mantenerli in portafoglio. Questi titoli potrebbero anche essere oggetto di consistenti rimbalzi sotto le imminenti scadenze tecniche anche per via di forti ricoperture. Tutto il comparto è stato penalizzato durante questi mesi e se, dall'America o da altre parti del globo smettono di arrivare “allarmi”, potrebbe essere il “faro” di quel buon rialzo di cui parlavamo poco fa. Per non aumentare troppo l'esposizione e diluire comunque il rischio, una buona strategia potrebbe essere quella di comprare opzioni call su questi titoli, magari su basi alte con scadenza per il prossimo trimestre. La base 5€ per Unicredit costa circa un 2%, quella 5.20€ poco più di uno 1%. Ci sta tutto il famoso rapporto rischio/rendimento. In ogni caso i livelli da tenere d'occhio per Unicredit saranno, per il breve 4.80/4.90 e per il medio 5.60… certo molto lontano dai prezzi attuali, ma rappresenta sempre e soltanto circa un terzo di quanto perduto da luglio sino a oggi. Anche per questo motivo, l'opzione su base 5€ non mi pare un miraggio. E poi ci si può lavorare sopra con strategie diverse, tipo il rivenderla su basi più alte qualora il prezzo si avvicinasse sensibilmente alla nostra. Per Intesa-Sanpaolo analoghi livelli si trovano a 4.95 e 5.25, ma penso che Unicredit, in un rimbalzo violento, potrà fare meglio di Intesa-Sanpaolo. Tra gli altri titoli del settore finanziario che potrebbero rivelarsi buone opportunità vi sono sicuramente Banca Pop. Milano (con stop-loss a 6.85€), Credito Emiliano (Milano: CE.MI - notizie) da comprare invece per la forza dimostrata in questi mesi e un assicurativo, Unipol (Milano: UNI.MI - notizie) , con target in area 2/2.05€ e stop-loss sugli €1.70. Alla luce delle attuali quotazioni del prezzo del petrolio, consiglierebbe di acquistare ancora titoli del settore petrolifero a Piazza Affari. Come valuta in particolare l'impostazione di ENI (Milano: ENI.MI - notizie) e Saipem (Milano: SPM.MI - notizie) e quali altre storie ritiene interessanti? Qui sarò davvero breve e lapidario: ENI no, Saipem sì, ma solo con l'avvertenza di verificare sempre la tenuta dei 24€. A questi prezzi di petrolio i raffinatori puri cominceranno a soffrire. Invece, insieme a Saipem potrebbero tornare interessanti quei titoli legati all'estrazione dell'oro nero, vale a dire Trevi (che potrebbe davvero accelerare sopra i 13€), Socotherm (Milano: SCT.MI - notizie) e Tenaris (Milano: TEN.MI - notizie) . In questo settore c'è più da divertirsi sugli States: i frequentatori di Trend-Online più attenti anche alle opportunità fuori confine provino a dare un occhio a un titolo come XTO Energy (NYSE: XTO - notizie) (XTO). E potrebbe uscirci anche un extra-gain, favorito da un pull-back del dollaro verso gli 1,50. Qual è la sua posizione in merito alla pesante flessione che ha colpito Telecom Italia (Milano: TIT.MI - notizie) nelle ultime settimane? Ci sono le condizioni perché il titolo riesca a riprendere quota nel breve? Quali strategie ci può suggerire in merito? Su Telecom, in tutta onestà, sono un poco più scettico. Seguirà magari il mercato all'inizio, dovesse proseguire la reazione, ma difficilmente, permanendo queste condizioni, le quotazioni potranno spingersi oltre gli 1,50€. Anzi, al momento mi sembra un traguardo sin troppo ambizioso. Perdonatemi, ma a volte devo assumere i panni del Dr. House, antipatico e “scontroso” ma tremendamente sincero! Telecom è un titolo in dichiarata tendenza ribassista… l'Investor Day lo ha confermato. Bernabè avrà pure dichiarato: «Il fisso è un valore!», riferito al telefono, ma se gli italiani lo usano quanto lo uso io… Non serve essere analisti fondamentali per accorgersi dello stato di un'azienda, mi creda. Credo sia sufficiente guardarsi un po' intorno. Al collo dei giovani Lei cosa vede? I-Pod (POD.NZ - notizie) o vecchi telefoni a ruota? Non prestiamo sempre fede a tutto quello che ci viene detto e messo sotto gli occhi… soprattutto in momenti come questo ed allora la Pasqua… che auguro serena a tutti i miei e Suoi lettori… non sarà per nulla una “passione”, ma un “passaggio” che è poi la vera etimologia della parola! Passaggio da uno stato di orso (latente) a un cucciolo di torello? Il bello è che davvero e forse non c'è mai stato né l'uno né l'altro e la prossima volta glielo racconterò meglio!... ma intanto raccogliamo i frutti di questo trend rialzista (secondario, terziario, che dir si voglia), se andrà davvero on-line come credo. Ancora auguri a tutti e buoni affari! *analisi realizzata ieri, prima dell'annuncio della Fed sui tassi di interesse, da Valerio Peracchi, analista tecnico e socio ordinario Siat. Disclaimer: i pareri e le conclusioni presenti in questo testo sono dell'intervistato e non sono attribuibili ad altri soggetti. 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