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A Milano deboli Mediaset e Mondadori, in rialzo Impregilo
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Peggior blue chip di giornata è stata Mondadori (Milano: MN.MI - notizie) (-5,87%), che ha accelerato al ribasso a partire da metà seduta senza nessun motivo apparente se non la debolezza a livello europeo del settore media. L'unica notizia arriva dalla Consob che ha reso noto l'ingresso nell'azionariato di riferimento da parte di Morgan Stanley Corp che detiene indirettamente, dal 9 maggio scorso, una partecipazione del 4,143% nel capitale di Mondadori. Seduta difficile anche per Mediaset (Milano:
MS.MI - notizie) (-5% circa), scivolata sin dalle prime battute della seduta in coda all'S&P/Mib. A pesare è la decisione di Goldman Sachs (NYSE: GS - notizie) di mantenere il titolo Mediaset nella sua "conviction sell list" paneuropea con prezzo obiettivo sceso da 6 a 4,6 euro sulle aspettative per un debole secondo semestre per quest'anno. Il fantasma del possibile inasprimento fiscale da parte del nuovo governo ha spaventato i bancari di Piazza Affari, con Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) (-2,12%), Banca Popolare di Milano (Milano: PMI.MI - notizie) (-3,15%) e Mps (-2,05%) tra i più penalizzati dalle vendite. Le intenzioni del nuovo ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, sarebbero di rendere parzialmente indeducibili gli interessi passivi ai fini dell'Ires con in impatto di circa 1 miliardo di euro complessivi, pari a circa il 5% degli utili, per il settore.
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