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Mercoledì 23 Settembre 2009, 0:00
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L'obbligo di relazionare in merito all'attività annuale svolta deriva dal provvedimento istitutivo dei nuovi organismi regionali (provv. Dirett. Agenzia dell'8/10/2007) ai sensi del quale entro il 31 gennaio di ciascun anno, ogni osservatorio regionale deve predisporre ed inviare alla direzione centrale dell'agenzia delle entrate una «relazione annuale contenente le principali questioni affrontate e le attività svolte Sull'obbligo e sulle modalità di invio e diffusione di tali relazioni era intervenuta anche la circolare n. 58/E del 26 ottobre 2007 precisando come la pubblicazione via internet delle relazioni annuali consenta di dare adeguata diffusione in ordine alle valutazioni effettuate dai singoli osservatori regionali, promuovendo, di conseguenza, l'adozione di comportamenti uniformi con riferimento a problematiche comuni a più aree regionali. Non tutti gli osservatori regionali sono però riusciti a rispettare la scadenza del 31 gennaio per la predisposizione delle relazioni e ciò ha probabilmente fatto slittare il termine di diffusione fino alla data odierna. Fra le relazioni più corpose vanno citate quelle degli osservatori della Basilicata, della Campania, del Lazio, della Liguria, della Sardegna e della provincia autonoma di Trento. L'osservatorio del Lazio, nel corso dell'anno 2008, ha avuto modo di esaminare le problematiche dello studio di settore UG44U relativo alle attività degli alberghi con specifico riferimento all'area territoriale di Frosinone. Sono state poi valutate alcune criticità degli studi di settore relativi alle professioni, alla gestione degli stabilimenti balneari nella provincia di Latina ed all'applicabilità degli studi di settore alle cooperative. L'osservatorio ha anche riconosciuto il disagio degli operatori commerciali per il protrarsi dei lavori pubblici all'interno di alcune zone del Comune di Roma. Intensa anche l'attività dell'osservatorio regionale della Campania. Qui la principale problematica trattata dall'osservatorio è stata l'emergenza rifiuti e le sue conseguenze sulle attività produttive delle zone coinvolte. In Sardegna invece i lavori dell'osservatorio nel corso del 2008 si sono rivolti al settore delle costruzioni, del commercio, delle manifatture e delle professioni. Per ciascun settore è stato costituito un apposito gruppo di lavoro che ha analizzato le specifiche criticità territoriali riscontrabili nell'applicazione degli studi di settore. Da una primissima ricognizione dei lavori svolti dai nuovi organismi territoriali emerge con forza l'importanza ed il ruolo degli stimoli giunti dall'esterno. In molti casi infatti le attività degli osservatori sono state orientate proprio dalla segnalazione di particolari problematiche messe in luce da associazioni di categoria o dagli ordini professionali. |
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