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Venerdì 22 Febbraio 2008, 22:49

A2A: Milano e Brescia litigano sul più bello

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"Il presidente del Cda della società incorporante ha promosso un esercizio monocratico dei poteri della società". Le caute reazioni del mercato non tolgono importanza a quanto successo oggi all'assemblea per l'elezione del consiglio di sorveglianza di A2A (Milano: A2A.MI - notizie) .

Paolo Corsini, sindaco di Brescia e quindi grande azionista della multiutility lombarda, è entrato in polemica diretta con Giuliano Zuccoli, numero uno di A2A. L'accusa è quella di aver creato un vuoto di potere nel passaggio al sistema duale pur di conservare il controllo assoluto della società. Il ragionamento di Corsini si basa sulla constatazione che nel nuovo consiglio di sorveglianza ci sono tre uomini del vecchio consiglio di amministrazione: quanti ne bastano per farlo decadere, lasciando di fatto senza un organo collegiale di guida la stessa A2A. "Accuse ingenerose", ha commentato subito Zuccoli, sottolineando che per questa fase di transizione sono state date le necessarie deleghe a due direttori generali e che quindi non ci sarà alcuna "vacatio". La richiesta di Brescia però è chiara: bisognerebbe che fosse lo stesso neonato consiglio di sorveglianza a prendere in mano le redini della società durante le due settimane che serviranno per l'elezione di un consiglio di gestione. Le elezioni per il consiglio di sorveglianza nel frattempo hanno fatto saltare il candidato Mario Cocchi, uomo del finanziere Romain Zaleski (2,5% del capitale di A2A), e hanno invece visto crescere l'importanza di Atel, che ha mandato al consiglio due suoi uomini e rappresentanti. Quindici i consiglieri che compongono l'organo incaricato di rappresentare gli interessi degli azionisti, ma la spaccatura creatasi oggi rischia di complicare tutto e in particolare di dividere i due azionisti più importanti, i comuni di Milano e di Brescia che hanno il 27,45% del capitale di A2A ciascuno. Per di più tutto questo avviene in un momento molto delicato. Zuccoli ha, infatti, annunciato a breve un'offerta su Delmi, la società che riunisce i soci italiani di Edison (Milano:

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EDN.MI - notizie) e che controlla pariteticamente con i francesi di EdF (Parigi: FR0010242511 - notizie) la multiutility di Foro Buonaparte. L'obiettivo è quello di incorporare in A2A la holding (già controllata al 51%) in modo da presentarsi compatti al prossimo rinnovo del patto di sindacato di Edison. In realtà al riguardo la disponibilità dei soci industriali di Delmi Altoatesina (10% del capitale) e Dolomiti Energia (10%) non è stata accompagnata da quella della multiutility emiliana Enìa (15% di Delmi) che, dato il deprezzamento recente delle azioni Edison, si è detta poco propensa a cedere ora le proprie quote. I piani di Zuccoli hanno dunque incontrato diversi ostacoli e il rischio che adesso venga meno anche l'appoggio di Brescia rischia di fargli mancare il terreno sotto i piedi.

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