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Martedì 22 Luglio 2008, 14:00

Riforme: Fini; insieme a opposizione, non solo federalismo

MF/Dow Jones


ROMA (MF-DJ)--"La riforma istituzionale dovra' essere uno dei connotati essenziali della legislatura appena cominciata. E' ancora presto per dire quale sara' la via che seguiremo. Non credo comunque che la strada della Bicamerale possa essere percorribile, visti gli insuccessi di tali commissioni in passato. Rimane in ogni caso un punto fermo: le riforme si fanno insieme con l'opposizione. E' un fatto importante e qualificante che lascia ben sperare per il futuro". A sottolinearlo e' il presidente della Camera, Gianfraco Fini, in un'intervista alla rivista "Politique

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internationale".

"Non temo il federalismo fiscale, perche' e' un modo per rendere effettivo il principio dell'autonomia e dell'autogoverno delle regioni - aggiunge -. Occorrera' naturalmente individuare strumenti che non penalizzino le regioni meridionali. E' opportuno sottolineare che la riforma deve essere vista nel suo insieme. Non c'e' solo il federalismo - precisa -, ma le questioni del bicameralismo e del rafforzamento dei centri della decisione politica. Dobbiamo guardare al quadro complessivo delle istituzioni. E il problema da evitare e' che possano determinarsi squilibri all'interno del sistema. Tutta l'impalcatura della nuova Repubblica dovra' tenersi bene in piedi ed essere ben bilanciata tra le sue varie parti".

Secondo Fini, "l'elezione diretta del capo dello Stato puo' essere un fattore di bilanciamento al federalismo. L'investitura popolare rafforza il ruolo di garanzia e di unita' svolto dal presidente della Repubblica - spiega -. Nel sistema francese, il presidente condivide con il capo del Governo l'esercizio del potere Esecutivo. Per quello che riguarda il sistema italiano, potrebbe costituire un punto di partenza la bozza di riforma in senso semipresidenziale approvata a suo tempo dalla Bicamerale presieduta da Massimo D'Alema. Lo schema - ricorda - prevedeva l'assegnazione al capo dello Stato di compiti di garanzia del sistema e di salvaguardia dell'unita' nazionale. In questo caso ci sarebbe comunque bisogno di ridefinire i compiti del Governo rafforzandone il potere di decisione". red/gug


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