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Venerdì 19 Giugno 2009, 9:23

La storia insegna: i mercati non andranno molto lontano dai livelli attuali

Di Alberto Susic

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Quotazioni
Actelios SpA
ACT.MI
4.09
-1.56%
Fiat Spa
F.MI
10.64
-1.30%
KERSELF
KRS.MI
9.18
+1.66%
Telecom Italia Spa
TIT.MI
1.12
-1.92%
DJ INDUSTR AVERAGE
FTSE MIB
Migliori e peggiori
Di seguito riportiamo l'intervista sull'indice S&P/Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte all'Analista Nicolas Listorti, socio fondatore e senior strategist di www.totalfinanza.it


I mercati azionari continuano a mostrare una buona intonazione, riuscendo a recuperare eventuali tentativi di correzione. Come valuta l'attuale situazione delle Borse e quali sono le sue attese nel breve in particolare per il nostro indice Ftse

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Mib?


I mercati effettivamente, e soprattutto in termini percentuali, hanno messo a segno un recupero importante e costante nell'ultimo trimestre. Questo di per se non è un elemento fondamentale perché ci sia una fase di ripresa del trend primario che rimane ancora impostato al ribasso. La mia grande perplessità è soprattutto di tipo storica, in passato, le altre crisi, anche se meno profonde di quella attuale, non si sono risolte in nessun caso con un solo anno d'indici negativi, almeno sono stati due di cui, uno l'anno del sell off e panico, il secondo leggermente negativo nella forchetta 5-12%. Sottolineo, nel migliore dei casi, quindi ad oggi, con gli indici USA che sono di media sopra del 7 % rispetto al 01.01.09, mi viene da pensare che, anche se dovessimo salire ancora alla ricerca di nuove resistenza e vecchi supporti come ad esempio area 1035-1040 di SP500 oppure 9300 circa di DOW JONES (notizie) , sono tutti movimenti destinati a rientrare nell'arco di quest'anno e chiudere almeno un 10% sotto gli attuali livelli.
Questo ovviamente in linea teorica e valutando attentamente quanto abbiamo visto nel comportamento di oltre 90 anni di indici analizzati. Devo anche sottolineare che in passato non si era mai vista una quantità di interventi così importanti e generalizzati a livello globale come quelli attuali messi a segno dalle autorità politiche e monetarie mondiali. Questo mette in linea di massima un leggero e sottile dubbio su quanto detto prima, tuttavia, nel medio termine, i problemi a mio avviso sono stati trasferiti in gran parte dal settore privato al pubblico ed è quest'ultimo che va messo sotto la lente per i prossimi anni.
Spese e budget federali fuori controllo, disoccupazione in aumento, non possono che creare squilibri in quegli Stati che hanno i conti pubblici molto disallineati con il PIL. Ritornando all'interno della domanda, e per dare livelli ai lettori, a mio avviso nostro mercato troverà il suo vero supporto di medio lungo periodo in area 16.500-17.200, escludo di rivedere i minimi di marzo 2009 così come escluderei la chiusura di quest'anno sopra area 20.400. Questo sempre in linea teorica e con l'analisi dei quadri prospettici oggi a nostra disposizione.

Complice anche la rinnovata debolezza del dollaro, i prezzi del petrolio hanno avviato un'importante fase di recupero, superando la soglia dei 70 dollari al barile. Ritiene che tale tendenza sia destinata a durare nel breve? Quali sono le sue attese sul biglietto verde e sui prezzi del greggio?

Si, anche in questo caso, il recupero dai minimi è stato importante cosi come il ritracciamento dai massimi, adesso siamo a metà strada, ritengo che il prezzo del greggio rimarrà nella forchetta 60-80 dollari per diverso tempo. Non dimentichiamo che il petrolio a questi livelli a riallineato molte situazioni di forte pericolo sistemico in quegli Stati, Russia tra tutti, che hanno nel prezzo del greggio e delle materie prime la loro principale fonte di entrate, con scadenze imminenti per emissione fatte negli anni passati in funzione del prezzo delle materie prime di allora, questo rialzo ha permesso di dare respiro e sollievo a tutto il sistema, comunque destinato a rimanere al momento tale visto anche i consumi che sono in linea di massima stabilizzati e non presentano forte domanda per i prossimi mesi. Per quando riguarda il dollaro, noi riteniamo che una delle poche vie di uscita per il deficit pubblico Americano sia quella della debolezza del biglietto verde, soprattutto con forte oscillazioni contro quelle divise dell'area Asiatica che oggi sono ancorate ad un rapporto di cambio non libero e che dovranno iniziare ad essere lasciate gradualmente fluttuare in base ai rapporti commerciali e flussi monetari. Contro euro a nostro avviso il vecchio massimo segnato in area 1,61 è destinato ad essere rotto al rialzo con rapporto di cambio compreso tra i 1,70 e 1,78 entro l'anno 2010.

I bancari e gli assicurativi si sono resi protagonisti di un interessante recupero a Piazza Affari negli ultimi tre mesi. Consiglierebbe di attendere eventuali correzioni prima di intervenire con nuovi acquisti? Quali sono in particolare i titoli che andrebbero monitorare con maggiore attenzione ora?

Decisamente si, suggerirei di lasciare il settore al momento ed attendere quantomeno il prossimo storno per iniziare a posizionarsi sui titoli che presentano solidità patrimoniale e business consolidati soprattutto nel settore tradizionale. Personalmente UNICREDIT è da inserire nei portafogli non prima di una correzione che porti i prezzi tra 1,35 e 1,25, area dalla quale potrebbe crearsi quella fase di accumulo che ad oggi è mancata in funzione dei forti movimenti di oscillazione, tipici delle fase di mercato molto volatile che però non indicano una tendenza di fondo stabile.

Fiat (Milano: F.MI - notizie) ha più che raddoppiato il suo valore dai minimi di marzo, senza riuscire ad oltrepassare la soglia degli 8 euro almeno fino ad ora. Telecom Italia (Milano: TIT.MI - notizie) da parte sua si mantiene ancora al di sotto di quota 1 euro. Quali strategie ci può suggerire per questi due titoli?

Sul primo la fase di laterale sarà intensa ed i prezzi tra 5,80 e 7,50 potrebbero rimanerci per i prossimi 2-3 semestri, il settore dell'auto è in forte trasformazione e i riassetti societari forte ed epocali. A mio avviso il gruppo punta alla creazione di un polo dell'auto forte e con produzione di 6.000.000 milioni di veicoli come indicato dal AD. MARCHIONNE, dopodiché sarà probabile lo spin-off della FIAT AUTO e sbarco sul mercato, tutto questo come si può facilmente dedurre ha bisogno di lunghi tempi di realizzazione e oggi il mercato non sconta nessuno di questi scenari.

Per quanto riguarda TELECOM ITALIA, a mio avviso sarà IL TITOLO del nostro paniere che farà meglio da qui ai prossimi 12 mesi, già potendo sorprendere il mercato con la prossima trimestrale avendo abbassato notevolmente i costi di finanziamento sul forte debito che pesa sulla società. Titolo e settore decisamente da inserire nei portafogli di chi ha un'ottica di tempo di medio periodo.

Data l'attuale situazione del mercato, quali sono i titoli che andrebbero seguiti con maggiore attenzione ora? Su quali consiglierebbe di puntare?

Il settore dell'energie alternative, farmaceutiche e alta tecnologia. Nel nostro listino purtroppo non sono molto rappresentate, solo contiamo con alcuni titoli molto poco scambiati che possono soffrire forte oscillazioni ed essere manovrati con molta facilità, tuttavia, società come KERSELF (Milano: KRS.MI - notizie) e ACTELIOS (Milano: ACT.MI - notizie) meritano di essere inserite in piccole quantità nei portafogli degli investitori che vedono nel futuro un modo diverso di produrre energia. Come sempre ringrazio lei dello spazio, ai lettori della cortese attenzione con la indicazione di utilizzare il presente commento come supporto alle proprie convinzioni ed utilizzare i propri professionisti di fiducia per interventi sul mercato. Alla prossima.


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