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Giovedì 22 Ottobre 2009, 0:00

A rischio chiusura migliaia di studi

Di di Gabriele Ventura

Italia Oggi

A rischio chiusura per crisi migliaia di studi legali. Per questo la Finanziaria 2010 deve prevedere interventi urgenti sul credito, sugli incentivi, sull'Irap, per i giovani avvocati, per le avvocatesse in maternità e per la formazione continua.
Questa la denuncia dell'Oua che, con una nota a cura del responsabile della commissione Fisco, Luigi Zanoni, ha criticato duramente l'impianto della proposta di legge della Manovra per il prossimo anno presentata dal Governo, rilevando che non sono previste misure anticrisi a tutela delle professioni. Intanto, in Commissione giustizia del Senato, è proseguito l'esame degli emendamenti della riforma forense, con l'accantonamento di alcuni articoli, tra i quali quello sulle tariffe

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professionali.

La denuncia dell'Oua

Secondo l'Oua lo stato di salute delle professioni intellettuali si sta consumando sotto i colpi della crisi economica «e nella disattenzione generale». Per il presidente Maurizio de Tilla, che già nei mesi scorsi aveva avanzato un pacchetto di proposte, «il Governo non ascolta adeguatamente le richieste di oltre 3 milioni e mezzo di soggetti professionali di questo paese, che rappresentano una quota di attività economica superiore al 12% del Pil nazionale. Sono a rischio 300 mila studi professionali che vedono i loro fatturati ridursi drasticamente, soprattutto per avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro e notai. Questi ultimi hanno già denunciato una contrazione del 30% a causa del crollo delle compravendite immobiliari. Lo stato di crisi si sentirà pesantemente già dalle prossime dichiarazioni dei redditi, ma una prima previsione testimonia un calo del fatturato degli studi professionali in una media del 25%». «È evidente e grave», attacca il presidente Oua, «la disparità di trattamento tra i lavoratori autonomi e gli studi professionali e non si capisce perché questo settore sia tagliato fuori dalle norme del piano anticrisi». Nel merito, gli avvocati, denuncia l'Oua, «risultano esclusi dalle seguenti misure varate dal governo: detassazione degli investimenti, decreto legge 78/2009, cosiddetto “Tremonti ter”; incentivi alla capitalizzazione, decreto legge 78/2009; premio occupazione e potenziamento degli ammortizzatori sociali, decreto legge 78/2009; moratoria sui prestiti bancari, decreto legge 78/2009; bonus aggregazioni per conferimenti, fusioni e scissioni, art. 1 comma 242 legge 296/06».

La riforma forense

L'illustrazione degli emendamenti alla riforma forense, intanto, è proseguita in Commissione giustizia del Senato fino all'art. 21. Con l'accantonamento, su richiesta del relatore, Giuseppe Valentino, dell'art. 12 sulle tariffe professionali, 16 e 17 sulle incompatibilità, 18 sulla sospensione dall'esercizio professionale, 19 sull'esercizio effettivo e continuativo e revisione degli albi e 20, sull'albo speciale per il patrocinio. Lo ha detto a ItaliaOggi il sottosegretario alla Giustizia, Maria Elisabetta Alberti Casellati. «Abbiamo discusso, in particolare, sulle forme di pubblicità previste dall'art. 9», ha spiegato, «ho richiesto la necessità di un regolamento del Cnf per dare uniformità territoriale ai criteri. Si è poi parlato dell'assicurazione e delle sue modalità.

Abbiamo intenzione di procedere spediti, facendo anche sedute notturne». Grande attenzione sull'iter parlamentare della riforma da parte dell'avvocatura, che sabato scorso si è riunita sotto l'egida del Consiglio nazionale forense approvando un documento unitario con dieci punti irrinunciabili: la specialità della professione forense e il rispetto dei principi qualificanti della professione, dalle regole per l'accesso volte a tutelare l'affidabilità della prestazione, alla riserva della consulenza legale che non compromette le competenze affidate ad altre professionisti ordinistiche ma assicura maggiore protezione dell'affidamento del cittadini, alla reintroduzione dei minimi tariffari a garanzia della qualità della prestazione, al rigore nella qualificazione professionale e nelle condizioni per la permanenza nell'albo forense.Il documento, infine, impegna il Governo e il Parlamento ad approvare in tempi rapidi il progetto di riforma.



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