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Lunedì 22 Giugno 2009, 20:42

Crisi: Ritorno Al Presente. Banca Mondiale Fredda Le Borse (Il Punto)

Agenzia ASCA

(ASCA) - Roma, 22 giu - Ritorno al presente. Per il 2009, la Banca Mondiale vede il Pil globale a -2,9%, molto peggio di quanto previsto (-1,7%) lo scorso marzo. L'aggiornamento delle previsioni ha scatenato le vendite di titoli azionari, accentuando un processo in corso da alcuni giorni. Le borse europee hanno chiuso tutte in negativo e il balzo dell'indice Ifo, che misura la aspettative sulla Germania, maggiore economia dell'Eurozona, non ha portato alcun beneficio. Per ora la password del mercato e' vendere. Milano -4,03% e' stata la peggiore d'Europa, sul listino milanese ha pesato anche lo stacco dei dividendi. Comunque l'aria e' cambiata. Alla meta' dello scorso maggio, il giorno dello stacco della cedola di molti titoli, il mercato milanese fu capace di recuperare il gap e chiudere in territorio positivo. ''Ora va in onda un altro film, quello della speculazione al ribasso. I fondamentali dell'economia e degli utili aziendali non sono coerenti con la prosecuzione di un rally che, dallo scorso marzo, ha raggiunto un picco del 50%'', spiega un operatore. Una posizione che si concilia con quelle espresse recentemente dai finanzieri George Soros e di Jim Rogers, ''il rialzo non e' compatibile con lo stato dell'economia, si tornera' a scendere'', hanno sentenziato, alcune settimane or sono, i due ''guru'' di Wall Street. L'economista Nouriel Rubini ha definito il rimbalzo di borsa come ''il rally dei fessi''. I segnali che arrivano dalle borse Usa, quelle che dettano lo spartito, vedono l'indice S&P-500 tornare sui minimi mensili e scendere pericolosamente sotto quota 900 punti. Sotto tiro le materie prime. Il petrolio e' sceso sotto 67 dollari (-5%), il rame ha lasciato sul terreno il 3,6% finendo sotto la soglia dei 5 mila dollari per tonnellata. L'alluminio e' precipitato a 1.618 dollari per tonnellata -3,6% con le scorte che viaggiano sui massimi storici. Non poteva essere altrimenti. La stessa Banca Mondiale ha ridotto a uno striminzito +1,2% la performance del Pil dei paesi emergenti nel 2009. Non e' mancata la parola di Jean-Claude Trichet. Il presidente della Bce, pur confermando ''un rallentamento della crisi'', ha invitato alla massima vigilanza in quanto nuove severe perturbazioni potrebbero colpire i mercati finanziari. Insomma, accanto alle speranze di una ripresa economica a partire dalla seconda meta' del 2010 convive il timore del ''double dip'', cioe' che si riprenda a scivolare verso il

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