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Lunedì 21 Aprile 2008, 12:16

Il trading e la finanza sono professioni come le altre. Per riuscire bisogna studiare...

Di redazione

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Fabrizio Bocca inizia come trader istituzionale in Banca Sella e poi dal 2001 diventa trader in proprio. Redattore di LombardReport, ha sviluppato diverse metodologie di trading secondo l'analisi di Gann, i grafici KAGI e altre tecniche. Ha pubblicato il "Il trading facile con l'analisi di Gann", "Analisi di Gann: l'evoluzione del trading", "Kagi Trading" ed è coautore di "Guida al Trading di

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Borsa".
Tiene una rubrica personale di segnali su www.lombardreport.it e fornisce consulenza e formazione per il trading automatico e discrezionale a privati.

Mercati volatili e tendenzialmente al ribasso, recessione possibile in Occidente. Problemi o opportunità per i trader?

La prima volta che mi accorsi che esisteva la Borsa stavo sostenendo un esame universitario ed ero nel pieno dell'adolescenza. Ma poi dall'età di 28 anni non mi sono più staccato dai monitor e dai mercati. Quindi credo di aver visto qualche situazione. La volatilità e il ribasso mi paiono eventi assolutamente ciclici e ripetitivi. Senza andare lontano, quanti nel 2003 con il dax a 2500 punti avrebbe saputo immaginare che i prezzi sarebbe volati a 8200 punti (oltre il 200% di rialzo) in soli 4 anni? Io credo che quindi qualsiasi mercato sia una opportunità. Inoltre oggi è possibile con estrema semplicità avere informative precise in tempo reale su qualsiasi strumento e su qualsiasi mercato. Quindi i problemi forse è meglio cercarli dentro noi stessi invece che scaricarli sui sistemi economici. Spesso mi viene chiesto perché così poche persone riescano a essere trader professionista di lungo periodo. Io credo perché pochissime persone sono in grado di affrontare una sfida a livello psicologico tanto complessa.

In particolare, i trader giovani si trovano a affrontare una situazione molto complessa con una scarsa esperienza. Che consigli dare?

La "costruzione" di un trader è un argomento che mi sta molto a cuore, da sempre. Credo che pochi sappiano che per ben sette anni sono stato docente in una scuola serale solo per la passione dell'insegnamento. E che quindi svolgo da sempre attività di formazione in primo luogo perché seguire e far crescere passo passo un trader neofita è una esperienza in grado di ripagare moltissimo dal lato umano. Anche se molti ne vedono solo il vantaggio economico, la formazione serve anche ad accrescere se stessi.
Iniziare a essere trader professionisti è quindi una esperienza che conosco bene. E che so non essere per nulla semplice. Su cento che iniziano, non più di cinque rimangono a lungo sul mercato. Perché sono richieste doti, che seppure semplici, difficilmente si vuole accettare di avere. Tra queste credo che l'umiltà e la pazienza siano le più importanti.
Il trading è una attività imprenditoriale a tutti gli effetti, e come tale va vissuta: ci vogliono i capitali, il know-how, un budget e un consuntivo, una adeguata struttura amministrativa e contabile (tutto di solito in capo a una sola persona) e il giusto tempo per raggiungere il break-even, misurabile in anni e non certo in mesi. Di norma sarebbe bene sapere che si raggiunge dopo il quinto anno…
Io comunque spesso tendo anche ad accostare il trading all'attività sportiva: come questa infatti richiede molti anni per forgiare "il fisico" al gesto atletico richiesto, un continuo e costante allenamento, il rispetto di una disciplina ferrea per emergere (nell'allenamento, nei gesti, nella gara, negli orari), e di un supporto psicologico di prim'ordine. Sarebbe interessante, credo, notare come i migliori atleti degli sport individuali (sci, atletica, motociclismo, ecc.) siano soliti farsi affiancare da uno psicologo per allenare la mente come il fisico. Ora mi chiedo, quanti trader provano questa esperienza per migliorare le proprie performance?

Di sicuro non esiste una ricetta sicura per guadagnare; forse esiste una ricetta affidabile per limitare le perdite? Lei ha qualche idea?

Non esiste la ricetta per guadagnare. Anzi, dirò di più, il guadagno non è né il fine né l'aspetto primario per cui io sono trader. La prima regola che da sempre ho cercato di mettere in pratica è non perdere. O meglio gestire nel migliore modo possibile il rischio di perdita, senza mai pensare se avrò dei profitti. Il motivo è semplicissimo: il trader di lungo corso non sta mai sul mercato per "soldi", ovvero per lo scopo di lucro. Lui è sempre animato da fame di conoscenza, ovvero trada per la passione e la curiosità di imparare cose nuove, di crescere professionalmente. Per questo motivo l'unico modo che ho per migliorare sempre, per studiare nuove tecniche, strategie, mercati e quant'altro, è conservare in primo luogo il mio capitale. Sia monetario che psicologico. Quindi il non perdere (ovvero la corretta gestione del rischio di perdita) è l'aspetto primario, perché solo così posso restare molto a lungo sui mercati e conoscere ogni giorno qualcosa di più. A quel punto il guadagno, l'utile, sarà una mera conseguenza, e non certo il fine.

Crisi dei mercati, "bolle" pronte a scoppiare, riduzione del valore del risparmio. Questo pone un problema non piccolo per l'Europa e in particolare l'Italia, minacciata anche da una elevata inflazione.

Se devo essere sincero non mi pare di vedere nessuna novità sui mercati finanziari. Non vedo bolle speculative anomale o problematiche diverse dal solito sul fronte dell'inflazione. Nel 1999/2000 mi pare che i prezzi di borsa, a seguito della forte speculazione, fossero molto meno "logici" di oggi.
Piuttosto, vedo problematiche strutturali molto più complesse, e in gran parte legate alla mala gestione della cosa pubblica operata dalla classe politica della cosiddetta seconda repubblica. L'introduzione dell'Euro, tra il 1996 e il 2002 ha portato negli anni a venire una inflazione reale molto elevata, superiore al 10% annuo per le famiglie italiane e nascosta colpevolmente sotto una inflazione rilevata dall'ISTAT assolutamente fasulla e anacronistica. L'uso delle leggi e delle finanze pubbliche per fini personali, senza più curarsi dei reali problemi e necessità del Paese hanno portato gravi squilibri sul fronte del lavoro, sul mantenimento del risparmio e sulla produttività dell'Italia. Che infatti ha l'indice di Borsa che è salito meno nello scenario forse mondiale (salvo rari casi di realtà in via di sviluppo) dal 2003 al 2007.
Riassumendo, credo che ci siano molti problemi interni che frenano la nostra economia, ma non mi pare che ci sia nulla di diverso dal solito ciclico susseguirsi degli eventi sul piano internazionale.

La crisi dei fondi comuni è un fatto transitorio e legato al ciclo dei prodotti o ha radici più profonde?

I fondi comuni, come molti altri prodotti bancari, sono un "discutibile business" legalizzato non certo a favore dei risparmiatori, da sempre. Mi pare logico che, anche se molto lentamente, la gente se ne stia accorgendo…

Il grande sviluppo di prodotti come gli ETF, i Certificates , le opzioni e i CFD (Parigi: FR0004060234 - notizie) dimostrano grande interesse per i mercati, voglia di novità e ricerca di maggiori rendimenti. I nostri risparmiatori sono preparati a tutto questo?

Io non mi occupo dei nuovi prodotti. Da sempre trado esclusivamente i futures, mercati quindi ampi, liquidi e normalizzati per legge. Mi pare che come in molti altri campi, il singolo si stia accorgendo come la fiducia riposta nelle strutture istituzionali sia sempre meno ripagante, causa le problematiche anche a livello politico già citate. Quindi mi pare naturale stia cercando di evolversi verso un "fai da te" necessario per amministrare senza disastri i propri risparmi.
Purtroppo però, per una insana e diffusa abitudine delle persone, si crede che amministrare i soldi sia una cosa semplice. Se si chiede a una persona di dare risposta a una problematica legale è normale che affermi di non poterlo fare non essendo un giurista o un avvocato, ma appena si entra nel campo del risparmio ecco subito le asserzioni sicure…
Solo la presa di coscienza, che è esclusivamente il risultato di uno studio lungo e faticoso, può portare ad apprendere una professione come è quella della gestione dei propri risparmi.

Concentrazioni bancarie e concentrazione delle borse. Normalmente questo si traduce in un danno per i risparmiatori, però nessuno pare preoccuparsene, anzi, tutti sottolineano i risparmi per le economie di scala, che però rimangono nei bilanci...

Sono processi abbastanza attesi in una struttura sovranazionale sempre più votata alla globalizazione. Difficile che questo trend si possa invertire, almeno a medio termine. Se questo poi sia un vantaggio o uno svantaggio per noi piccolissimi risparmiatori, non saprei pronunciarmi. A volte si tende a fare molta demagogia in questi ambiti. Io so solo, essendo stato cliente di una notissima banca privata e quindi non inglobata in questi gruppi, di aver trovato condizioni migliori nello spostarmi su realtà molto più ampie. E che nel trading sui futures, le migliori situazioni per trasparenza e liquidità sono sui mercati americani, che mi paiono anche i più ampi ed accentrati…

L'informazione finanziaria aiuta i risparmiatori a capire di più il mercato o più o meno volontariamente è al servizio di produttori e distributori?

L'informazione finanziaria per scelta non la leggo da oltre 10 anni. Preferisco sbagliare per idee mie che di altri, detto in tutta sincerità. Il miglior modo per crescere professionalmente per il risparmiatore è leggere dei buoni libri, frequentare dei buoni corsi, e passare molte, e molte, ore a osservare i prezzi. Ma questo costa e impegna….

Cosa significa una manifestazione come ITF per chi fa la tua professione? E per trader e risparmiatori?

Per chi fa la mia professione l'ITF è un punto di incontro con altri trader, un modo per non sentirsi sempre soli. Dall'incontro e dallo scambio di opinioni tra trader nascono idee interessanti da sviluppare. A volte, quando i mercati sono particolarmente difficili, è anche un modo per scoprire che le cose non vanno male soltanto a casa propria. Essendo però sempre molto complesso spostarsi per un trader, è piacevole perchè organizzata una volta l'anno, altrimenti diverrebbe faticosa.
I trader hanno due buoni motivi per esserci: chi ha qualcosa "da vendere" trova nell'ITF una ottima vetrina, chi non lo ha trova modo di parlare con altre persone che altrimenti non vede mai. E in ogni caso, ha modo di sentirsi appartenente a un gruppo, sensazione che spesso svanisce chiusi nella propria stanza davanti al computer per 15 ore al giorno.
I risparmiatori fanno bene a esserci per lo stesso motivo per cui si va al salone dell'automobile, della moto e così via: è l'unico modo per avere di fronte tutta l'offerta e poterla valutare, anche comparativamente. E hanno l'occasione per parlare con persone altrimenti difficilmente raggiungibili.
In generale ITF è l'occasione giusta per guardare negli occhi le persone da cui vogliono apprendere qualcosa. Questo mondo è davvero pieno di "illusionisti" e credo che il visitatore possa capire molte cose conoscendo personalmente le persone. Inoltre ha modo di farsi una idea generale delle tecniche presenti sui mercati in modo da poter meglio impostare la propria.

Fabrizio Bocca sara' presente in veste di relatore a ITF - Rimini, 15 e 16 maggio 2008.

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