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Martedì 20 Ottobre 2009, 0:00

al datacenter

Di di Andrea Secchi

Italia Oggi

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Nonostante la virtualizzazione, con server più piccoli e compatti, i consumi energetici sono comunque in crescita a causa del proliferare dei datacenter. Ciò che si toglie da una parte, in termini di consumo energetico, si aggiunge dall'altra.
E c'è un aspetto che spesso non è considerato: è quello dell'energia che va a finire in apparecchiature «non core», eppure ugualmente importanti, come i gruppi di continuità e i sistemi di condizionamento. I tema di sostenibilità, riduzione dei consumi ed efficienza, anche in questo campo ci sono novità sostanziali: ups che riducono all'osso l'autoconsumo e divisi in moduli da utilizzare a seconda delle necessità, insieme a condizionatori intelligenti che si attivano soltanto laddove

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serve.

«Già dal 2006», racconta Gianluca Fabiani, direttore commerciale della divisione ups di Meta System, «abbiamo lanciato una serie di prodotti a efficienza elevata. L'ups non fornisce solo energia, ha anche una funzione di filtro che elimina flussi di corrente anomali. Noi abbiamo agito per ridurre l'autoconsumo e, conseguentemente, il calore generato».

Gli ups di ultima generazione hanno ormai raggiunto un'efficienza del 95%: consumano cioè solo il 5% di ciò che prelevano dalla rete. Sino (Xetra: 576550 - notizie) a quattro o cinque anni fa l'efficienza era dell'85%.

Nelle batterie lo standard resta ancora il piombo, un materiale inquinante, ma in collaborazione con Panasonic (Berlino: MAT1.BE - notizie) si è sviluppato un sistema di ricarica intelligente che prolunga la vita delle batterie. Su gruppi di grandi dimensioni il costo delle batterie è pari al 40% della macchina, ma considerato che un gruppo di continuità ha una vita media di 8 anni ormai si sostituiscono una volta al massimo, in luogo delle due precedenti.

Per un gruppo di continuità si spendono da 2-300 fino a centinaia di migliaia di euro. «Per un apparato tradizionale», continua Fabiani, «nell'arco di otto anni il costo d'acquisto rappresenta il 29% del totale, l'autoconsumo di elettricità il 33%, l'assistenza il 19%, le batterie il 13% dei servizi di progettazione e installazione il 6%. Con la nuova generazione dimezziamo i costi di elettricità e batterie, quelli in cui si poteva incidere».

Filosofia simile per Apc (Londra: APC.L - notizie) , produttore storico di Ups che fa parte del gruppo Schneider Electric (SU.NX - notizie) . La società guarda infatti all'intera infrastruttura del datacenter dove, oltre agli Ups di ultima generazione, trovano posto anche il sistema di condizionamento dinamico e un software che gestisce in maniera intelligente il tutto. «La progettazione dell'intero datacenter ci permette di ottenere caratteristiche ideali di funzionamento, con energia e parametri ambientali ideali contenendo i consumi», afferma Fabio Bruschi, country general manager di Apc. «È anche vero che qualcuno ci chiede solo gli Ups o il sistema di raffreddamento, ma il datacenter deve essere visto anche sotto questi due importanti aspetti. Per esempio la virtualizzazione è una tendenza ormai consolidata, ma non porta automaticamente alla massima efficienza. Con la sola virtualizzazione si ha un risparmio del 10%, a patto che condizionamento e software siano adeguati, se però si evita il rimescolamento dell'aria calda con quella fredda, si condiziona solo dove è necessario e si usa un ups adeguato si arriva al 30%-35%».

Il principio dell'ups modulare è utilizzato per avere un gruppo di continuità che funzioni sempre in un range di carico superiore all'80%: dimensionandolo adeguatamente si può arrivare a un autoconsumo limitato al 3-4%. Inoltre, l'ups si potrà espandere e ridurre a seconda delle necessità essendo costituito da moduli. Un esempio di nuovo datacenter realizzato da Apc è quello delle Autovie venete a Palmanova, uno dei concessionari di autostrade italiane. Il centro, inaugurato a settembre, gestisce tutto ciò che ha a che fare con l'attività della società e, secondo le stime, ha un risparmio del 30% di energia elettrica rispetto a quello precedente. Altro datacenter è quello della gestione sportiva di Ferrari auto a Maranello, dove si studia il comportamento della vettura di Formula Uno nella galleria del vento. (riproduzione riservata)

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