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Giovedì 20 Marzo 2008, 13:12
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Solo a Wall Street gli indici azionari resistono strenuamente al di sopra dei fatidici minimi di gennaio: in Europa, invece, ormai praticamente tutti gli indici li hanno oltrepassati, e il nostro spmib40, purtroppo, guida il gruppo con una particolare debolezza. L'abbassamento di 3/4 di punto dei fed funds, deciso dalla fed nella riunione del 18, ha avuto un effetto effimero, relegato sopratutto al mercato
Il trend di fondo si conferma orientato negativamente, e non si vedono all'orizzonte fattori che lo possano invertire, almeno per il momento. Ciò che ci si può aspettare, quindi, sono fasi di recupero tecnico, non particolarmente brillanti e durature. Nelle ultime settimane si è creata una situazione di "stress", in molti mercati finanziari, non solo sugli azionari, dove c'è un discreto livello di ipervenduto. Anche sui mercati valutari abbiamo osservato un "overshooting" di molte valute contro euro, a partire dal dollaro, che ha sfiorato quota 1.6, per finire a valute minori, come la corona islandese. Un altro esempio è l'oro, che ha superato di slancio quota 1000 dollari all'oncia, per poi arretrare molto vistosamente nelle sedute di ieri e oggi. In sintesi, c'è molto nervosismo e estrema volatilità, e i mercati probabilmente necessitano di un assestamento. Per gli azionari ciò potrebbe significare una fase di recupero, oppure laterale, per smaltire l'ipervenduto: ma la tendenza rimane orientata al ribasso, e c'è la concreta possibilità che nel corso del 2008 si possano vedere minimi decisamente più bassi di quelli attuali. Tra gli elementi tecnici a sostegno della ipotesi ribassista vi è ancora l'andamento del differenziale di open interest, sul mercato delle opzioni, che prosegue la sua marcia rialzista: ricordiamo che questo indicatore è correlato negativamente con l'andamento dell'indice azionario. Vi è poi l'andamento degli oscillatori, i quali, su base mensile, sono ancora lontani dal segnalare possibilità di inversione della tendenza negativa, il che fa pensare che nella migliore delle ipotesi occorreranno parecchi mesi perchè il mercato si riprenda. Sul lato opposto c'è l'indicatore di sentiment, che ha raggiunto livelli assai negativi, che generalmente si associano a fasi di minimo dei mercati. Restiamo quindi ancora molto prudenti, e riteniamo che non sia ancora giunto il momento di aumentare l'esposizione sui mercati azionari, se non a fini speculativi, alla ricerca di un possibile rimbalzo tecnico. VOLATILITA'/PREZZI VOLATILITA' IMPLICITA ( OPZIONI INDICE MIBO30) = APRILE CALL ATM= 27,7% PUT ATM=26,6% CALL OTM=26,6% PUT OTM=28,8% SETTEMBRE CALL ATM= 27,2% PUT ATM=24,2% CALL OTM=24,2% PUT OTM=26,7% VOLATILITA' STATISTICA ( INDICE S&PMIB, 21 GG) = 26,1% La volatilità statistica dell'indice spimb è aumentata decisamente, in settimana, riportandosi vicino a quota 30%, in seguito al ribasso che si è verificato con le consuete modalità di velocità, sul mercato azionario, sfiorando il panico in occasione della diffusione di notizie particolarmente negative sul fronte dell'andamento di alcune importanti società finanziarie. I prezzi delle opzioni in apparenza sono fermi: la rilevazione di oggi, sulle scadenze di aprile e settembre, mostra una volatilità implicita compresa nel range 24% / 28%, al pari dei livelli indicati la scorsa settimana. Tuttavia, abbiamo osservato, in settimana, prezzi che hanno sfiorato una volatilità implicita, per le opzioni che scadevano oggi, molto vicina al 40%. La volatilità per molto tempo è rimasta su livelli sacrificati: durante il rialzo del periodo 2003-2007, avvenuto sui mercati azionari con modalità di particolare regolarità, la volatilità è rimasta depressa e schiacciata nel range 10/18%. Attualemente ci stiamo portando nella parte alta del range storico, e riteniamo che per un po' di tempo sarà difficile rivedere valori inferiori al 20%. In occcasione del minimo toccato dagli indici, a gennaio, la volatilità ha sfiorato valori vicini al 35%: è facile prevedere che, se il ribasso sui mercati continuerà, potremo tornare su quei livelli, e anche superarli. OPEN INTEREST O.I. CALL=154535 O.I. PUT=148538 DIFF ( media a 7 gg )= -524 I forti movimenti registrati dagli indici azionari in settimana, e i continui rovesciamenti di fronte, hanno imposto agli operatori continui interventi di sistemazione delle posizioni, che si sono riflessi in un forte volume trattato sul mercato delle opzioni. Il differenziale di open interest è prossimo allo zero, e indica ancora una volta che il saldo relativo di nuove posizioni aperte è superiore per le opzioni call, coerentemente con una tendenza negativa del sottostante. Tra l'altro l'open interest totale, superando i 300.000 lotti, ha fatto segnare un record assoluto per il mercato italiano. Il mercato, in questa fase, vive sopratutto di operazioni speculative, che trovano nella vendita di call ( un esercizio che nel periodo 2003-2007 era passato di moda) una strategia remunerativa: il sottostante scende rapidamente, e i premi sono relativamente elevati. VOLUMI CALL/PUT RATIO ( MEDIA A 8 GG ) = 1,01 Come abbiamo visto nella sezione precedente, i volumi trattati in settimana sono stati molto elevati, e in alcuni casi hanno superato i 20000 lotti totali, tra call e put. I violenti movimenti dell'indice spmib hanno certamente influito nell'indurre gli operatori a chiudere o rollare le posizioni in vista della scadenza di oggi. Il call/put ratio continua a permanere nella parte alta della consueta banda di oscillazione, segnalando la possibilità di un rimbalzo tecnico. Questo rimane uno dei pochi fattori tecnici positivi, per il sottostante, nella situazione attuale, ma la sua validità potrebbe riguardare un recupero tecnico, breve respiro, e non certamente una inversione. Dario Daolio – www.optfuture.com Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! | |||||||||||||||||||||
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