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Sabato 20 Giugno 2009, 0:00

Entrano in scena nuovi indicatori

Di di Andrea Bongi

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La crisi economica non frena la crescita degli indicatori di normalità economica ma il correttivo anticrisi può sterilizzarne gli effetti. Nonostante la revisione congiunturale straordinaria degli studi di settore, in Gerico 2009 debuttano infatti ben 10 nuovi indicatori di normalità economica di seconda generazione di cui 4 rivolti espressamente alle attività di lavoro autonomo e 6 destinati ai soggetti che svolgono attività

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d'impresa.
A ognuno di essi la circolare n. 29/e del 18 giugno scorso (si veda ItaliaOggi di ieri) dedica ampio spazio e fornisce indicazioni sul loro esatto funzionamento. Il software Gerico 2009 si caratterizza quindi non soltanto per la possibile discesa in campo, in presenza di certe condizioni, degli ormai noti correttivi congiunturali, ma anche per l'implementazione dell'analisi di normalità economica di secondo livello sui 69 studi di settore revisionati con effetto proprio dal 2008.

Nello scenario complessivo dell'operazione Gerico 2009 su una platea di 206 studi di settore, ben 137 di essi applicano gli indicatori di nuova generazione che proprio perché dotati di un grado di precisione ben più ampio di quello dei loro predecessori, formano parte integrante delle analisi di stima dello studio e in caso di incoerenza determinano maggiori ricavi/compensi che si sommano al valore puntuale e minimo stabilito dall'analisi di congruità.

La circolare 29/e fornisce anche chiarimenti in merito all'impatto dei correttivi congiunturali sull'analisi di normalità economica che sarà differenziata a seconda che lo studio di settore utilizzi indicatori di prima o di seconda generazione.

Tornando all'esame dei nuovi indicatori di normalità economica che fanno il loro ingresso sulla scena di Unico (UCOI.OB - notizie) 2009 si può da subito affermare che mentre alcuni di essi sono veri e propri cloni di quelli già conosciuti e applicabili dallo scorso anno, per altri invece si tratta di vere e proprie novità assolute.

È il caso ad esempio, di ben tre dei quattro indicatori dedicati al comparto del lavoro autonomo. Si tratta in particolare dei seguenti indicatori: «Incidenza delle altre componenti negative sui compensi», «incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi» e del «rapporto fra gli ammortamenti e il valore storico dei beni strumentali mobili».

La sensazione che si trae leggendo nella circolare 29/e le formule di costruzione di questi nuovi indicatori è che il fisco abbia ritenuto di dover verificare e mettere sotto controllo, anche nei confronti delle attività professionali, alcune componenti negative residuali del prospetto dati contabili dello studio in una logica anti-contraffazione dei responsi finali. Gli indicatori citati infatti scattano qualora le suddette componenti residuali negative assumono valori ritenuti non normali ed eccedenti rispetto al valore massimo consentito.

Stessa logica sembra guidare l'introduzione di un indicatore che misuri la coerenza fra le quote di ammortamento dedotte dal professionista e il valore storico degli stessi.

Minori ma significative anche le novità in arrivo nell'analisi di normalità economica degli studi di settore relativi alle attività d'impresa.

Alla gestione dei beni strumentali dell'impresa vengono infatti dedicati tre nuovi specifici indicatori di normalità economica definiti: «Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al valore storico», «incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in leasing rispetto al valore storico degli stessi» ed infine «incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi».

La ragione di questa suddivisione in tre distinte componenti dell'originario indicatore dedicato all'incidenza dei costi di disponibilità dei beni strumentali è motivata nella circolare con la necessità di dover tener conto della diversa entità e natura delle variabili di costo da cui questi possono essere costituiti. Grazie a questa evoluzione sarà adesso possibile, per gli studi ai quali essa si applica già dall'esercizio 2008, superare le criticità del precedente indicatore che si manifestavano allorquando vi era un utilizzo esclusivo o prevalente di beni strumentali acquisiti in leasing.

Funzione marcatamente anti-manipolazione è invece quella del nuovo indicatore applicabile alle imprese denominato «incidenza del costo del venduto e del costo della produzione dei servizi sui ricavi». Esso (Parigi: FR0000120669 - notizie) si pone infatti quale obiettivo quello di neutralizzare i fenomeni di alterazione dei dati relativi ai costi variabili di produzione come le materie prime, le merci, la consistenza del magazzino etc.

Anche l'analisi di normalità economica effettuata da Gerico 2009 potrà però essere rivista per effetto della crisi. Ciò avverrà in presenza di una riduzione dei ricavi/compensi dichiarati nel 2008 rispetto a quelli del 2007. L'impatto del correttivo anticrisi sarà però differenziato a seconda del tipo di indicatori di normalità economica presenti nello studio di settore.

Per gli studi soggetti ad indicatori di prima generazione, 69 in totale, l'impatto del correttivo congiunturale si tradurrà in una riduzione su base percentuale delle soglie minime degli indicatori mentre per gli studi revisionati nel 2007 e nel 2008 ai quali si applicano gli indicatori di seconda generazione, il correttivo congiunturale determinerà, di fatto, il ricalcolo completo dell'indicatore sulla base di nuovi parametri di riferimento.

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