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Venerdì 21 Agosto 2009, 9:35

Crescono i nullatenenti con lo yacht

Di Pierpaolo Molinengo

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“Crescono a dismisura i poveri possidenti, +3% rispetto al 2008. Il 61% degli Yacht di lusso, sofisticate barche a vela e automezzi di grossa cilindrata sono intestati a nullatenenti o a pensionati ottantenni, prestanome di imprenditori e facoltosi, per non pagare le tasse.” E' questo il dato presentato a Capri, alla presentazione della manifestazione Fisco Tour 2009, da Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani che con Lo Sportello del Contribuente rileva costantemente il fenomeno dell'evasione fiscale in

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Italia.
Si espande a dismisura il fenomeno dei “ricchi nullatenenti” che vivono spendendo migliaia di euro per beni superflui e non dichiarano al fisco quello che guadagnano effettivamente.
Secondo il recente studio, elaborato su dati provvisori del Ministero delle Finanze che fa riferimento all'anno d'imposta 2007, è emerso che un italiano su due dichiara al fisco un reddito inferiore ai 15mila euro contro lo 0,2 per cento che ne dichiara più di 200mila. Una fotografia che non forma un “perfetto collage” con quella che riprende i dati relativi alla spesa pubblica. Nello stesso periodo in Italia, venivano immatricolate 146mila vetture tra fuoristrada ed auto di lusso, e addirittura a 23mila italiani sarebbero state rilasciate altrettante patenti nautiche.
“E' ora di finirla con modeste misure di contrasto all'evasione fiscale – afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – Come è accaduto per il credito, è necessario assegnare ai Prefetti un ruolo nel controllo nella lotta all'evasione fiscale con la costituzione di un osservatorio presso tutte le Prefetture e la partecipazione di tutti i diretti interessati: i rappresentanti delle società, i rappresentati del fisco, i rappresentanti dei lavoratori ed I rappresentanti dei contribuenti e il Prefetto coordinerà questo tavolo. All'osservatorio – conclude Carlomagno - dovranno partecipare tutti coloro che sono interessati a migliorare i rapporti tra fisco e contribuenti, applicando la Tax compliance, per evitare che l'evasione dilaghi nel nostro paese”.

Ma non basta. Sono circa 600 mila i soggetti fantasma in Italia con codice fiscale errato e non lasciano “traccie fiscali” con l'identità corretta, risultando inesistenti per l'anagrafe tributaria, con un'evasione potenziale stimata intorno ai 3 MLD di euro. La denuncia arriva da Contribuenti.it Associazione Contribuienti Italiani che con Lo Sportello del Contribuente monitora costantemente l'evasione fiscale.
Secondo lo studio condotto da KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it, l'attuale codice fiscale, introdotto circa 40 anni fa, quello con 16 caratteri alfa-numerici, fatto di date e iniziali del nome, dove urgentemente essere sostituito con un nuovo codice solo numerico e questo per evitare errori come le cartelle pazze e combattere l'evasione fiscale.
“In molti casi il codice fiscale viene autoprodotto utilizzando gli appositi programmi su Internet– afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani - e potrebbe contenere errori come nel caso, ad esempio, di chi ha un doppio nome o ha raggiunto la fatidica età di 100 anni (8600 persone) che però non viene riportato sul codice con l'effetto di lasciare tracce fiscali con un'identità non corretta e soprattutto inesistente per l'anagrafe tributaria”.
“Si tratta in tutto dell'1 per cento dei codici che vuol dire circa 600mila soggetti con codice errato – continua Carlomagno – Esperienze, come quella dei paesi scandinavi, dicono che il codice fiscale numerico funziona meglio anche perché, in Europa, l'Italia è l'unico paese che ha ancora un codice fiscale "auto-generabile". Con piccoli accorgimenti si possono evitare errori molto gradevoli ai contribuenti, come le cartelle pazze, snellire il lavoro dell'amministrazione e soprattutto recuperare nell'anagrafe tributaria circa 600mila cittadini che sfuggono al fisco”.


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