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Lunedì 21 Aprile 2008, 17:04

L'Europa resta nelle mani dei ribassisti.Brillano Tenaris e Saipem

Di Alberto Susic

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Si appesantisce nuovamente il bilancio delle Borse europee che dopo aver tentato un recupero dai minimi nelle prime ore del pomeriggio, sono tornate a perdere posizioni, presentandosi tutte in deciso calo a meno di un'ora dalla chiusura. A favorire il ritorno delle vendite contribuisce la debole intonazione dei listini a stelle e strisce che vedono il Dow Jones

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(notizie) e l'S&P500 in calo rispettivamente dello 0,58% e dello 0,68%, seguiti dal Nasdaq Composite (NASDAQ: notizie) che limita i danni allo 0,27%. A frenare i listini, oltre ad alcune prese di beneficio dopo il rally di venerdì scorso, anche le indicazioni contrastate arrivate dal fronte societario. La trimestrale di Bank of America ha deluso le attese, mentre ha sorprese in positivo Merck, a differenza di Eli Lilly che non è riuscita a centrare gli obiettivi fissati dalla comunità finanziaria.
La debolezza dei listini Usa tiene in ostaggio anche le Borse del Vecchio Continente tra i quali perde meno degli altri il Ftse100, con un lieve ribasso dello 0,29%. Più pesante la discesa del Dax30 e del Cac40 (Parigi: notizie) che arretrano rispettivamente dell'1,1% e dell'1,14%.
Le vendite hanno la meglio anche a Piazza Affari dove l'indice S&P/Mib, nonostante l'effetto negativo per lo stacco cedola di alcune blue chips, riesce a contenere il ribasso allo 0,84%, a ridosso dei 33.600 punti. Tra i titoli in controtendenza segnaliamo l'accelerazione di Tenaris (Milano: TEN.MI - notizie) che sale del 2,67%, ma riesce a fare bene anche Saipem (Milano: SPM.MI - notizie) che guadagna quasi due punti, diversamente da ENI (Milano: ENI.MI - notizie) che dimezza il vantaggio iniziale e sale dello 0,75%.
Resistono in positivo Banca Popolare di Milano (Milano: PMI.MI - notizie) , con un progresso dell'1,6%, insieme a Banco Popolare che a stento cerca di mantenersi sopra la parità. In rosso Intesa Sanpaolo (Milano: ISP.MI - notizie) e Unicredit che arretrano dello 0,5% e dello 0,89%, preceduti da Monte Paschi che lascia sul parterre quasi il 2% dopo la buona performance delle ultime sedute.
Sotto pressione Telecom Italia (Milano: TIT.MI - notizie) che nel giorno dello stacco cedola perdere quasi due punti e mezzo, ma si piega al volere dei ribassisti anche Fiat (Milano: F.MI - notizie) che cede lo 0,84% a ridosso dei 13,5 euro.



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