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Venerdì 19 Giugno 2009, 19:35

Analisi Globale: Rischio e volatilità sui titoli obbligazionari

Di FinanzaWorld staff

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Dopo aver visto, la scorsa settimana, la differenza tra singole obbligazioi ed ETF obbligazionari, vediamo oggi di valutare una delle frasi più comuni nel mondo della finanza e cioè che le obbligazioni sono un investimento poco rischioso e poco volatile.
E vero questo? Si e

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no.
Vediamo perché.
In primo luogo, è immediato che le obbligazioni scontano un rischio emittente.
Se l'obbligazione è emessa da una società, questa società puo' fallire e gli obbligazionisti perdono il diritto al rimborso del capitale.
In Italia i casi più famosi sono stati Cirio e Parmalat (Milano: PLT.MI - notizie) , mentre a livello internazionale il caso Lehman Bros.
è il più recente e più famoso.
Quando l'obbligazione è emessa da uno stato sovrano, in genere si ritiene che sia più sicura, ma anche qui abbiamo avuto il caso Argentina che ha smentito questa cosa.
Comunque, va detto che i casi di default sono tutto sommato non frequenti.
La maggioranza dei titoli arrivano a scadenza e vengono rimborsati dall'emittente.
Nei limiti in cui si scelgano buoni emittenti e si segue una buona diversificazione, sicuramente la probabilità di rivedere il proprio capitale è maggiorne nell'investimento obbligazionario che non in quello azionario.
Insieme al rischio default, va poi considerata anche la volatilità.
E' vero che le obbligazioni sono poco volatili? Anche qui, dipende.
I titoli a breve scadenza sono sicuramente poco volatili.
Tuttavia, i titoli a scadenza più lunga si muovono con più oscillazioni.
Naturalmente, la volatilità è massima nei titoli a lunga scadenza di emittenti rischiosi, poiché in questo caso la tipica volatilità di un titolo a lungo termine si somma al rischio emittente.
Anche i titoli di emittenti primari, però, sono molto volatili se la scadenza è lontana e questo a causa delle variazioni nei tassi di interesse.
Ad esempio, una variazione dei tassi dell'1% impatta sul prezzo di un decennale per circa 8 punti percentuali (cioè, un aumento dei tassi di un punto fa scendere i prezzi del decennale di un 8% circa e viceversa in caso di aumento degli stessi).
Se poi si prendono scadenze più lunghe, le oscillazioni sono ancora più ampie.
Anche qui, la volatilità puo' essere affrontata.
Nel momento in cui l'investitore è intenzionato a portare il titolo a scadenza, puo' interessarsi del solo rischio emittente.
Infatti, a scadenza sa di ricevere il valore nominale dell'obbligazione e quindi la quotazione del bond durante la sua vita è irrilevante.
Questo è comunque un vantaggio rispetto all'investitore azionario, che oltre a subire la volatilità non ha affatto la certezza di rivedere il capitale investito a scadenza.
Ed è anche per questo che il rendimento potenziale delle azioni è maggiore.
In conclusione, è vero che i titoli obbligazionari sono meno rischiosi e meno volatili in assoluto, tuttavia non è vero che sono "free-risk" e privi di volatilità in assoluto.
Bisogna quindi valutare attentamente l'emittente, nonché la durata residua del titolo.
Naturalmente, di tutte queste cose teniamo conto all'interno di FW Obbligazioni Italia & Euro, il nostro servizio dedicato interamente al mondo obbligazionario.
Il portafoglio è strutturato in modo tale da minimizzare il rischio emittente e non subire una volatilità eccessiva.
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