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Mercoledì 22 Aprile 2009, 8:54
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Dopo un mese e mezzo di rialzo, i mercati azionari hanno mostrato qualche incertezza nelle ultime due sedute. Siamo all'inizio di una correzione destinata a durare nel breve o si può sperare in una ripresa degli acquisti in linea con quanto già avvenuto in parte ieri? Quando nelle ultime interviste abbiamo affermato che il mercato non saliva con una struttura impulsiva, ci riferivamo al fatto che la fase rialzista avesse dei margini di salita limitati e che non ci non trovavamo di fronte ad un'inversione di tendenza. Per quest'anno abbiamo degli scenari di medio-lungo termine abbastanza chiari: ci troviamo in una situazione un po' particolare per cui la volatilità si presenta in contrazione da circa un semestre e riteniamo che tale circostanza possa durare per altri sei mesi, quindi idealmente fino alla seconda settimana di settembre. Crediamo inoltre che la ciclicità del mese di marzo sia stata rispettata con la registrazione di un minimo che riteniamo molto importante e che conferma il fatto di avere per alcuni indici un bottom dal quale si potrà cominciare a ricostruire. Ci sono dei titoli che hanno ancora una forte volatilità e questi in genere premiano l'investitore o comunque il flusso di capitali dall'obbligazionario verso l'azionario. Il confronto tra equity e bond vede per il brevissimo termine l'azionario perdente e l'obbligazionario premiante. I segnali che si sono registrati all'inizio dell'anno si sono un po' attenuati e questo è un elemento che non vota più a favore di ulteriori minimi importanti per il mercato americano. Ricordiamo che il 2008 è stato battuto in termini di sottoperformance solo dal 1931 e ora siamo entrati molto vicini a quello che è considerato l'intervallo massimo per la verifica di un minimo importante che noi riteniamo sia settembre 2009. Da un lato abbiamo un minimo rilevante sul mercato, dall'altro resta una finestra temporalmente aperta fino a settembre di quest'anno per registrare un ulteriore minimo sull'indice S&P500 e con minore probabilità sul Nasdaq Composite. Nel breve termine però non crediamo che il mercato possa instaurare una dinamica discendente come avvenuta nei mesi precedenti. Il mercato dovrebbe riportarsi progressivamente verso un quadro di neutralità. Nel breve termine è atteso un minimo da qui al 28 aprile, con un successivo rialzo fino al 7 maggio e poi una fase discendente in cui si realizzerà entro il 20/21 maggio, un minimo importante ben superiore a quello visto a marzo. In seguito il mercato dovrebbe muoversi all'insegna della neutralità durante i mesi estivi, per poi lasciare il posto a quella verifica di ulteriore negatività di cui parlavamo prima. A breve abbiamo dei livelli di allerta sui vari indici, ma al di là della discesa di 3/5 sessioni, crediamo che il quadro non si trasformi in ribassista quanto piuttosto di neutralità. L'indice S&P500 dovrebbe oscillare tra i 770/780 punti e gli 870/905, con rotazioni molto interessanti tra i singoli titoli. A livello macro quali possibili scenari si possono disegnare a suo avviso nei mesi a venire? Abbiamo tre evoluzioni possibili perché si sono avute delle dinamiche dal 1996 in poi che per ora chiamiamo come strategia a pendolo. Siamo entrati in una fase storica in cui gli eccessi che si sono verificati stanno diventando una norma, dalla bolla dei tecnologici a quella dell'immobiliare, per arrivare a quella delle materie. La prossima che sta per esplodere è quella dei titoli cosiddetti governativi con tre possibili scenari: il primo è quello del modello giapponese per cui avremo per diversi anni tassi di interesse che galleggeranno tra lo 0,% e l'1%, in un contesto con bassa inflazione e contenuta crescita demografica. Il secondo scenario è di tipo inflattivo perché l'enorme massa di liquidità messa a disposizione dai Governi per evitare che la crisi finanziaria si sposti dalle banche d'affari a quelle commerciali, potrebbe compromettere il rapporto che esiste tra indebitamento governativo e relativa produttività. Infine, il terzo scenario viene da noi definito eco-tecnologico perché riteniamo che li settore automobilistico proporrà gradualmente di sostituire il motore a scoppio con quello elettrico. Ciò consentirà di assicurare per anni un effetto trainante dell'economia globale con relativo indotto, attivando nuove logiche di sviluppo su larga scala. Tornando al breve termine, come interpretare dunque l'attuale fase di mercato e quali previsioni si possono fare per le settimane a venire? Quali sono i livelli da seguire sugli indici più importanti? In generale possiamo dire che in questa fase, piuttosto complessa, non abbiamo una lettura univoca come abbiamo avuto nei mesi passati. Ciò che è salito fa parte di un processo correttivo di cui abbiamo realizzato solo una gamba: la prima gamba di rialzo c'è stata e quella di contro-correzione sarà molto complessa perché non scenderemo più dritti con nuovi minimi. Quelli che abbiamo visto fino ad ora molto difficilmente saranno aggiornati dall'S&P500 e ancora meno dal Nasdaq Composite. Riteniamo che il top del mercato non sia ancora dentro perché dovremmo avere un massimo tra 930 e 980 di S&P500, con un bottom tra 720 e 750 da qui a settembre. Ci sono dunque 250 punti circa di oscillazione, che corrispondono a circa il 30% di movimento, in un quadro di neutralità. Per il Mibtel abbiamo un'area importante di massimi relativi tra 15.100 e 16.100, e riteniamo che la struttura con cui è salito l'indice faccia parte di una correzione tecnica e che ritorneremo a chiudere il gap ancora presente tra i 13.000 e i 12.900. La volatilità è ancora elevata, pur essendoci stata una contrazione, ricordando che la stessa è sempre stata superiore ai picchi registrati a settembre 2001 e poi nel 2002/2003. Siamo in presenza di una volatilità straordinaria che però è l'ordinarietà perché dura da sette mesi e un periodo così lungo non si è mai registrato sui mercati. Questo tipo di volatilità rende poco agevole il compito di tracciare degli scenari persistenti nel medio-lungo periodo, perché ci troviamo di fronte a diverse possibili evoluzioni. Per l'S&P/Mib invece tutta l'area compresa tra i 18.850 e i 19.250 è una fascia di top a breve termine, tenendo presente che fino a quando non avremo una chiusura giornaliera inferiore a 17.310 punti, non avremo un segnale di negatività a più sessioni. Se si vanno a vedere le precedenti correzioni, in termini percentuali, dai minimi di marzo abbiamo sempre corretto in misura inferiore sotto il profilo percentuale. Non abbiamo dunque un aumento della percentuale di correzione rispetto ai massimi raggiunti nella fase di salita. Non si può avere la certezza che i massimi registrati tra venerdì scorso e lunedì mattina rappresentino un top per questa fase. Il quadro è ancora tutto in evoluzione e almeno per ora non abbiamo segnali di negatività nella struttura, anche se man mano ci avvicineremo ai massimi di rilievo per questa fase del mercato. In questo scenario, ci sono titoli che vanno seguiti con maggiore interesse rispetto ad altri? In questo momento siamo posizionati nella misura del 30% rispetto a quello che è il nostro peso massimo sull'azionario pari al 28%. In sostanza ora abbiamo un'esposizione dell'8,4% per cui un investitore con un capitale di 100mila euro dovrebbe avere al massimo 8.400 euro sull'equity. Non ci sono tendenze sicure ora, mentre negli anni scorsi abbiamo avuto maggiori certezze anche dal punto di vista statistico. Parlando dei singoli titoli, abbiamo puntato in quest'ultimo periodo su Generali, Fondiaria-Sai e Unipol, mentre abbiamo ancora in portafoglio Banco Popolare, uscendo invece ieri da Fiat. A breve cercheremo di entrare su Saipem, mentre manteniamo ancora le distanze da ENI (Milano: ENI.MI - notizie) che riteniamo abbia ancora da dare in termini di negatività, compensata eventualmente dalla positività di altri titoli. Non ci sembrano premianti storie come Enel e A2A, mentre guardiamo con maggiore favore a Terna e Snam Rete Gas. Seguiremo con attenzione anche Atlantia che andremo ad acquistare sulla prossima discesa che il titolo andrà ad effettuare. Cautela su Telecom Italia che non offre ancora spunti interessanti, ritenendo che il titolo possa avere un certo appeal sotto 0,81/0,83 euro. In questi casi però non è solo una questione di prezzo ma di percentuale di rischio che ci si vuole assumere per restare sul mercato. Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
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