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Venerdì 22 Maggio 2009, 9:08

Congiuntura: l'analisi mensile di Confindustria

Di Pierpaolo Molinengo

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Secondo l'analisi mensile del Centro Studi Confindustria, i livelli di attività produttiva sono depressi in misura senza eguali dal dopoguerra. Anche nel primo trimestre la caduta del PIL, trascinata dal commercio mondiale e favorita dal decumulo di scorte, è stata più violenta dell'atteso, soprattutto nell'area euro. Germania e Italia hanno subito le flessioni più marcate dal picco

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L'occupazione registra con ritardo i cambi di marcia dell'economia e continuerà a diminuire. Nel nostro Paese i valori di CIG sono ai massimi dal 1993. Le finanze pubbliche peggiorano vistosamente, un po' meno quelle italiane; il rientro da deficit e debiti elevati sarà graduale. Il credito continua a essere selettivo, specie verso le piccole imprese e nei confronti delle operazioni commerciali con l'estero. Ciò rende più faticoso il riavvio delle economie. Ma i “germogli” di ripresa stanno consolidandosi. In Italia sale la fiducia tra imprese (grazie a maggiori attese di ordini) e consumatori (ai massimi da fine 2007); l'indice anticipatore Ocse punta alla svolta nel corso dell'estate. Il ritorno alla crescita si è consolidato in Cina, trainata da investimenti ed export.
In USA va meglio il settore immobiliare, gli utili aziendali aumentano grazie a guadagni di efficienza e tagli nelle scorte, mentre è vicina la risalita degli ordini nel manifatturiero e nel terziario. In Germania l'indice ZEW che anticipa l'andamento del ciclo è balzato in pochi mesi ai massimi dal giugno 2006. In Giappone la produzione industriale è prevista recuperare il 12,4% entro maggio, beneficiando più rapidamente del rilancio cinese. L'Europa dell'Est trarrà vantaggio dalle megasvalutazioni. I rialzi delle Borse e delle materie prime aiutano e prevedono progressi nell'economia reale. E' in atto un generale ridimensionamento dell'avversione al rischio; così si riducono gli ampi spread tra titoli di Stato dentro l'area euro e l'alto costo del finanziamento tramite emissione di obbligazioni, anche con il massimo rating. I tassi pagati dalle imprese stanno adagio scendendo, adeguandosi alle decisioni BCE. L'inflazione resta bassa, è addirittura negativa nelle attese.

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