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Lunedì 19 Maggio 2008, 15:00

Usa, economisti vedono recessione al 56%

Milano Finanza

La crisi del credito e il collasso del mercato immobiliare potrebbero attenuarsi entro la fine di quest'anno ma la ripresa sarà lenta e passerà attraverso un deciso aumento della disoccupazione. È quanto prevedono gli economisti della National Association for Business Economics (Nabe) secondo cui vi è il 56% di possibilità che l'economia Usa sia già entrata o stia per entrare in una fase di recessione. A febbraio i pessimisti erano solo il 45%. Secondo gli esperti del Nabe, l'economia crescerà dell'1,4% su base annua quest'anno (con almeno un paio di trimestri di crescita negativa), il valore più basso dall'ultima recessione del

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2001.

Il ritmo di espansione dovrebbe riaccelerare lievemente nel corso del 2009 con una crescita prevista al 2,3%, dato rivisto al ribasso rispetto alle proiezioni di febbraio. Il tasso di disoccupazione, che l'anno scorso è rimasto in media al 4,6%, salirà al 5,3% entro il 2008 e al 5,6% entro il 2009. «Sebbene la crisi del mercato immobiliare e di quello del credito dovrebbero iniziare ad allentare la loro presa - ha spiegato il presidente del Nabe, Ellen Hughes Cromwick - la crescita economica tornerà solo lentamente alla normalità». Riguardo alla crisi del mercato immobiliare, gli economisti del Nabe ritengono che il fondo verrà toccato quest'anno ma non vi è identità di veduta sul trimestre in cui dovrebbe terminare la corsa al ribasso.

Il miglioramento del mercato del credito è invece visto dalla maggioranza dagli economisti nella seconda metà dell'anno. Per quanto concerne l'inflazione, gli esperti vedono un tasso in crescita del 3,6% quest'anno a causa degli alti costi dell'energia con una decisa frenata nel 2009 al 2,4%. Secondo il 60% dei 52 economisti del Nabe interpellati tra il 17 aprile e il 1 maggio, nel secondo semestre del 2008 sarà più facile sia per le aziende che per i singoli avere accesso al credito. Grazie al miglioramento di questa importante componente dell'economia, il pil dovrebbe riaccelerare: dopo lo +0,6% del primo trimestre e il +0,4% per il secondo, nella seconda metà dell'anno la crescita dovrebbe essere del 2,1% su base annuale, dato comunque rivisto al ribasso dal 2,8% pronosticato a febbraio. «Abbiamo superato con tutta probabilità la parte più difficile del rallentamento - ha detto Lynn Reaser, economista di Bank of America (NYSE: IKJ - notizie) - ci sono le premesse per una ripresa che dovrebbe materializzarsi nel corso del prossimo anno e mezzo». Secondo gli economisti, man mano che l'economia riprenderà terreno e la Fed tornerà ad aumentare i tassi di interesse (sono visti al 3% entro fine 2009), anche il dollaro dovrebbe riprendere quota. Le proiezioni sono per un cross con l'euro a 1,50 entro fine 2008 per risalire a 1,40 entro fine 2009. Il 22 aprile l'euro ha toccato il massimo storico sul dollaro a 1,6019 per poi cedere parte dei guadagni e assestarsi sulla soglia di 1,55.

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