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Fiat, al via il delisting da Wall Street
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Seduta poco movimentata per Fiat che da domani vedrà scomparire i propri Ads (American Depositary Shares) dal Nyse. Il 13 agosto la casa torinese aveva infatti presentato il Form 25 presso la SEC, omologa della Consob, passo che precede di 10 giorni il delisting da Wall Street. In precedenza, il 3 agosto, Fiat aveva presentato il Form 15F alla stessa SEC, al fine di richiedere la deregistrazione e la cessazione degli obblighi informativi previsti ai sensi del Securities Exchange Act of 1934 (Exchange Act). La decisione è stata presa a causa dei bassissimi volumi di contrattazione: ieri ad esempio sono stati scambiati solo 63mila Ads, per un controvalore di circa 1.5 milioni di dollari. Il delisting consentirà al Lingotto di risparmiare qualcosa (si parla di circa un milione di euro l'anno) grazie al venir meno degli obblighi informativi nei confronti delle autorità USA. La società ha precisato che la decisione non avrà effetti sulla strategia sul mercato americano, e nemmeno sull'impegno a mantenere elevati livelli di corporate governance e informativa contabile. Il titolo resta ovviamente quotato a Milano, dove sta provando ad opporsi alla massiccia correzione attiva da oltre un mese. Solo con il superamento delle resistenze piazzate sui 20 euro ci saranno concrete speranze di inversione di tendenza, ma al momento attuale le quotazioni restano pericolosamente a ridosso dei recenti minimi a 17.82, con il rischio di assistere alla ripresa del downtrend verso area
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