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Martedì 20 Maggio 2008, 13:32

Allarme tassi dopo delusione indice Zew. La BCE potrebbe alzare il costo del denaro

Di Alberto Susic

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Lo slancio rialzista realizzato ieri dalle Borse europee nella parte finale della seduta, è rientrato nel giro di poche ore, visto che questa mattina i listini del Vecchio Continente stanno annullando interamente i guadagni della vigilia, con una flessione superiore ad un punto percentuale. A favorire un incremento delle vendite in mattinata ha contribuito la diffusione dell'indice Zew in Germania, che ha riportato in primo piano anche il tema calo dei tassi di interesse e delle possibili manovre che la BCE potrebbe decidere di attuare nel breve.

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Nel mese di maggio, l'indice di fiducia degli investitori tedeschi, elaborato dall'istituto Zew, si è attestato a -41,4 punti, con un calo a sorpresa rispetto ai -40,7 del mese precedente, deludendo le previsioni degli analisti che puntavano ad un recupero a -37 punti. Sempre dai dati forniti dall'istituto di ricerca si è appreso che l'indice riferito alle attuali condizioni economiche è stato pari a 38,6 punti, in netto recupero rispetto ai 33,2 del mese precedente.
Nella nota diffusa dall'istituto delle ricerche economiche Zew, si legge che il secondo calo consecutivo del clima di fiducia degli investitori tedeschi è stato determinato soprattutto dalle attese sui rischi inflattivi nei prossimi mesi. Le spinte inflazionistiche infatti potrebbero avere delle ricadute negative sui consumi interni della Germania, e a ciò si aggiunge un peggioramento delle prospettive sull'economia tedesca. La spinta registrata dalle aziende nei primi tre mesi di quest'anno è destinata a perdere progressivamente slancio per via della forza dell'euro e dei maggiori costi di rifinanziamento. Un effetto negativo sarà giocato anche dalle difficoltà della congiuntura americana, oltre che dagli aumenti dei prezzi del petrolio e dei beni alimentari che incide sulla capacità di spesa dei consumatori.
Indicazioni che hanno fatto storcere il naso agli operatori di Borsa, con una reazione negativa dei listini che hanno perso ulteriormente terreno, intimoriti anche dalle prospettive poco invitanti sul fronte dei tassi di interesse.
Il presidente dell'istituto Zew ha infatti dichiarato questa mattina, dopo la diffusione del dato, che la Banca Centrale europea potrebbe rivedere al rialzo il costo del denaro anche in tempi brevi. L'idea di Wolfgang Franz è che ci possa essere nel prossimo futuro un ritocco verso l'alto dei tassi, aggiungendo che una mossa in questa direzione sarebbe comunque condizionata dall'evoluzione della crisi dei mercati finanziari. Almeno fino a quando quest'ultima non sarà superata, è probabile che la BCE possa decidere di mantenere fermo il costo del denaro, confermando la politica monetaria portata avanti ormai da quasi un anno a questa parte.
A detta del presidente Franz ci sono diversi segnali che inducono a ritenere come il peggio sia ormai prossimo al capolinea, tuttavia se l'inflazione dovesse rimanere sui livelli attuali in Eurolandia, potrebbe essere inevitabile un aumento dei tassi di interesse.
Un'eventualità che trova favorevole il numero uno dell'istituto Zew, il quale sposa così la tesi del presidente della Bunsdesbank che non più tardi di venerdì scorso si è era espresso proprio in questi termini. Proprio venerdì scorso Axel Weber ha dichiarato che una revisione al rialzo del costo del denaro rimaneva ancora come opzione sul tavolo della BCE. Un'ipotesi quindi che resta ancora valida, soprattutto in considerazione delle prospettive per nulla incoraggianti sul fronte dell'inflazione in Europa.
La dinamica dei prezzi al consumo dovrebbe deteriorarsi ulteriormente nel corso dei prossimi mesi, con un tasso di crescita superiore al 3% per quest'anno. In presenza di un simile scenario per Weber non c'è alcuno spazio di manovra per una riduzione dei tassi di interesse, passibili piuttosto di un rialzo. Molto importante sarà il meeting che si terrà ai primi di giugno, quando la BCE avrà a disposizione anche le nuove previsioni economiche, sulla base delle quali impostare una discussione sulle opzioni a medio termine della politica monetaria.
Inevitabile la reazione negativa dei mercati azionari che non solo vedono tramontare l'ipotesi di un taglio dei tassi nel breve, ma si trovano a dover fare i conti con la minaccia di un rialzo che sicuramente non sarà ben accolto dalla Borsa.


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