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Mercoledì 19 Marzo 2008, 22:00
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La giornata non ha offerto alcuno spunto di rilievo sul fronte macroeconomico e così gli operatori sono tornati a riflettere sulle notizie delle ultime ore. Non più tardi di ieri la Federal Reserve ha confermato i rischi a ribasso per la crescita, puntando il dito anche contro l'inflazione, per la quale sono aumentate le incertezze. Diversamente da quanto avvenuto ieri, la trimestrale di Morgan Stanley (SPU - notizie) non è riuscita ad offrire un sostegno ai listini, nonostante le buone notizie che hanno visto il gruppo chiudere i primi tre mesi del 2008 con utili e ricavi in flessione. Una discesa però inferiore alle previsioni, tanto che l'utile per azione è stato pari a 1,45 dollari, mentre il mercato si attendeva un eps meno corposo di 1,03 dollari. Sempre nel settore finanziario è stata accolto con grande entusiasmo il debutto in Borsa di Visa che nel suo primo giorno di contrattazioni è arrivata a segnare un massimo a 59 dollari, chiudendo a 56,5 con un progresso di oltre trenta punti percentuali. Non ha aiutato in alcun modo i listini la pesante flessione del petrolio, i cui prezzi sono scivolati nuovamente a ridosso dei 103 dollari, con un ribasso di quasi sei punti percentuali. Gli operatori però hanno preferito optare per la cautela, portando a casa circa metà dei guadagni realizzati ieri, per via delle tensioni ancora presenti sul fronte del credito. Preoccupazioni che non sono state cancellate dall'intervento di ieri della Fed, che di fatto non è bastato ad allentare le tensioni degli operatori. A fine giornata così gli indici si sono presentati al suono della campanella sui minimi di sessione, con il Dow Jones (notizie) e l'S&P500 in calo rispettivamente del 2,36% e del 2,43%. Leggermente più pesante la discesa del Nasdaq Composite (NASDAQ: notizie) , fotografato a 2.209,96 punti, con un rosso del 2,57%, dopo aver segnato un massimo a 2.280 punti. Tra i titoli del Dow Jones, l'unico a chiudere in positivo è stato Coca Cola (NYSE: KO - notizie) , salito dello 0,93%, ma sono riusciti a limitare i danni anche Merck, Verizon Communications e Wal-Mart, con perdite contenute al di sotto di mezzo punto percentuale. Discreta tenuta per i finanziari con Jp Morgan in calo dello 0,56%, insieme a Bank of America che ha ceduto lo 0,95%. Citigroup (ASFZ.PK - notizie) ha invece accusato un ribasso dell'1,45%, ma ad avere la peggio sono stati AIG e American Express (NYSE: AXP - notizie) in arretramento del 3,41% e del 3,91%. Ad appesantire il listino sono stati soprattutto i petroliferi, fortemente penalizzati dal ribasso dei prezzi dell'oro nero, con Exxon Mobil (NYSE: XOM - notizie) e Chevron (NYSE: CVX - notizie) in rosso di quasi cinque punti. In maglia nera Alcoa (NYSE: AA - notizie) che ha lasciato sul parterre quasi otto punti percentuali. Sul tabellone elettronico del Nasdaq Composite, si mette in evidenza Adobe Systems (NASDAQ: ADBE - notizie) che ha chiuso la seduta a ridosso dei massimi di giornata, con un progresso del 9%. Il titolo ha festeggiato la buona trimestrale diffusa ieri a mercati chiusi, con utili, fatturato e outlook migliori del previsto. In lieve calo dello 0,29% eBay, mentre Google (NASDAQ: GOOG - notizie) e Yahoo (NASDAQ: YHOO - notizie) hanno ceduto rispettivamente l'1,63% E IL 2,13%, al pari di Amazon.com (NASDAQ: AMZN - notizie) che ha perso poco più di due punti. Simile la variazione di Apple (NASDAQ: AAPL - notizie) e di Oracle, mentre Starbuks ha lasciato sul parterre il 4,06%, pagando pegno per le dichiarazioni dell'Ad del gruppo che si è espresso in termini piuttosto preoccupanti in merito all'economia a stelle e strisce. Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
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