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Giovedì 20 Marzo 2008, 15:25
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I risultati del 2007 evidenziano un positivo andamento, conseguito nonostante gli effetti negativi della crisi dei mercati finanziari e beneficiando in misura ancora marginale delle sinergie derivanti alla fusione. L'utile netto consolidato di Intesa Sanpaolo nel 2007 ammonta a 7.250 milioni di euro, rispetto ai 4.707 milioni del 2006. Alla determinazione dell'utile dell'esercizio hanno concorso da un lato - con segno positivo - significative plusvalenze, derivanti principalmente dalla cessione di Cariparma, FriulAdria e di 202 sportelli a Crédit Agricole (Parigi: FR0000045072 - notizie) , e dall'altro - con segno negativo - tre fattori che si sono concentrati nel quarto trimestre dell'anno: - l'adozione di una rigorosa politica di valutazione delle attività in un contesto economico attuale e prospettico difficile, che si è tradotta anche in accantonamenti prudenziali e impairment dell'avviamento ex-Nextra connessi all'accordo con Crédit Agricole per complessivi 280 milioni, tutti nel quarto trimestre; - l'aggravio d'imposta per effetto della rideterminazione della fiscalità differita - conseguente alla Finanziaria 2008 - di circa 375 milioni, tutti nel quarto trimestre; - la contrazione del risultato dell'attività di negoziazione, che nel quarto trimestre ha registrato un saldo pari a -64 milioni di euro a causa di un apporto di segno negativo dei prodotti strutturati di credito per circa 380 milioni, dovuto pressoché interamente a svalutazioni. La predetta politica di valutazione ha precostituito le condizioni per minimizzare gli impatti del difficile contesto di mercato nell'esercizio in corso. I risultati del 2008 dovrebbero peraltro beneficiare - dalla seconda parte dell'anno - del completamento dell'integrazione in anticipo rispetto ai tempi originariamente previsti, con l'unificazione dei sistemi informativi attesa per fine luglio anziché per fine anno, e dell'accelerazione dello sviluppo dei “motori di crescita”, con la messa a regime dell'azione commerciale, nonché del progressivo manifestarsi delle sinergie di ricavo e di costo che andranno a regime - come previsto - nel 2009. In questa luce, vengono confermati gli obiettivi del Piano d'Impresa 2007-2009: - dividendi “ordinari” per oltre 2,8 miliardi di euro e “straordinari” per 2 miliardi in pagamento nel 2008, - dividendi “ordinari” per circa 3,7 miliardi in pagamento nel 2009, - utile netto di circa 7 miliardi nel 2009 (a parità di perimetro di Piano) e dividendi “ordinari” per circa 4,5 miliardi in pagamento nel 2010, e viene inoltre assunto l'obiettivo di restituzione agli azionisti del capitale in eccesso rispetto a un coefficiente patrimoniale Core Tier 1 del 6% a fine 2009 - anziché del 6,5% indicato nel Piano - che costituisce il livello di patrimonializzazione idoneo al conseguimento degli obiettivi di crescita sostenibile e di remunerazione degli azionisti per il profilo che la banca avrà assunto per allora. L'odierno Consiglio di Gestione ha pertanto approvato la proposta di distribuzione di dividendo da sottoporre all'Assemblea ordinaria convocata per il 28-30 aprile 2008, attribuendo un monte dividendi pari complessivamente a 4.867.350.108,82 euro, con un dividendo unitario di 0,38 euro a ciascuna delle n. 11.849.332.367 azioni ordinarie e di 0,391 euro a ciascuna delle n. 932.490.561 azioni di risparmio. Il pagamento del dividendo, se approvato dall'Assemblea, avrà luogo a partire dal giorno 22 maggio 2008 (con stacco cedole il 19 maggio). Rapportando il dividendo unitario al prezzo dell'azione registrato lo scorso 19 marzo, risulta un rendimento (dividend yield) dell' 8,9% per le azioni ordinarie e del 10% per le azioni di risparmio. L'Assemblea ordinaria convocata per il 28-30 aprile 2008 avrà all'ordine del giorno anche la sostituzione di Consiglieri di Sorveglianza. I risultati di conto economico del 2007 Il conto economico consolidato del 2007 registra proventi operativi netti pari a 18.008 milioni di euro, in crescita dello 0,5% rispetto ai 17.915 milioni del 2006; la crescita è del 5,5% se si esclude il risultato dell'attività di negoziazione. In quest'ambito, nel 2007 gli interessi netti ammontano a 9.886 milioni, in aumento dell' 11% rispetto agli 8.907 milioni del 2006. Le commissioni nette sono pari a 6.195 milioni di euro, con una flessione del 2,9% rispetto ai 6.379 milioni del 2006, pressoché interamente dovuta (per circa 180 milioni) alla politica commerciale improntata alla creazione di valore per la clientela resa possibile dalla fusione, che ha visto: - un generale allineamento del pricing alle condizioni migliori praticate in precedenza da Banca Intesa e da Sanpaolo IMI; - l'azzeramento delle commissioni per le operazioni ATM/Bancomat effettuate dalla clientela di una delle due ex-banche tramite la rete dell'altra; - l'estensione all'intera rete Intesa Sanpaolo di conti prodotto come Zerotondo, che includono una serie di servizi standardizzati e sono caratterizzati da spese di tenuta conto inferiori rispetto ai conti correnti tradizionali; - il minor ricorso a collocamenti di prodotti con elevate commissioni up-front. Il che ha comportato una diminuzione in particolare delle commissioni da intermediazione/collocamento titoli e gestioni patrimoniali (-9,8%) e da conti correnti (-9,2%), a fronte di una crescita della componente relativa alle garanzie rilasciate (+14,9%) e alla distribuzione dei prodotti assicurativi (+4,6%). Se si escludono anche i predetti effetti della politica commerciale oltre al risultato dell'attività di negoziazione, i proventi operativi netti crescono del 6,6%. Il risultato dell'attività di negoziazione, che ammonta a 1.008 milioni di euro rispetto ai 1.799 milioni del 2006, risente dei già citati effetti della crisi dei mercati finanziari sui prodotti strutturati di credito - pari a 500 milioni, di cui circa 400 per svalutazioni, come dettagliato nel già citato allegato - nonché di un minor apporto per circa 125 milioni delle componenti non ricorrenti (Borsa Italiana / LSE e Banco del Desarrollo nel 2007, rispetto a Fiat (Milano: F.MI - notizie) , Parmalat (Milano: PLT.MI - notizie) e IXIS nel 2006). All'andamento di questa voce ha anche concorso il forte ridimensionamento dell'attività di proprietary trading al fine di ridurre il profilo di rischio, come comunicato da tempo; mentre l'attività per conto della clientela è continuata regolarmente. Il risultato della gestione assicurativa, relativo ai rami vita e danni in cui operano EurizonVita e la controllata EurizonTutela, è di 441 milioni di euro, rispetto ai 452 milioni del 2006. Gli oneri operativi - che beneficiano in misura ancora marginale degli effetti della fusione e del Piano d'Impresa - ammontano a 9.268 milioni di euro, con un calo del 3,7% rispetto ai 9.628 milioni del 2006, per le ridotte spese del personale (-4,6%) conseguenti alla contabilizzazione di 255 milioni di riprese dal fondo di Trattamento di Fine Rapporto derivanti dalla riforma del TFR entrata in vigore lo scorso anno. Se si considera il dato 2007 normalizzato escludendo tali riprese, gli oneri operativi complessivi risultano in diminuzione dell'1,1%, con spese per il personale pressoché invariate rispetto al 2006 perché gli accantonamenti relativi agli oneri derivanti dal rinnovo contrattuale e la crescita organica delle banche estere hanno compensato il calo degli organici registrato soprattutto nella Capogruppo. Le spese amministrative diminuiscono dell' 1,2% e gli ammortamenti si riducono del 7,3%. Il risultato della gestione operativa ammonta quindi a 8.740 milioni di euro, in crescita del 5,5% rispetto agli 8.287 milioni del 2006, con un miglioramento del cost/income ratio dal 53,7% al 51,5%; la crescita è del 15,2% se si esclude da un lato il risultato dell'attività di negoziazione e dall'altro le riprese dal fondo TFR. Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche di valore nette (accantonamenti per rischi e oneri, rettifiche su crediti e rettifiche su altre attività) è pari a 1.963 milioni di euro, rispetto ai 1.653 milioni del 2006, e include circa 170 milioni di accantonamenti a rischi e oneri per Finmek e Parmalat nonché circa 90 milioni di accantonamenti a fronte della ridefinizione a favore della clientela delle condizioni di alcuni contratti di mutuo. Escludendo questi ultimi, il rapporto tra rettifiche nette su crediti e crediti a clientela risulta pari a 38 punti base (41 punti base includendoli). La voce utili/perdite su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti registra un saldo positivo di 81 milioni di euro, rispetto ai 168 milioni del 2006. Il risultato corrente al lordo delle imposte è pari a 6.858 milioni di euro, in crescita dello 0,8% rispetto ai 6.802 milioni del 2006, del 15,3% se si escludono il risultato dell'attività di negoziazione, la ripresa dal fondo TFR e gli oneri per Finmek e Parmalat. L'utile netto consolidato ammonta a 7.250 milioni di euro - rispetto ai 4.707 milioni del 2006 - dopo la contabilizzazione di: - imposte per 2.672 milioni di euro, che includono l'effetto - conseguente alla Finanziaria 2008 - della rideterminazione della fiscalità differita di circa 285 milioni per la riduzione delle aliquote IRES e IRAP e dello stanziamento di circa 90 milioni per imposte differite sugli utili delle società del Gruppo conseguente alla maggiore tassazione dei dividendi; - oneri di integrazione connessi alla fusione (al netto delle imposte) per 607 milioni; - oneri derivanti dall'allocazione del costo di acquisizione (al netto delle imposte) per 10 milioni, post riduzione di 290 milioni intervenuta nel quarto trimestre che tiene conto del beneficio della fiscalità differita sull'allocazione del costo di fusione conseguente alla Finanziaria 2008; - un utile dei gruppi di attività in via di dismissione (al netto delle imposte) per 3.790 milioni, che include le plusvalenza netta di circa 3.300 milioni derivante dalla cessione di Cariparma, FriulAdria e 202 sportelli a Crédit Agricole (post accantonamenti prudenziali e impairment dell'avviamento ex-Nextra connessi all'accordo con Crédit Agricole per complessivi 280 milioni intervenuti nel quarto trimestre) e quella di circa 260 milioni derivante dalla cessione di Biverbanca a Banca Monte dei Paschi (Milano: BMPS.MI - notizie) di Siena; - una quota di pertinenza di terzi per 109 milioni. L'utile netto della Capogruppo è pari a 5.811 milioni di euro, rispetto ai 4.622 milioni del 2006. I risultati di conto economico del quarto trimestre 2007 Il conto economico consolidato del quarto trimestre 2007 registra proventi operativi netti pari a 4.284 milioni di euro, in calo del 12,7% rispetto al quarto trimestre 2006 e del 4,3% rispetto al terzo trimestre 2007; la variazione è in aumento rispettivamente dell' 1,8% e del 4,1% se si esclude il risultato dell'attività di negoziazione. In quest'ambito, nel quarto trimestre 2007 gli interessi netti ammontano a 2.613 milioni, in crescita del 10,7% rispetto al quarto trimestre 2006 e del 6,6% rispetto al terzo trimestre 2007. Le commissioni nette sono pari a 1.517 milioni di euro, con una flessione del 4,7% rispetto al quarto trimestre 2006 - dovuta principalmente alla predetta politica commerciale improntata alla creazione di valore per la clientela, resa possibile dalla fusione - e in linea con il terzo trimestre 2007. Rispetto al quarto trimestre 2006, si registra una diminuzione in particolare delle commissioni da intermediazione/collocamento titoli e gestioni patrimoniali (-8,5%) e da conti correnti (-3,1%), a fronte di una crescita della componente relativa alle garanzie rilasciate (+17,6%) e alla distribuzione dei prodotti assicurativi (+4%). Rispetto al terzo trimestre 2007 si registra una crescita in particolare delle commissioni da conti correnti (+10,1%), da distribuzione di prodotti assicurativi (+9,5%) e da garanzie rilasciate (+7,1%). Il risultato dell'attività di negoziazione registra un saldo di segno negativo per 64 milioni di euro - a seguito dei già citati effetti della crisi dei mercati finanziari sui prodotti strutturati di credito, pari a circa 380 milioni di cui circa 370 per svalutazioni, come dettagliato nel già citato allegato - rispetto ai 633 milioni del quarto trimestre 2006 (che includeva circa 230 milioni di plusvalenza IXIS) e ai 302 milioni del terzo trimestre 2007. Il risultato della gestione assicurativa ammonta a 85 milioni di euro, rispetto ai 168 milioni del quarto trimestre 2006 e ai 93 milioni del terzo trimestre 2007. Gli oneri operativi ammontano a 2.601 milioni di euro, in calo del 4,1% rispetto al quarto trimestre 2006, a seguito di una diminuzione del 4% per le spese del personale, dell' 1,1% per le spese amministrative e del 14,7% per gli ammortamenti. Rispetto al terzo trimestre 2007, si registra una crescita del 13,1%, conseguente a un aumento del 5,6% per le spese del personale, del 27,6% per le spese amministrative (dovuto all'incremento stagionale delle spese per consulenze professionali e alle maggiori spese pubblicitarie) e del 13,2% per gli ammortamenti. Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 1.683 milioni di euro, in calo del 23,3% rispetto al quarto trimestre 2006 e del 22,7% rispetto al terzo trimestre 2007; se si esclude il risultato dell'attività di negoziazione, si registra rispettivamente un aumento del 12% e una diminuzione del 6,8%, dovuta quest'ultima all'aumento stagionale degli oneri operativi. Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche di valore nette (accantonamenti per rischi e oneri, rettifiche su crediti e rettifiche su altre attività) è pari a 762 milioni di euro (che ricomprendono gli oneri per Parmalat), rispetto ai 623 milioni del corrispondente trimestre del 2006 e ai 343 milioni del terzo trimestre 2007. La voce utili/perdite su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti registra un saldo positivo di 39 milioni di euro, rispetto al saldo positivo di 95 milioni del quarto trimestre 2006 e a quello negativo di un milione del terzo trimestre 2007. 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