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Martedě 21 Luglio 2009, 0:00

Scuole libere sul maestro unico

Di di Alessandra Ricciardi

Italia Oggi

La direttiva sarà inviata nei prossimi giorni ai direttori scolastici regionali e ai presidi. È l'ultimo atto della riforma della scuola dell'infanzia, elementare e media, con cui il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, fornisce indicazioni operative sul fronte pedagogico e organizzativo necessarie all'avvio del nuovo

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anno.
In primo piano, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, la disciplina del maestro unico, uno dei cavalli di battaglia della scuola targata Gelmini che tante polemiche aveva scatenato al suo annuncio. Annuncio che avvenne con un decreto legge, il 137/2008, accusato da opposizione e sindacati di avere l'unico obiettivo di contribuire in modo decisivo a quella riduzione della spesa per l'istruzione prevista dalla manovra estiva, ovvero dal decreto 112/2008. «C'è bisogno di una figura unica di riferimento per i bambini delle elementari, è un bisogno pedagogico», aveva replicato il ministro spiegando perché andava sostituito il modello dei moduli, che vede tre insegnanti su due classi, con quello dell'insegnante unico per classe. Ora l'atto di indirizzo, dopo limature e addolcimenti che vanno avanti da un anno a colpi di regolamenti, pareri del Consiglio nazionale della pubblica istruzione e del Consiglio di stato, mette nero su bianco che il modello della riforma non è affatto vincolante, che il maestro unico è certamente consigliato, ma non vi è nessun obbligo di sceglierlo. Il tempo scuola a settembre potrà essere articolato sul maestro unico, e dunque con 24 ore di lezioni settimanali, ma anche su 27, 30 e 40 ore. Tutti modelli che confluiscono in un progetto pedagogico rinnovato, in cui il maestro unico va privilegiato ma nel rispetto dell'autonomia della scuola e delle scelte delle famiglie. Insomma, nessuna imposizione dall'alto, è la rassicurazione, le scuole sono libere di definire il programma scolastico secondo la propria valutazione. È l'autonomia la chiave di volta, così come suggerito da ultimo dal Consiglio di stato (si veda IO di martedì scorso) nella delibera con cui ha dato il via libera al decreto su scuola dell'infanzia e primaria.

L'unico paletto, questo sì invalicabile, è rappresentato dall'organico assegnato, prima a livello regionale, poi provinciale e poi scolastico. Insomma, liberi di scegliere il modello che si preferisce, ma senza sforare le dotazioni assegnate. Che risentono dei tagli al personale (circa 43 cattedre in meno il prossimo anno) ma anche delle scelte comunicate dalle famiglie al momento della prescrizione. Alle scuole il compito di venirne a patti.

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