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Crisi: Ritorno Al Presente. Banca Mondiale Fredda Le Borse (Il Punto)
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(ASCA) - Roma, 22 giu - Ritorno al presente. Per il 2009, la
Banca Mondiale vede il Pil globale a -2,9%, molto peggio di
quanto previsto (-1,7%) lo scorso marzo. L'aggiornamento
delle previsioni ha scatenato le vendite di titoli azionari,
accentuando un processo in corso da alcuni giorni. Le borse
europee hanno chiuso tutte in negativo e il balzo dell'indice
Ifo, che misura la aspettative sulla Germania, maggiore
economia dell'Eurozona, non ha portato alcun beneficio. Per
ora la password del mercato e' vendere.
Milano -4,03% e' stata la peggiore d'Europa, sul listino
milanese ha pesato anche lo stacco dei dividendi. Comunque
l'aria e' cambiata. Alla meta' dello scorso maggio, il giorno
dello stacco della cedola di molti titoli, il mercato
milanese fu capace di recuperare il gap e chiudere in
territorio positivo.
''Ora va in onda un altro film, quello della speculazione
al ribasso. I fondamentali dell'economia e degli utili
aziendali non sono coerenti con la prosecuzione di un rally
che, dallo scorso marzo, ha raggiunto un picco del 50%'',
spiega un operatore.
Una posizione che si concilia con quelle espresse
recentemente dai finanzieri George Soros e di Jim Rogers,
''il rialzo non e' compatibile con lo stato dell'economia, si
tornera' a scendere'', hanno sentenziato, alcune settimane or
sono, i due ''guru'' di Wall Street. L'economista Nouriel
Rubini ha definito il rimbalzo di borsa come ''il rally dei
fessi''.
I segnali che arrivano dalle borse Usa, quelle che dettano
lo spartito, vedono l'indice S&P-500 tornare sui minimi
mensili e scendere pericolosamente sotto quota 900 punti.
Sotto tiro le materie prime. Il petrolio e' sceso sotto 67
dollari (-5%), il rame ha lasciato sul terreno il 3,6%
finendo sotto la soglia dei 5 mila dollari per tonnellata.
L'alluminio e' precipitato a 1.618 dollari per tonnellata
-3,6% con le scorte che viaggiano sui massimi storici. Non
poteva essere altrimenti. La stessa Banca Mondiale ha ridotto
a uno striminzito +1,2% la performance del Pil dei paesi
emergenti nel 2009.
Non e' mancata la parola di Jean-Claude Trichet. Il
presidente della Bce, pur confermando ''un rallentamento
della crisi'', ha invitato alla massima vigilanza in quanto
nuove severe perturbazioni potrebbero colpire i mercati
finanziari.
Insomma, accanto alle speranze di una ripresa economica a
partire dalla seconda meta' del 2010 convive il timore del
''double dip'', cioe' che si riprenda a scivolare verso il
basso.
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