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Martedì 20 Maggio 2008, 19:44

Banche in rosso dopo minaccia stretta fiscale. Chi è più a rischio a Piazza Affari?

Di Alberto Susic

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Quotazioni
Banca Italease Spa
BIL.MI
5.53
-0.68%
Intesa Sanpaolo Spa
ISP.MI
3.78
+0.20%
Mediobanca SpA
MB.MI
9.61
-1.30%
Banca Popolare Milan...
PMI.MI
6.91
+0.07%
S&P/Mib
Mibtel: migliori e peggiori
L'ondata di vendite che si è riservata quest'oggi su Piazza Affari ha colpito pesantemente i titoli editoriali e media, oltre ai protagonisti del settore lusso. I ribassisti però non hanno risparmiato i bancari, tra i quali ha pagato pegno più di altri Banca Popolare di Milano (Milano: PMI.MI - notizie) , con una flessione di oltre tre punti percentuali. Non è andata tanto meglio però a Mediobanca (Milano:

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MB.MI - notizie) e Banca Monte Paschi, che hanno lasciato sul parterre oltre il 2%, mentre Banco Popolare e Unicredit hanno ceduto circa l'1,5%, seguiti da Intesa Sanpaolo (Milano: ISP.MI - notizie) che ha limitato i danni allo 0,97%.
Oltre alla negatività che ha interessato la seduta di Borsa, sui titoli del settore bancario ha pesato anche l'attesa per l'evoluzione sul fronte della fiscalità, sulla scia delle iniziative annunciate nelle ultime ore dal Ministro dell'Economia Giulio Tremonti.
Proprio questa mattina, in un articolo di Milano Finanza è stato spiegato che il neo titolare del dicastero di Via XX Settembre sarebbe deciso a far pagare a banche e ad assicurazioni buona parte del conto del prossimo decreto fiscale. L'obiettivo fissato inizialmente era quello di recuperare almeno 1 miliardi di euro, tramite l'aumento dell'Ires dal 27,5% al 33%, rendendo in parte indeducibili gli interessi passivi ai fini dell'imposta. Le intenzioni del Ministro era inizialmente quelle di mantenere la tassazione favorevole solo per quegli istituti che saranno pronti a rinegoziare i mutui con i proprio clienti, secondo quanto previsto dal provvedimento sulla portabilità inserito nella legge Bersani.
Le banche italiane però, sempre secondo quanto scrive Milano Finanza, sarebbero tutt'altro che propense a mettere mano al portafoglio, specie in un periodo segnato da non poche turbolenze per il comparto, oltre che caratterizzato da bilanci già sotto pressione. Del resto un aumento delle imposte nell'ordine di un 1 miliardo di euro andrebbe ad impattare in maniera significativa sui conti degli istituti di credito, con una ricaduta nell'ordine di circa il 5% degli utili.
A soffermarsi sul tema delle possibili novità fiscali per le banche italiane è stata questa mattina Deutsche Bank, che in un report ha individuato le principali vittime del provvedimento. Per gli analisti i più penalizzati saranno gli istituti di credito di piccole dimensioni e quelli retail rispetto ai grandi players, dal momento che per i primi è più elevata la percentuale di margine di interesse netto sul margine di intermediazione.
Deutsche Bank cita ad esempio Banca Italease (Milano: BIL.MI - notizie) , per la quale mantiene una raccomandazione “hold” con un prezzo obiettivo a 7,8 euro. La banca sarebbe fortemente colpita da un eventuale provvedimento sui limiti alla deducibilità degli interessi per l'Ires, dal momento che i suoi ricavi sono legati quasi interamente al margine di interesse.
Ben diverso il discorso per Unicredit, per la quale il rating resta “buy” con un target price a 7,8 euro, che pagherebbe meno degli altri in quanto realizza metà del suo business al di fuori dei confini nazionali, senza dimenticare che l'istituto guidato da Profumo è meno esposto al margine di interesse.
Intanto dopo la chiusura dei listini sono arrivate notizie in parte confortanti per le banche, perché nel decreto che sarà varato domani dal Governo non ci sarà un inasprimento fiscale per le banche. Questo però non toglie gli istituti di credito dal mirino di Tremonti, che ha parlato di un intervento entro giugno, riguardante anche i profitti di congiuntura.
Stando ad alcune fonti, il Governo sarebbe orientato ad un decreto “soft” per domani, anticipando che entro il mese prossimo però sarà studiata manovra più ampia e organica. Il Ministro Tremonti non ha voluto fornire alcuna anticipazione quest'oggi, rimandiamo qualsiasi risposta alla metà di giugno, quando nel provvedimento che accompagnerà il Dpef ci saranno novità non solo per le banche ma anche per altri settori.


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