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Eur/usd sopra 1.38
Di Cfx Intermediazioni
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Il segretario Usa al Tesoro, Timothy Geithner, ha annunciato che nelle prossime sei settimane partiranno le aste previste dal piano per ripulire i bilanci delle banche dagli asset tossici. Secondo il ministro delle finanze, il sistema finanziario Usa sta «cominciando a guarire» e i fondi rimasti del piano di salvataggio finanziario approvato dal Congresso nell'ottobre scorso ammontano a 123,7 miliardi di dollari, 11 miliardi in meno rispetto alla precedente stima. L'ottimismo di Geithner è stato controbilanciato dai verbali del FOMC; pubblicati in serata, stando ai quali l'economia americana non tornerà a crescere secondo gli obiettivi di lungo termine della Fed prima del 2014 nel migliore del casi. I governatori hanno rivisto al ribasso le stime di calo del Pil per il 2009 in una forbice compresa tra -1,3% e -2% mentre per il 2010 è ora prevista una ripresa più lenta, con un tasso di espansione compreso tra il 2 e il 3 per cento; sulla base dei segnali di attenuazione della caduta delle attività, rilevati nel primo trimestre, si inizieranno a vedere i primi segnali di ripresa nella seconda metà del 2009. Secondo le previsioni del FOMC, però, il tasso di disoccupazione potrebbe arrivare a toccare il 9,6% entro fine anno. Per quanto riguarda l'inflazione, nel 2009 sarà compresa tra lo 0,6 e lo 0,9%, tra l'1 e l'1,6% nel 2010 e tra l'1 e l'1,9% nel 2011. Non si attende un fenomeno inflazionistico significativo, quindi, nonostante l'enorme massa monetaria riversata sui mercati per stimolare la crescita e la politica di tassi zero adottata dalla banca centrale da ormai diversi mesi. Sui mercati valutari, abbiamo visto l'eur/usd al di sopra di 1.38 per la prima volta da inizio anno. E' stata decisiva in questo senso la rottura al rialzo della resistenza posta in area 1,3725, livello toccato lo scorso marzo, quando la Federal Reserve annunciò una decisa accelerazione delle politiche monetarie quantitative e, dunque, un aumento dell'offerta di dollari sul mercato. Anche l'annuncio fatto da Tim Geithner a proposito dell'acquisto dei titoli tossici ha contribuito ad indebolire il greenback: l'intervento è visto dagli operatori come un'ulteriore occasione per far lievitare l'offerta di dollari sul mercato. Sulla base di queste aspettative e dato il rientro dell'avversione al rischio (l'indice Vix è ritornato ai livelli pre-Lehman) prevediamo un ulteriore deprezzamento della divisa americana. Il prossimo obiettivo per eur/usd diventa quindi 1.40. Del resto, le imprese manifatturiere americane hanno bisogno di un dollaro "debole": finora la bilancia commerciale è migliorata grazie al crollo delle domanda interna di consumi, che ha fatto diminuire le importazioni. Ora, il miglioramento dovrebbe basarsi sulla ripresa delle esportazioni. L'Euro-zona, dal canto suo, ha dimostrato di essere in grado di esportare anche con l'euro a 1,40-1,60 contro dollaro. Lo yen continua a rafforzarsi sul dollaro e provoca un calo dell'indice Nikkei
(notizie) pari allo 0,86% a quota 9.264,15 punti. Nel corso della sessione asiatica, il dollaro si è ulteriormente indebilito, toccando il minimo degli ultimi tre mesi a 94.30. A soffrire in modo particolare sono stati i titoli delle società esportatrici giapponesi: un dollaro sotto quota 95 diventa un fattore negativo oltre il livello di guardia per l'industria manifatturiera nipponica, in buona parte responsabile (ma insieme al debole settore dei consumi) del crollo del 4% del pil nel primo trimestre 2009 annunciato ieri. Il prezzo del petrolio ha superato la barriera dei 62 dollari al barile sulla scia del calo oltre le attese delle scorte di greggio Usa e dell'indebolimento del dollaro. Il light crude si è spinto fino a 62,14 dollari, toccando il massimo dall'11 novembre scorso. Gli stock di greggio Usa nella settimana al 15 maggio sono scesi di 2,1 milioni di barili a 368,524 milioni (320,442 milioni l'anno scorso).
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