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Venerdì 23 Maggio 2008, 0:00

Congelati i tributi degli enti locali

Di Pagina a cura di Francesco Cerisano

Italia Oggi

Congelati i tributi locali. Regioni, province e comuni non potranno più aumentare addizionali e aliquote fino a quando non saranno definite le nuove regole del patto di stabilità interno.
Con una norma ad hoc inserita nella bozza di decreto legge fiscale approvata mercoledì dal governo nel consiglio dei ministri di Napoli, l'esecutivo ha momentaneamente sospeso l'autonomia impositiva degli enti locali. Viene così scongiurato il rischio, da più parti paventato, che i benefici effetti prodotti sulle tasche dei contribuenti dall'abolizione dell'Ici (Londra:

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ICI.L - notizie) sulla prima casa possano essere vanificati dall'aumento di altre imposte locali. Non ci saranno, dunque, "partite di giro" perché dalla data di entrata in vigore del decreto gli enti non potranno più spingere sulla leva fiscale, almeno per quanto riguarda i tributi attribuiti con legge statale. Per il governo Berlusconi si tratta di un ritorno all'antico. Nei cinque anni passati a palazzo Chigi dal 2001 al 2006 il Cavaliere, e soprattutto il ministro dell'economia Giulio Tremonti, non hanno mai visto di buon occhio la possibilità di lasciare gli enti locali liberi di agire sulla pressione fiscale. Tanto che per tutta la legislatura ai comuni fu preclusa la possibilità di aumentare l'addizionale Irpef che venne sbloccata solo con l'avvento del centrosinistra. La disposizione inserita nel decreto legge fiscale (che oltre all'abolizione dell'Ici sull'abitazione principale contiene misure per la detassazione degli straordinari e per la rinegoziazione dei mutui sulla prima casa) va oltre. E lega a doppio filo il congelamento delle tasse locali al federalismo fiscale. L'esecutivo vuole accelerare sull'attuazione dell'articolo 119 della Costituzione, ma ancora certezze su come intenda farlo non ci sono. Il modello più accreditato (anche perché recepito all'interno del programma con cui il Popolo della libertà ha vinto le elezioni) resta quello lombardo che prevede la compartecipazione delle regioni al gettito dell'Iva e dell'Irpef, ma fino a ora un testo ufficiale del governo non c'è. Come confermato anche dal ministro per i rapporti con le regioni, Raffaele Fitto: "C'è una scelta di governo precisa che è quella di avviare il tema del federalismo fiscale, poi, quando avremo il testo sul quale discutere, di quello discuteremo". Eliminazione dell'Ici. Intanto però, dopo l'approvazione del decreto legge, prosegue il confronto tra il governo e i comuni sull'abolizione dell'Ici. Per lunedì mattina, al ministero dell'economia, è stato convocato un tavolo tecnico in cui si discuterà di come lo stato dovrà restituire le mancate entrate dovute all'abolizione della tassa sulla prima casa.I comuni hanno annunciato che non faranno sconti su due punti fondamentali. La restituzione delle somme dovrà avvenire in due rate, la prima a giugno, la seconda in dicembre 2008, e un eventuale conguaglio dovrà avvenire a marzo 2009. La partita è ancora tutta da giocare dal momento che il decreto non dice nulla sulle modalità di rimborso per i comuni, rinviando tutto a un'intesa da trovare in Conferenza stato-città-autonomie locali entro due mesi dall'entrata in vigore del provvedimento."C'è un problema di cassa", dice il vicepresidente dell'Anci, Fabio Sturani, "che non può essere sottovalutato. I soldi che non entrano nelle casse dei comuni devono rientrare il prima possibile per non creare difficoltà nei bilanci. Prendiamo per buona la volontà politica del governo, che ha sempre sostenuto che ci ridarà indietro fino all'ultima lira e subito". Secondo il sindaco di Ancona bisognerà poi verificare che le cifre ad oggi ipotizzate siano esatte: "ancora non si sa e non è facile stabilirlo, quanto valga l'Ici sulla prima casa. Tutti i comuni dichiareranno attraverso un'autocertificazione a quanto per ciascuno di essi ammonta la detrazione, ma i comuni chiedono che subito dopo aver ricevuto questa autocertificazione il governo restituisca i soldi". Il nodo della copertura finanziaria del decreto è infatti tutto da sciogliere. E la prova è che nelle ultime bozze del dl le cifre sulle coperture sono ancora in bianco. "Al momento", conclude Sturani, "nessuno sa quante siano le risorse a disposizione". Che cosa prevede il decreto. Il dl individua in 2,5 miliardi di euro l'ammontare dello sconto Ici per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010. Per garantire i rimborsi ai comuni viene istituito nello stato di previsione del ministero dell'interno un apposito fondo che avrà una dotazione uguale a quella del minor gettito previsto per i municipi, ma solo fino al 2010. Dal 2011 sarà la legge finanziaria a individuare la dotazione del fondo.

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