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Martedì 22 Luglio 2008, 21:38

Banche: Fitch vede rating in calo. Le previsioni a Piazza Affari e i titoli su cui puntare

Di Alberto Susic

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In linea con quanto accaduto nelle ultime settimane, o ancora meglio negli ultimi mesi, i mercati azionari continuano a guardare con grande attenzione al settore finanziario, cui è strettamente legato l'andamento delle Borse in quest'ultimo periodo. La crisi dei mutui subprime continua infatti ad occupare la scena ormai da un anno e gli sguardi sono tutti rivolti alla valutazione dei danni che la stessa ha prodotto fino a questo momento. Indicazioni in tal senso sono giunte proprio dai risultati trimestrali americani, diffusi dai grandi gruppi bancari, che però in alcuni casi hanno sorpreso in positivo con perdite inferiori alle attese, mentre in altri hanno deluso e non poco le aspettative degli analisti e del mercato.

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E a richiamare l'attenzione sui bancari ci ha pensato l'agenzia internazionale Fitch che proprio quest'oggi ha prospettato un ulteriore peggioramento dei rating degli istituti di credito. Una previsione che riflette non solo la crisi dei mercati finanziari, ma anche il rallentamento della congiuntura a livello globale, in atto ormai da mesi. Il peggioramento dei rating dovrebbe concretizzarsi nel corso dei prossimi mesi e riguardare soprattutto le banche dei Paesi sviluppati. Secondo l'agenzia Fitch, nel secondo trimestre di quest'anno, gli outlook negativi sugli istituto di credito sono stati poco più del doppio di quelli positivi, e hanno interessato per la maggior parte le banche europee e quelle dell'America del Nord.
Gli analisti però fanno notare al contempo che a fine giugno di quest'anno, oltre i due terzi dei rating mantiene prospettive “stabili”. Questo però non impedisce di restituire un quadro ben diverso e opposto rispetto a quello del 2007, basti pensare che nel primo trimestre dello scorso anno gli outlook positivi erano nel rapporti di 5 a 1 rispetto a quelli negativi.
A detta di Fitch i rischi immediati di liquidità nel sistema bancario a livello globale, sono stati in parte ridotti dalle numerose misure di intervento varate dalle diverse Banche Centrali. Il problema è che ora si dovrà fare i conti con costi di credito sempre più elevati, anche se l'agenzia di rating non si aspetta ulteriori svalutazioni sui prodotto strutturati.
Per quanto riguarda in particolare il panorama domestico, non è certo incoraggiante il quadro restituito dall'ABI sulle banche italiane, almeno con riferimento all'anno in corso. L'Associazione stima infatti per il 2008 una flessione degli utili nell'ordine del 15%, dopo la crescita di poco superiore al 5% realizzata in media lo scorso anno, grazie anche ai proventi straordinari nell'ambito delle rilevanti operazioni di consolidamento del sistema.
Spostando lo sguardo in avanti però le prospettive sono improntate all'ottimismo, tanto che l'ABI prevede per il biennio 2009-2010 una ripresa compresa tra il 5% e il 9% all'anno. A detta del direttore generale dell'ABI, Giuseppe Zadra, “le banche italiane si confermano relativamente poco influenzate dagli scombussolamenti in atto e grazie alla loro solidita' potranno registrare nel futuro prossimo, dopo la fase calante del 2008, risultati reddituali in ripresa”.
Parlando del margine di interesse, le stime dell'ABI sono per una crescita del 5,1% quest'anno, per poi salire al 7% nel prossimo biennio, mentre rispetto al 2007 si dovrebbe riprendere leggermente il margine di intermediazione, passando dall'1,8% al 2,1%, con un rafforzamento decisamente più marcato nel 2009 e nel 2010, quando si dovrebbe avere un incremento medio rispettivamente del 4,1% e del 6,7%.
Sempre con riferimento al mercato italiano, dando uno sguardo ai titoli quotati a Piazza Affari, viene confermato l'ottimismo su Unicredit (Milano: UCG.MI - notizie) che continua a piacere a diverse banche d'affari, nonostante il titolo sia stato fortemente penalizzato dalle vendite. Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) mantiene la raccomandazione “outperform” con un prezzo obiettivo però rivisto al ribasso da 6,1 a 5,1 euro, a seguito di una riduzione delle stime sull'utile per azione, nell'ordine del 5%, per il triennio 2008-2010.
Un invito all'acquisto per Unicredit arriva da Deutsche Bank (Francoforte: DB9999 - notizie) che ha reiterato il rating “buy” con un target price a 5,9 euro, in attesa dei risultati del primo semestre che saranno presentati il prossimo 1 agosto. La banca tedesca si aspetta un calo delle imposte nette rispetto ai tre mesi precedenti e allo scorso anno, per via della tendenza negativa del mercato nel secondo trimestre.
Neutrale il giudizio di Ubs (Virt-X: UBSN.VX - notizie) su Mediobanca che si è vista ridurre il fair value da 14 a 11 euro, sulla scia di un taglio delle stime per l'anno in corso e per il prossimo, per via dei guadagni più contenuti legati all'attività di trading e dei maggiori investimenti nel business retail.
E non è certo una storia su cui scommettere Banca Monte Paschi, almeno secondo le indicazioni del Credit Suisse che ha avviato la copertura sul titolo con rating “underperform” e un prezzo obiettivo a 2 euro. Gli esperti ritengono che le azioni della banca senese non siano ancora un investimento attraente sugli attuali livelli di prezzo, convinti che ci siano titoli più economici e forse anche più difensivi, come Ubi Banca (Milano: BPU.MI - notizie) , che rispetto a MOnte Paschi vanta una maggiore visibilità sui ricavi.
Sempre tra le Popolari, Unicredit suggerisce di mantenere in portafoglio Banca popolare di Milano (Milano: PMI.MI - notizie) per la quale viene individuato un target price a 8,7 euro. Relativamente agli ultimi rumors riguardanti un possibile spin-off di We@bank, gli esperti fanno sapere che se anche l'operazione andasse in porto, sarebbe destinata ad avere un impatto poco significativo sul titolo.


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