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Giovedì 20 Marzo 2008, 15:14

Caso Alitalia: è il momento di scoprire le carte

Di Finbrokers.it

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Anche oggi il titolo della Compagnia di Bandiera ha subito una sospensione subito dopo l'apertura e al momento non è ancora stata riammesso. L'analisi tecnica evidenzia la farraginosità della vicenda privatizzazione con continui rumors, smentite, notizie vere o presunte che hanno fatto diventare Alitalia (Milano:

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AZA.MI - notizie) un titolo per speculatori che operano alla ricerca di emozioni forti, senza alcuna correlazione con la situazione finanziaria che non ha mai subito scossoni, puntando sempre verso una perdita che, al momento, può essere quantificata in un milione di euro al giorno.
L'altro giorno ho ascoltato l'intervista di Spinetta ed un dato mi ha colpito profondamente: dal 1997 ad oggi Air France (Parigi: FR0000031122 - notizie) (senza kLM) ha raddoppiato il suo fatturato mentre Alitalia lo ha visto ridursi di circa il 20%. Credo che questo dato evidenzi in tutta la sua drammaticità la realtà di una azienda che non ha saputo beneficiare dello sviluppo del mercato che dal 2003 ad oggi è cresciuto continuamente, ingessata da una gestione che ha saputo solo sfornare piani industriali che poi hanno fallito alla prova del mercato. La responsabilità del managment è sotto gli occhi di tutti, ma va divisa sia con una classe politica che non è riuscita a liberare Alitalia da una burocrazia e un clientelarismo che è classico degli enti pubblici, sia con le organizzazioni sindacali che si sono irrigidite senza percepire la verà gravità della situazione.
Il contesto diventa ancora più grave se si considera che in ballo ci sono migliaia di famiglie che potrebbero precipitare (ed è proprio il caso di usare questo verbo) in uno stato di povertà legato agli esuberi che chiunque rileverà Alitalia sarà costretto a porre in essere. Non voglio esprimermi per questo o quell'acquirente, anche oggi i giornali parlano di una nuova cordata, ma di una cosa sono certo: Alitalia ha bisogno di un compratore che abbia la voglia ( e i soldi) per risollevarla, presentando un piano industriale ma sopratutto strumenti finanziari adeguati alla rinascita di una compagnia che oggi è sull'orlo del fallimento, perchè deve essere chiaro che la data del 31 Marzo non è stata esposta dall'a.d. Prato per un cruccio personale, ma semplicemente perchè la liquidità della compagnia si va assottigliando giorno dopo giorno e dopo quella data rimarrà solo la strada di portare i libri in tribunale, destino che già ha segnato la vita di altri competitors europei.
Chi è interessato scopra le carte, in ballo c'è il destino di una compagnia, il futuro di molte famiglie ma anche l'immagine dell'Italia che deve riconquistare il ruolo che Le compete nello scenario internazionale.

Dott. Manolo Riddei (quarto classificato Toptrader 2007 - Per maggiori informazioni visita il sito www.finbrokers.it)

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