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Lunedì 19 Maggio 2008, 11:33
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Il numero di famiglie che possiede una casa in questa regione è elevato, ma - in virtù dei redditi in rapida ascesa - queste ambiscono sempre più al miglioramento delle proprie condizioni di vita. Ciò costituisce un ulteriore fattore di spinta per la domanda nell'ambito del settore immobiliare residenziale. Secondo gli esperti del CEE Research Network di UniCredit, due famiglie su 10 hanno in programma l'acquisto di una nuova casa nei prossimi anni, principalmente per uso abitativo: “In tale contesto continuiamo a intravedere un notevole potenziale di crescita per il mercato immobiliare”. La crisi finanziaria internazionale ha reso l'attuale quadro macroeconomico meno favorevole. La crescita economica rimane ancora elevata, ma il “repricing” del rischio a livello internazionale potrebbe condurre a un minore afflusso di capitali verso la regione e a un certo inasprimento delle condizioni creditizie – due fattori che potrebbero potenzialmente impattare negativamente sulle dinamiche del settore immobiliare. “Prevediamo una qualche moderazione nei trend di crescita, senza però temere che si verifichi una decisa inversione”, sostiene Debora Revoltella. In virtù del processo di privatizzazione, la percentuale di coloro che possiedono una casa è generalmente elevata ma la qualità delle abitazioni risulta ancora al di sotto degli standard dell'Europa occidentale. Nella gran parte dei casi gli immobili ad uso abitativo esistenti appartengono al periodo dell'economia pianificata, con circa il 70% delle abitazioni edificato tra il 1945 e il 1990. Sebbene questi immobili siano relativamente recenti, si tratta spesso di case in condizioni non ottimali. La superficie calpestabile si attesta mediamente intorno ai 63 metri quadrati, contro una media di 87 metri quadrati nei più maturi mercati occidentali dell'UE. Nella “vecchia” UE, le abitazioni hanno in media 4,2 vani, dato che scende a 2,8 nell'Europa centroorientale. Secondo Revoltella “l'offerta di immobili ad uso residenziale è carente non solo sul piano della qualità, ma anche della quantità”. Alcune cifre possono fornire una panoramica della situazione. Nella regione il numero di abitazioni per migliaia di abitanti si attesta in media intorno alle 413 unità, al di sotto degli standard dell'Europa occidentale (472), mentre nell'ultimo triennio l'offerta di nuovi alloggi ha toccato mediamente quasi le 3,0 unità per migliaia di abitanti nell'Europa centroorientale, rispetto a un valore di riferimento nell'Europa occidentale di 7,4. Questo gap di offerta sul piano sia qualitativo che quantitativo suggerisce che la domanda potenziale di nuove abitazioni è ancora notevole. Complessivamente, all'incirca il 19% delle famiglie sta pianificando l'acquisto di una casa e un terzo di loro intende effettuare questo investimento nei prossimi tre anni. Un altro terzo ha in progetto di acquistarne una nei prossimi 10 anni. Cifre sopra la media sono state registrate per rumeni (25%), croati (24%) e sloveni (23%). La maggioranza di coloro che intendono acquistare una villetta/appartamento nuovi ha intenzione di impiegarli quale abitazione principale dove risiedere (88%). L'acquisto per puro fine d'investimento è stato rilevato con maggiore frequenza in Serbia (9%), Croazia (8%) e Bulgaria (7%). Dall'altro lato, un maggior numero di croati (8%), ucraini (7%), sloveni e bulgari (6%) sta progettando di investire in una seconda abitazione. Nell'ultimo decennio i prezzi degli immobili sono cresciuti significativamente, andando ad accrescere le preoccupazioni riguardo un possibile rischio di sopravvalutazione. “Continuiamo a ritenere che i prezzi degli immobili nella regione siano compatibili con un livello di equilibrio, sebbene potrebbero essere presenti tendenze che si discostano da tale equilibrio in alcuni comparti”, conclude Debora Revoltella. Tra le aree da monitorare rientrano il segmento delle case vacanza in Bulgaria o alcuni squilibri in capitali come Bucarest, mentre lo scoppio della bolla in Kazakistan potrebbe costituire un ulteriore campanello di allarme. “Nel complesso, nonostante un quadro internazionale meno favorevole e alcuni squilibri, il gap di offerta a livello qualitativo e quantitativo, unitamente ad una domanda strutturale che non trova ancora adeguato sbocco rappresentano driver di lungo termine per il mercato”, conclude Revoltella. La consistente domanda nel mercato immobiliare residenziale dell'Europa centroorientale contribuisce a sostenere la crescita nel lungo termine di questo segmento di mercato. “Grazie alla rete complessiva di cui dispone nell'Europa centro-orientale, il Gruppo UniCredit è in grado di fornire una gamma completa di prodotti e servizi per il mercato immobiliare, sia per i mutui ipotecari sia per gli immobili ad uso commerciale” sottolinea Federico Ghizzoni, responsabile delle attività nell'Europa centro-orientale. “In alcuni paesi UniCredit già detiene una posizione di leadership nel mercato dei mutui, come in Polonia, Croazia e Bulgaria: le quote di mercato in questi paesi si attestano tra il 16 e il 34%. In paesi come la Russia e la Repubblica Ceca le quote di mercato sul mercato ipotecario sono decisamente più basse, sebbene il volume di crescita potenziale in questi paesi sia significativamente più elevato”. I mercati chiave per la crescita futura sono Russia, Ucraina, Polonia e Turchia, in particolare per il segmento degli immobili ad uso commerciale, nell'ambito del quale si prevedono tassi di crescit a due cifre. Per gli approfondimenti sull'argomento: www.newspages.it Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
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