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Sabato 22 Agosto 2009, 0:00

Calcio in crisi? Non per gli sponsor

Di di Marcel Vulpis

Italia Oggi

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Il calcio è più forte della crisi economica contingente. È questo il primo responso in chiave marketing che emerge dall'analisi delle sponsorship di maglia dei club di A a poche ore dall'inizio della nuova stagione agonistica.
Il valore dei jersey-partner, ovvero i marchi commerciali apposti sulle divise di gare, del campionato che verrà è in area 71 milioni di euro. È di poco superiore (circa 3,25 milioni in più rispetto a un anno fa) alla precedente rassegna, ma ciò che è più importante è il segnale positivo che arriva proprio dal pianeta calcio, la vetrina sportiva più popolare e amata dagli

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italiani.

I club iniziano a muoversi sul mercato con un'ottica più europea. Maggiore visibilità a pochi brand. Il numero di sponsor presenti sulle maglie infatti è 23 contro i 31 del 2008/9. Il valore medio delle maglie è in area 3,55 milioni (3,33 milioni appena un anno fa) e il numero delle società con il doppio sponsor è sceso in una sola stagione da otto a cinque.

Il Chievo Verona, invece, prosegue nell'esperimento del partner di maglia a rotazione. Diciannove partite saranno «griffate» dal neosponsor Merkur-Win (betting), altre sedici da Banca Popolare di Verona e le restanti tre sono lasciate libere per far provare nuovi partner o in alternativa saranno cedute a Paluani (marchio di famiglia del patron del club). Solo sette su venti, poi, sono le società che superano la media di investimento di 3,55 milioni di euro; un anno fa erano otto. Stabile invece la presenza di nuovi marchi. Anche quest'anno saranno cinque: Navigare (Parma F.c.), Regione Sardegna e Dhalia tv (Cagliari), Merkur-Win (Chievo Vr) e Gaudí (Genoa Cfc) che quest'anno ritorna nella massima serie dopo una stagione di assenza. Il marchio di abbigliamento giovanile nei campionati precedenti aveva sponsorizzato prima l'Ascoli calcio (al debutto) e, successivamente, per due stagioni, l'Udinese.

La top five della serie A continua a essere guidata dalla Juventus (Milano: JUVE.MI - notizie) (New Holland/11 milioni), seguita dal Milan (Bwin/10 milioni), dall'Inter (Pirelli (Milano: PC.MI - notizie) /8,7 milioni), dal Siena (MPS/7,1 milioni) e dalla Roma (Wind/7 milioni). Crescono anche le ipotesi di bonus a raggiungimento obiettivi. In caso di conquista del titolo tricolore, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, Pirelli pagherà all'Inter (campione d'Italia in carica) circa 1 milione di euro di premio. Il Siena è, da diversi anni, tra i club più pagati grazie al rapporto stretto con il Monte dei paschi, la banca di riferimento del territorio, che ha a disposizione non solo il marchio sulle divise, ma anche la title-sponsorship dello stadio Artemio Franchi.

Nonostante la crescita del valore globale delle sponsorizzazioni di maglia, ben quattro club rischiano in questo weekend di giocare senza main sponsor. È la prima volta nella storia del campionato di calcio di massima serie. Sono, per ragioni diverse, la Lazio, il Bologna, il Bari e il Livorno. Il club toscano, per esempio, è in trattativa con diversi marchi e se non riuscirà a chiudere concederà lo spazio alla Carige (Milano: CRG.MI - notizie) , sponsor storico. Il Bari sta per passare di mano dopo 32 anni, dalla famiglia Matarrese all'americano Timothy Burton della JMJ holdings (investimenti in resort di lusso nel mondo), per una cifra compresa tra i 22 e i 25 milioni di euro. Dopo il mese di ottobre la struttura del club sarà completamente rifondata.

La Lazio prosegue, invece, nella ricerca di un partner che possa investire una cifra non inferiore ai 3/3,5 milioni a stagione. In caso contrario continuerà a rimanere senza brand sulle divise. Il Bologna è rimasto fermo nelle ultime settimane, perché era dato per scontato il passaggio di proprietà dalla famiglia Menarini al petroliere albanese Rezart Taçi, che ha deciso alla fine di «corteggiare» il Milan per cercare di entrare nell'azionariato di minoranza del club rossonero.

Confermato infine il numero dei settori merceologici coinvolti. Anche nel 2009-2010 saranno dodici, con le auto, le scommesse sportive e le banche a guidare con tre marchi a testa il plotone degli investitori.

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