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Giovedì 20 Marzo 2008, 17:38

RAI: chi pagherà il canone della discordia?

Di Soldiblog

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Un polverone che dura ormai da troppi anni per essere ignorato, quello sollevato dall’anacronistico Regio decreto-legge 21.02.

1938, n. 246 con cui si elencano gli apparecchi soggetti al canone RAI. Una tassa della discordia che l’Agenzia delle Entrate, con una risoluzione (la numero 102/E) ha deciso di riformulare.

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La risposta ai dubbi interpretativi si rivolge all’Associazione per i diritti degli utenti e consumatori, la quale sostiene che l’obbligo di pagamento del canone di abbonamento alla televisione non debba essere esteso anche al possesso di apparecchi di altro genere, quali computer, monitor, modem, ipod, Mp3, videocellulare, videocitofono, videocamera, macchina fotografica, videoregistratore, riproduttore dvd, decoder, come invece si desume dal Regio Decreto, di cui riportiamo il testo: “Chiunque detenga uno o più apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni è obbligato al pagamento del canone di abbonamento, giusta le norme di cui al presente decreto.La presenza di un impianto aereo atto alla captazione o trasmissione di onde elettriche o di un dispositivo idoneo a sostituire l’impianto aereo, ovvero di linee interne per il funzionamento di apparecchi radioelettrici, fa presumere la detenzione o l’utenza di un apparecchio radioricevente.”

Si dichiara non competente in materia, l’Agenzia delle Entrate, interpellata dall’Aduc in riferimento all’odiato balzello, rifacendosi alla sentenza del 2002 della Corte Costituzionale (sentenza 284/2002 ) e della Corte di cassazione con cui si sanciva l’obbligo di corrispondere il canone di abbonamento per tutti i possessori dell’apparecchio e prescindere dalla volontà del detentore di fruire della ricezione delle audizioni o dall’esistenza di uno specifico rapporto contrattuale con la società emittente pubblica (Rai).

La patata bollente passa ora la Ministero delle Comunicazioni a cui è assegnato il compito di definire l’individuazione e la classificazione della tipologia di apparecchio che giustifica l’obbligo di corrispondere l’abbonamento. Intanto l’Aduc fa presente che “Durante il 2007 abbiamo presentato ben quattro interrogazioni ai due ministeri, interrogazioni che da oltre un anno giacciono ignorate in Parlamento. Nell’ottobre del 2007 abbiamo quindi chiesto formalmente alla Rai di elencare per quali apparecchi fosse dovuto il canone, tramite una messa in mora. La Rai, con lettera ordinaria, ci ha risposto di non poter rispondere e che avrebbe girato il quesito all’Agenzia delle Entrate. Dopo alcuni mesi, vista l’assenza di qualsiasi risposta, abbiamo inoltrato un interpello all’Agenzia delle Entrate, che oggi ci risponde dicendoci di rivolgerci al ministero delle Comunicazioni, il quale si è già rifiutato di rispondere”.

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