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Lunedì 20 Aprile 2009, 22:39

Wall Street messa in ginocchio dai ribassisti. Male finanziari e materie prime

Di Alberto Susic

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Si arresta bruscamente il rialzo della piazza azionaria americana che dopo sei settimane consecutive di progressi, quest'oggi ha visto accendersi il semaforo. I ribassisti hanno colpito duramente, spingendo i listini a chiudere gli scambi sui minimi di seduta, dopo una seduta partita già con il piede sbagliato. Dal fronte macro è arrivato un solo aggiornamento di rilievo che ha peraltro deluso le attese, visto che il Superindice ha mostrato un calo dello 0,3%, più ampio di quello atteso dal mercato che aveva messo in conto una contrazione dello 0,2%.

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Non sono state certo di aiuto le novità arrivate dal mondo societario, dove pure non sono mancati alcuni annunci a sorpresa, basti pensare a quello relativo all'acquisizione di Sun Microsystems da parte di Oracle. Il mercato ha pagato pegno soprattutto per la cattiva intonazione del settore finanziario, trainato al ribasso in particolare da Bank of America, nonostante la trimestrale migliore delle attese.
A mettere sotto pressione i listini ha contribuito anche il forte calo delle materie prime, non solo del petrolio, che ha favorito un'ondata di vendite sui titoli del comparto. Le prese di profitto così hanno avuto la meglio, con gli investitori che hanno optato per la cautela, preferendo avere maggiori indicazioni dal mondo macro e societario prima di realizzare nuovi acquisti.
A fine giornata così il Dow Jones e l'S&P500 si trovano schiacciati sui minimi, con una flessione rispettivamente del 3,56% e del 4,28%. Non è andata tanto meglio al Nasdaq Composite, fotografato a 1.608,21 punti, con una perdita del 3,88%, dopo aver toccato un massimo a 1.643 e un minimo a 1.606 punti.

Tra i titoli del Dow Jones, nessuno è riuscito a chiudere in positivo, ma si sono difesi meglio di altri IBM e Kraft Foods, in calo dello 0,63% e dello 0,75%. In rosso dell'1,33% Coca-Cola dopo che alcuni analisti hanno avanzato l'ipotesi che il gruppo possa seguire l'esempio di Pepsi che ha annunciato il rilevamento della società che si occupa dell'imbottigliamento delle bevande.
Contiene le perdite all'1,35% McDonald's alla vigilia dei risultati trimestrali, insieme a Procter & Gamble che ha ceduto l'1,88%, sfruttando solo in parte la promozione di SunTrust che ha migliorato il giudizio sul titolo passando da “neutral” a “buy”, con un prezzo obiettivo a 65 dollari.
Il forte calo del petrolio ha favorito le vendite su Exxon Mobil e Chevron, in rosso del 2,16% e del 3,18%, e la cattiva intonazione del settore delle materie prime ha mandato a fondo Alcoa, con un ribasso del 9,83%.
Sotto pressione i finanziari con Jp Morgan e American Express (NYSE: AXP - notizie) in correzione del 10,4% e del 13,2%, preceduti da Citigroup (NYSE: C - notizie) che ha ceduto il 19,73%. Ad avere la peggio è stato Bank of America che ha lasciato sul parterre il 24,15%, dopo aver diffuso una trimestrale migliore delle attese. I numeri del gruppo sono stati però oscurati non solo dai timori sulla qualità del credito, ma anche dalle dichiarazioni del numero uno che ha parlato di un ulteriore deterioramento delle condizioni del mercato del credito nei mesi a venire.

Sul tabellone elettronico del Nasdaq Composite, in festa Sun Microsystems che ha chiuso in rally del 37,52%, dopo l'accordo raggiunto con Oracle che ha messo sul piatto 9,5 dollari per azione, per l'acquisizione del gruppo nell'ambito di un'operazione che prevede un esborso complessivo di 7,4 miliardi di dollari.
L'annuncio dell'operazione ha permesso ad Oracle di limitare le perdite, con una flessione contenuta poco al di sotto di un punto percentuale.
Ancora meglio Amazon.com (NASDAQ: AMZN - notizie) che ha ceduto lo 0,53% grazie all'ottimismo di Citigroup che ha alzato il rating sul titolo da “hold” a “buy”, con un target price generosamente rivisto da 65 a 97 dollari.
In calo di oltre due punti eBay ed Apple, alla vigilia dei risultati trimestrali, ma allo steso appuntamento sarà chiamato domani Qualcomm che invece ha chiuso in rosso del 3,07%.
In correzione di oltre il 3% Google, preceduto da Yahoo che ha lasciato sul parterre il 4,66%, ma tra i peggiori si segnala Dell che ha subito un affondo di quasi il 7%.


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