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L'ultima flessione a Piazza Affari rimette tutto in discussione
Di Gaetano Evangelista
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Il tonfo di ieri rimette nuovamente tutto in discussione: il tentativo dei rialzisti viene vanificato da questa ondata di vendite, concentrata però in un numero ristretto di azioni. L'analisi ciclica evidenzia l'imminente data del cosiddetto “modello di Armstrong” (22 marzo), che – auspicabilmente – dovrebbe porre un termine a questo stillicidio, il quale dal punto di vista tecnico ricorda l'esperienza dell'autunno del 1998, quando drammatici tonfi seguivano irrimediabilmente vigorose ripartenze. Quel comportamento fiaccò le convinzioni dei rialzisti fino a provocare la loro definitiva capitolazione, prima di un drammatico minimo “a V”. Lo S&P-MIB oggi dovrebbe raggiungere la proiezione a 30188 punti, dove la gamba di ribasso partita ad ottobre è pari a 1.618 volte il primo impulso negativo dopo il top di maggio scorso e fino al minimo di agosto; poco più sotto, a 29966, c'è il ritracciamento del 78.6% della salita dal minimo di agosto 2004 al citato massimo di dieci mesi fa. Confidiamo nella tenuta di questo argine, ora che questo scellerato trimestre borsistico si
conclude.
UNICREDIT. Le quotazioni lunedì hanno sfondato la linea che congiungeva i minimi – discendenti – registrati nei primi tre mesi dell'anno, ma vi sono tornate subito sopra. E' un tentativo che deve avere un convinto seguito, onde scongiurare il peggio.
Nota. Il presente commento è un estratto sintetico del Rapporto Giornaliero, pubblicato tutti i giorni alle 8.20 da AGE Italia; pertanto eventuali riferimenti a studi tecnici vanno intesi riferiti ai grafici ivi riportati. Informazioni su contenuti e modalità di sottoscrizione sono disponibili sul sito di AGE Italia.
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