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Mercoledì 23 Aprile 2008, 0:00

Codice contratti da semplificare

Di di Andrea Mascolini

Italia Oggi

Per evitare la condanna dell'Italia da parte della Commissione europea è necessario, secondo l'Igi, l'Istituto grandi infrastrutture, semplificare drasticamente il Codice dei contratti pubblici, uniformandolo alle direttive europee e favorendo l'esercizio della discrezionalità amministrativa; intanto i tecnici ministeriali hanno messo a punto, in una bozza di decreto legislativo, ulteriori correzioni al Codice anche per rispondere alle censure della Commissione europea. È quanto emerso ieri nel corso del Convegno organizzato dall'Igi che si è tenuto a Roma per approfondire i diversi temi legati alla procedura di infrazione sul Codice dei contratti pubblici (n. 2007/2309) aperta da Bruxelles contro l'Italia per violazione delle direttive e del Trattato europee.Vediamo in sintesi che cosa è emerso.La procedura di infrazione e la risposta italianaLa Commissione europea (si veda ItaliaOggi del 26 febbraio) ha aperto un dossier contro l'Italia, trasmettendo una lettera di messa in mora, firmata dal commissario Charlie Mc Creevy il 30 gennaio 2008, alla quale il governo italiano avrebbe dovuto rispondere entro il 31

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Negli atti si evidenziano diverse irregolarità che vanno dall'inserimento nel Codice di norme "incompatibili" con le direttive, ad altre disposizioni che risultano "incomplete" rispetto alle disposizioni comunitarie, ad altre ancora che contengono "riferimenti erronei" o che "non assicurano la necessaria certezza giuridica". Nel merito le censure più rilevanti riguardano la partecipazione degli enti pubblici alle gare (gli enti che operano sul mercato dovrebbero essere ammessi a partecipare alle gare; per la Commissione la norma italiana prevede soltanto i privati); il subappalto di opere tecnologiche (si contesta il divieto di subappalto); le modalità di verifica dei requisiti di partecipazione; l'indicazione, da parte della commissione di gara, dei criteri motivazionali per la valutazione delle offerte (la Commissione chiede che siano indicati nel bando o nel disciplinare); la possibilità, nell'avvalimento, di utilizzare i requisiti di altri soggetti con riferimento a un solo soggetto terzo; nel dialogo competitivo la fissazione dei criteri di valutazione delle offerte dopo che siano state individuate le soluzioni migliori; il diritto di prelazione a favore del promotore che presenta una proposta per realizzare opere di urbanizzazione a scomputo del contributo previsto per il rilascio del permesso di costruire.Nel corso del convegno Igi è stata distribuita una nuova bozza di decreto correttivo del Codice che i tecnici ministeriali hanno messo a punto sviluppando il testo del cosiddetto terzo correttivo del Codice che mai arrivò al Consiglio dei ministri due mesi fa, anche per adeguare le norme nazionali a quanto eccepito da Bruxelles. È improbabile che queste norme vengano approvate, dati i numerosi passaggi procedurali necessari per varare le nuove modifiche e data, soprattutto, l'imminente scadenza della delega (30 giugno). La bozza fornisce però le prime indicazioni su come il governo potrebbe rispondere alle eccezioni della Commissione europea. Viene per esempio eliminato il diritto di prelazione a favore del promotore (titolare del permesso di costruire) che formula una proposta per realizzare opere di urbanizzazione; viene inoltre integrata la norma sulla verifica dei requisiti nelle gare in cui si utilizza la cosiddetta "forcella", anticipando in sede di offerta la produzione dei documenti a comprova dei requisiti dichiarati; si propone la soppressione della norma censurata da Bruxelles in tema di dialogo competitivo e viene modificata la disposizione sull'indicazione dei criteri motivazionali, prevedendoli nel bando di gara. La bozza prevede inoltre l'integrale riscrittura della procedure della finanza di progetto, con la gara unica in luogo delle fasi attuali. Non ci sarebbe però traccia di modifiche sugli altri punti segnalati dalla Commissione, trattandosi di aspetti sui quali evidentemente l'Italia ritiene di potere convincere la Commissione a ritirare le censure.La proposta IgiLa procedura di infrazione, comunque, preoccupa molto anche l'Istituto presieduto da Giuseppe Zamberletti che, aprendo il convegno, ha sottolineato come essa presenti "un elemento di gravità maggiore, dato che tocca una pluralità di disposizioni legislative e ci obbliga a una riflessione di ordine generale". La riflessione dell'Igi punta quindi a evidenziare che "un testo largamente riscritto rispetto a quello delle Direttive, come è il nostro Codice, ci espone a difficoltà interpretative e a rilievi". La soluzione avanzata da Zamberletti è quindi tesa a una "significativa semplificazione del corpus normativo degli appalti pubblici" attraverso un recepimento fotocopia delle

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