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Atlantia: il nuovo piano-tariffe escluso dal Milleproroghe
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Fra le varie questioni appese in queste ultime battute del Governo Prodi molte rimangono incastrare nel cosiddetto Decreto Milleproproroghe (il Dl 248/2007) che di fatto ha tagliato fuori durante la scorsa notte. In un emendamento voluto dall'Italia dei Valori doveva essere introdotto un adeguamento delle tariffe autostradali alla componente dell'inflazione reale svincolata dalle altre componenti dei prezzi al
casello.
La novità, che doveva servire dare il via alla Convenzione Unica firmata da Atlantia (l'ex Autostrade (Milano: ATL.MI - notizie) per l'Italia) e l'Anas e che doveva prorogare di 60 giorni l'iter di approvazione dello schema di convenzione unica da parte del Cipe, è stata di fatto bloccata dalla commissione parlamentare. Il Governo (esattamente il tandem Padoa-Schioppa-Prodi) ha però deciso di stralciare l'emendamento cancellando tutto l'articolo 12 della Finanziaria. In questo articolo erano stati fissati dei controlli annuali sulle tariffe autostradali e un maggiore potere d'intervento del Ministero in caso di mancati investimenti sulla rete. In ballo, ricordava stamane il Messaggero, ci sono investimenti da 18 miliardi di euro e una indagine per infrazione ai danni dell'Italia da parte dell'Unione europea. In queste ore si sta cercando di fare rientrare nell'analisi della Commissione il testo dell'emendamento per favorire quello sblocco della situazione che la stessa Unione Europea ha chiesto in passato. Contrastati però rimangono gli esiti di questo tentativo e si fa sempre più concreto il rischio di un "nulla di fatto" che riporti al punto di partenza gli accordi fra lo Stato, che possiede le autostrade, e le concessionarie che le gestiscono. I nuovi e combattuti accordi erano nati a fatica dopo lo scontro fra il ministro delle Infrastrutture uscente Antonio Di Pietro e Atlantia che avevano portato al blocco della fusione con la spagnola Abertis (Madrid: ABE.MC - notizie) . Nodo del contendere erano stati gli investimenti miliardari che negli anni la ex Autostrade per l'Italia in corso d'opera divenuta Atlantia non aveva effettuato. Il nuovo quadro legislativo doveva prevedere un più saldo ancoraggio delle tariffe autostradali e dei loro aumenti agli investimenti effettuati sulla rete. La questione era però finita anche sul tavolo del commissario Ue al Mercato interno Charlie Mc Creevy che aveva bocciato le nuove norme, ma anche suggerito delle soluzioni dalle quali era scaturito l'ultimo emendamento. Adesso sembra, però tornato tutto in alto mare e, per Atlantia, un ulteriore ritardo potrebbe comunque dimostrarsi dannoso.
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